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notizia del 07/10/2007 messa in rete alle 15:51:37
Sciopero generale per cacciare Caltaqua
L’Associazione Gela emergenza acqua (Agea) chiama alla mobilitazione la popolazione, promuovendo uno sciopero generale per il prossimo giovedì 11 ottobre. Al grido “L’acqua è un dono di Dio e a nessuno è permesso di privarcela”, il presidente dell’Agea, Orazio Consiglio, che nei giorni scorsi aveva cercato senza successo di coinvolgere in questa battaglia il sindaco Crocetta, chiama a raccolta “uomini e donne, bambini, anziani e studenti, forze poliche sane, sindacati, associazioni di volontariato, rappresentanti di quartiere e parroci di tutte le chiese”, per avere riconosciuto il diritto negato dell’acqua.
Il concentramento è previsto per le ore 9,00, davanti all’ospedale, a Caposoprano.
Nei giorni scorsi, come detto, Consiglio aveva scritto al sindaco Crocetta una lettera, di accompagno alla petizione popolare con 8 mila firme:
“Abbiamo il piacere oggi, di consegnare a Lei, perché ne faccia un uso utile e prezioso, nell’interesse della nostra città e dei nostri concittadini, la petizione popolare della raccolta delle firme, avente per scopo l’abolizione dell’Ato Idrico (Ente inutile e mangiasoldi), l’interruzione di ogni rapporto con la società nissena Acque di Caltanissetta meglio conosciuta Caltaqua, per inadempienza contrattuale e di intraprendere tutte quelle iniziative che portino alla gestione dell’acqua pubblica. Cioè alla Municipalizzata. Ottomila capi famiglie, tante sono le firme raccolte, che rappresentano circa trenta mila cittadini Gelesi, che hanno testimoniato la gravissima e pericolosa situazione sociale venutasi a determinare per i ripetuti disservizi provocati da Caltaqua che tuttora, continua ad erogare nelle nostre abitazioni, quando arriva, acqua di scarico e di liquami, cioè reflua.
Le ottomila firme raccolte, sig. Sindaco, sono la testimonianza di una città che vive in uno stato di forte disagio e rivendica legittimamente con viva determinazione che l’acqua sia sempre corrente dai rubinetti e di buona qualità. Rivendica altresì, che l’acqua essendo un dono di Dio e della natura, non va privatizzata e a nessun empio soggetto è permesso di speculare su un bene così vitale e di primaria importanza per l’uomo”.
Autore : Redazione Corriere
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