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Corriere di Gela | La città, un cantiere aperto
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notizia del 07/11/2010 messa in rete alle 15:25:50
La città, un cantiere aperto

E' chiaro se i cantieri in città hanno come scopo, una volta chiusi, il raggiungimento di un ottimo risultato quale sarebbe, senza alcun dubbio, l'ottenere un miglioramento della vivibilità urbana, magari riqualificando strade che interessano particolari quartieri ed in particolar maniera lo stesso centro storico, che ben vengano! Ma... stiamo pure attenti a non esagerare! Da alcuni giorni, Gela è una città strozzata da aree di lavoro, interruzioni e transenne varie, più o meno disseminate nelle arterie più importanti così come nelle vie secondarie. Un gigantesco cantiere aperto, insomma, con l'aggravante che a sembrare tale è la stessa gestione della cosa pubblica da parte dell'amministrazione locale.

In questa cittadina di oltre settantamila abitanti,che non si fa mancare nulla in quanto a caos e traffico, bisognerebbe capire una volta per tutte che quando devono avere inizio questo o quel lavoro, con tanto di apertura di veri e propri cantieri in tal senso, senso civico imporrebbe, specie se ad esprimerlo è chiamata l'istituzione municipale, una limpida ed adeguata segnaletica di preavviso, plausibilmente in anticipo e preferibilmente aggiornata. E' altrettanto evidente che a volte si è costretti ad intervenire per una questione d'emergenza: ciò non significa, però, che recinzioni e transenne non debbano essere posizionate con cura e tenendo conto del traffico pedonale e non solo veicolare. Inoltre, laddove s'interviene dev'essere garantito un certo decoro, sia per quanto concerne la gestione del materiale di utilizzo che per quanto riguarda il regolare smaltimento dei rifiuti.

Abbiamo capito che tra avallamenti, buche, rotture della rete idrica e fognaria sottostante la pavimentazione in asfalto, nonché le conseguenze pesanti che si registrano ogniqualvolta piova in maniera particolarmente intensa e continuativa, in una città come la nostra che eredita un grosso deficit di programmazione accumulato nei decenni, l'ideale sarebbe dotarsi in pianta stabile di una mappatura che, per quanto suscettibile di ovvie e continue revisioni, consenta comunque e sempre una pianificazione dei vari interventi in atto, così da minimizzare quanto più possibile i disagi alla cittadinanza.

Senza dimenticare che esiste una manutenzione ordinaria che va espletata. Francamente, non è possibile continuare ad osservare inerti a fronte dell'incapacità che la macchina comunale esibisce anche a fronte di una banalità come intervenire in un'arteria così fondamentale per il traffico, anche pesante, qual è appunto Via Venezia, dove per l'incuria del tempo tutte le strisce pedonali si sono praticamente cancellate. E no! caro sindaco, così non va! Non è certo questa, la strada maestra che porta ad una rivoluzione culturale!


Autore : Clark Kent

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