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Torna al suo vecchio splendore la parrocchia San Francesco di Butera
Un evento storico per Butera, dove sabato 6, alle ore 128, sarà riaperta al culto l’antica parrocchia “San Francesco”. Alla presenza delle autorità più rappresentative della provincia, ospiti di Don Filippo Provinzano, parroco della parrocchia di San Rocco con annesso santuario e rettore della parrocchia rettoriale “San Francesco, ci sarà il tradizionale taglio del nastro, a cura del vescovo della Diocesi, Mons. Michele Pennisi.
La parrocchia “San Francesco” è la più antica del piccolo borgo nisseno. La prima elevazione risale al periodo medievale, a quel tempo intitolata a Maria Prope Castrum (presso il castello) ed officiata dai Cistercensi, che avevano la loro sede centrale sull’altura “Santa Maria dell’Alto”, da dove ogni giorno raggiungevano l’unica parrocchia di Butera per amministrare i sacramenti.
Nel 1577 l’ampliamento, resosi necessario per il crescente numero di fedeli che la frequentavano. Ai Cistercensi subentrano i Francescani conventuali, che difatti costruiscono e vi annettono un convento.
La parrocchia San Francesco, da circa 40 anni retta ininterrottamente da Don Filippo Provinzano, è chiusa dal 1999, precisamente dal 6 giugno, giorno del Corpus Domini. Nel 2002 – assessore regionale ai Beni culturali l’on. Salvatore Morinello, viene stanziato un primo finanziamento per il restauro. Somme che necessitano un ulteriore impinguamento, che arriva nel 2006 (assessore regionale Bb.Cc. l’on. Alessandro Pagano).
Ma la parrocchia “San Francesco” non è soltanto luogo di culto, ma un vero e proprio museo di opere d’arte. C’è una nicchia con statua della Vergine Immacolata, cui i buteresi sono profondamente devoti, risalente al 1600, di scuola napoletana. C’è anche una croce dipinta su tavola con il Cristo in croce, risalente al 1631. Sabato, oltre alla tanto attesta riapertura al culto della parrocchia, ci sarà la benedizione della statua bronzea di San Francesco, alta tre metri, che è stata allocata nel giardino adiacente, opera dello scultore riesino Felice Rindone. I lavori di restauro e di completamento sono stati sapientemente eseguiti dalla ditta Co.rea.l. di Bompensiere. Tra le personalità invitate a partecipare all’evento, il presidente della provincia, on. Pino Federico, il parlamentare nazionale on. Alessandro Pagano, l’ex assessore regionale ai Beni Culturali, Salvatore Morinello, i tre deputati regionali Donegani, Speziale e Torregrossa e le autorità civili e militari del territorio.
Cenni storici più dettagliati tratti dal sito www.buteraweb.it .Questa chiesa era attaccata all’ex convento dei Minori Conventuali, l’antica Chiesa S. Maria del Castello, ove i Cistercensi sino alla metà del secolo XVI amministrarono i Sacramenti (l’antica parrocchia officiata in seguito dai conventuali). Il Convento, fabbricato nel 1577 dal Maestro Lo Monaco per ordine di Francesco Di Paola, gelese, allora possedeva un mulino con sei tumoli di terreno che si dava in gabella ed ancora porta il nome di San Francesco, terra in contrada Difesa e Chiarchiaro. Nella Chiesa si possono ammirare: 1) Una croce in legno sulla quale è dipinto Cristo, opera di Domenico Zampieri, detto il Domenichino, con la scritta ai piedi della croce "Christi passi virtute un que anime fldelium santisfaciunt et a penis delittorum liberatur"; 1631; 2) Quadro dell’assunzione di Maria Vergine, del Paladino; 3) Quadro che rappresenta la Madonna d’Itria, detta Madonna d’Altaniore, che si trovava nel cenobio esistente nel secolo XVI sopra il Monte Santa Maria dell’Alto; 4) Quadro di San Francesco d’Assisi del buterese Rocco Di Martino; 5) Quadro di Sant’Antonio, sempre del buterese Rocco Di Martino; 6) Quadro di San Michele Arcangelo, del buterese Rocco Di Martino; 7) Quadro dell’immacolata con San Francesco ed altra Santa del Paladino; 8) Quadro della Madonna del Rosario; 9) Vi si conserva anche un reliquiario con una teca, ex velo della Beata Vergine Maria. La Chiesa è stata sempre centro del culto dell’Immacolata e tuttora si ripete, nel giorno dell’Immacolata 8 Dicembre, "a Vampanigghia". Conviene descriverla per coloro che non sanno. Durante il periodo antecedente la festa, i ragazzi portano nei pressi della Chiesa, quanto più materiale da ardere possono. La raccolta di questo materiale da bruciare viene fatta andando in giro per il paese e rubando tutto quello che i ragazzi trovano incustodito, correndo il rischio di essere presi a schiaffi ed anche bastonati. La legna accumulata viene bruciata la sera dell’Immacolata. A proposito del Convento di San Francesco, voglio trascrivere quanto segue: Mpr Maestro Matteo Lo Monaco, minore conventuale, chiaro compendio di virtù e illustre oratore. Ai suoi di questo cenobio aveva disperso non poche rendite, e la Chiesa di San Francesco, anchessa si era ridotta senza suppellettili e, quel che più minacciante rovina. Egli, animato di zelo, studiò i titoli del Convento, si fece trasferire a Palermo e ivi, presso il Tribunale del Santo Ufficio e della Gran Corte, mosse lite agli usurpatori, ottenne sentenza e prese possesso degli antichi averi. Nel 1577 innalzò il Convento dei Frati Minori di Butera e per un triennio fu Commissario Generale della Provincia. Morì nel 1602.
Autore : Redazione Corriere
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