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notizia del 07/10/2007 messa in rete alle 15:51:07
Il sindaco precetta i “padroni” dell’acqua
Per il sindaco Crocetta, la misura è colma. Le proteste di alcuni cittadini per l’acqua, davanti al ministro Rosy Bindi, a Gela giovedì mattina per la sua campagna elettorale alle primarie del costituendo Pd, gli hanno fatto rompere gli indugi. Ha preso carta e penna ed ha emesso un’ordinanza che fa tremare sia la società Siciliacque di Palermo, sia Caltaqua di Caltanissetta, gestore della distribuzione idrica in provincia. “Adeguata fornitura per ragioni igienico-sanitarie e di ordine pubblico, avvertendo che l’Amministrazione comunale di Gela si riserva di avviare ogni azione, anche legale, a tutela dei diritti del cittadino”.
La situazione è diventata insostenibile. I cittadini sono esasperati ed infuriati contro quel gioco delle parti che passa sulla testa della popolazione, che si tengono beffati anche dalla fatturazione per i consumi.Non c’è giorno che davanti alla sede di Caltaqua di piazza San Giacomo si assiste a manifestazioni di insofferenza, davanti alle forze dell’ordine che vigilano affinchè la situazione non degeneri.
Il presidente dell’Agea, l’associazione spontanea per l’emergenza idrica, Orazio Consiglio, ha lanciato un appello per la mobilitazione generale contro Caltaqua. Vogliono la municipalizzazione del servizio di distribuzione. Un corteo è stato organizzato per giovedì prossimo. Ma ecco cosa ha scritto il sindaco nella sua ordinanza di giovedì mattina, trasmessa a ministeri, Protezione civile, presidente della Regione, Prefetto, varie procure (compresa quella distrettuale antimafia, polizia, carabinieri e finanza.
Documenti/ L’Ordinanza del sindaco Crocetta sull’emergenza idrica in città
Il Sindaco
– premesso che in data odierna un centinaio di cittadini, guidati da qualche facinoroso, è venuto a protestare presso il Comune di Gela, durante la visita del Ministro Rosy Bindi, per il fatto che da circa 15 giorni non ricevono acqua nelle loro abitazioni;
– considerata la situazione esplosiva che si può determinare per effetto del cocktail fra attacco della mafia alle istituzioni democratiche e protesta sociale legata al mancato riconoscimento dei diritti dei cittadini;
– che in diverse proteste è capitato di notare la presenza di “personaggi particolari” che si inseriscono nelle legittime manifestazioni dei cittadini per l’acqua;
– che da circa un anno questa amministrazione ha individuato la soluzione per risolvere il problema idrico;
– che Gela, attualmente, non ha acqua potabile e quella fornita dal dissalatore è soggetto a continue interruzioni per frequenti guasti dell’impianto;
– che la nostra proposta, ratificata dal Ministro dell’Ambiente, prevede l’utilizzo del lago Dirillo, delle dighe Cimia e Disueri e di altre sorgenti naturali, che coprirebbero il fabbisogno idrico di 300/ls, 24 ore su 24;
– che tale soluzione necessita la costruzioni immediata di un potabilizzatore per la spesa presunta di circa 5 mln di euro con gli strumenti emergenziali previsti per la Protezione civile;
– che la Regione Sicilia ha rigettato la richiesta di emergenza idro-potabile dei ministeri della Salute e dell’Ambiente;
– che tale situazione non solo continua a creare danno alla salute dei cittadini, costretti ad usare acqua non potabile, ma anche la perdurante mancanza della stessa costituisce un fattore di degrado e di sfiducia nei confronti delle istituzioni;
per i motivi di cui in premessa
Ordina
alla Società SiciliaAcque di Palermo e a Caltaqua di Caltanissetta di assicurare con ogni messo ai cittadini adeguata fornitura idrica per ragioni igienico-sanitarie e di ordine pubblico, avvertendo che l’Amministrazione comunale di Gela si riserva di avviare ogni azione, anche legale, a tutela dei diritti dei cittadini.
Gela, 4 ottobre 2007
Il Sindaco di Gela: Rosario Crocetta
Autore : Redazione Corriere
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