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notizia del 14/02/2010 messa in rete alle 15:16:37
E’ tornato il mercato del martedì, evviva!
Torna il mercato settimanale e, più precisamente, ritorna in uno dei luoghi che lo hanno già ospitato in passato. La carovana fa tappa in una vecchia stazione, l'attuale via Falcone dove insiste il costruendo Tribunale di Gela. Trattasi, com'è noto, di una soluzione tampone, atta a liberare Via Recanati, specie nella parte in cui c'erano cantieri che attendevano di partire da un bel po' di tempo.
Una soluzione provvisoria, ovviamente, come tutte le altre precedenti. Il programma è di 8 settimane. Ma non sono mancati i mugugni fra i residenti ed i disagi per gli ambulanti nell'occupare i posti assegnati. Ma è poi così difficile individuare un'area, non dico dentro l'urbe, ma quanto meno in periferia per non dire leggermente fuori dal centro abitato (passi pure la zona industriale per fare un esempio, ma il kartodromo sembra effettivamente un'ipotesi al limite), attrezzarla a vera e propria fiera, in modo da ospitare anche altre manifestazioni ed eventi? Perché nella vicina Vittoria è possibile e a Gela no?
Eppure, Gela senza mercato del martedì - lo si è sperimentato nelle ultime 2 settimane - è come l'estate senza il pallone per i milioni di tifosi calciofili, con conseguente difficoltà a distinguere tra giorni feriali e giorni festivi, accorgendosi che nel frattempo è arrivata la domenica solo perchè ci sono le campane parrocchiane a ricordarlo, chiamando a raccolta i credenti per la messa.
Il disappunto ed un certo senso di smarrimento, stavolta ha coinvolto le tante casalinghe e non solo: mettiamoci pure quelle lavoratrici che possono permettersi un giorno libero, optando di regola, o in prima battuta, per il martedì e non per il sabato.
Il mercato settimanale, dunque, resiste alle minacce di chiusura ed a quella crisi che ci narrano illustri economisti. Anzi, accade proprio il contrario, mentre il bluff della chiusura si rivela puntualmente tale e la difficile congiuntura economica ne accresce invece l'esigenza. Il mercato del martedì è il termometro più affidabile se si vuol misurare quante linee di febbre ha la città. Ci si rende agevolmente conto che in tantissimi - oramai - non perdono occasione di infilarsi nella folla e provare a cogliere l'opportunità del risparmio che si presenta ai propri occhi. Ebbene si, la ricerca del risparmio è lo spirito che aleggia nel mercato cittadino ed è l'obiettivo dichiarato di un preciso giorno della settimana, appuntamento storico, imperdibile, non più ristretto a chi non ha un lavoro stabile, ma oggi allargato anche a chi questa chimera ha la fortuna di viverla.
Insomma, al martedì non c'è più spocchia che tiene e ci si toglie, volente o nolente, ogni velo ipocrita. Non c'è un rappresentante per famiglia, a Gela, che non vada al mercato almeno 1 volta al mese. Vado per approssimazione, conscio che se facessi una ricerca con tutti i crismi del caso, il tasso di frequenza crescerebbe non poco. Per sua natura, il mercato è fedele specchio di quanto sta accadendo, sotto gli occhi di tutti, con quella che una volta si definiva “classe media” offuscarsi sempre più con quella “povera”. Neanche l'acculturato di turno potrà tacciare per qualunquista chi afferma che prima con due stipendi si viveva agiatamente ed oggi tutt'al più si campa decentemente. Per dirla proprio tutta, si può aggiungere che con uno stipendio si sopravvive a stento e chi non ha manco quello è in preda alla pura disperazione. E la recessione che viviamo, perchè è questo il giusto termine, non sembra proprio arrestarsi: con il mercato che s'ingrassa secondo la legge della proporzione inversa. Meno soldi nel bilancio di casa, più gente al mercato.
Attenzione, l'esigenza di sbarcare il lunario non è solo da queste parti. Valga per tutti l'esempio di Milano, capitale finanziaria e dei grandi affari, con un reddito pro-capite decisamente superiore a Gela e a tutte le altre realtà meridionali dell'Italia, ma dove ciononostante di questi tempi sono tornati di gran moda i mercati rionali, con la confcommercio meneghina che rivela come gli ambulanti rappresentino oramai la metà degli esercenti alimentari.
In conclusione, al mercato del martedì ci si continua a vestire e possibilmente a fare la spesa per 1 settimana: da sempre, anche quando si stava un po' meglio, figurarsi oggi. Che tantissimi soldi vadano nelle tasche di forestieri, poi, non è mai interessato davvero ai consumatori gelesi propensi a badare alle proprie di tasche. A maggior ragione oggi. Il vero shopping a Gela è il martedì. Non interessa il consumo critico, l'antiracket: all'esercizio commerciale locale è di gran lunga preferito il mercato del martedì, senza dimenticare che nel week-end si parte per il centro commerciale di Licata o in alternativa Ragusa, o addirittura l'Etnapolis di Catania. D'altra parte, la cosa non sembra preoccupare molto i commercianti gelesi i quali non hanno mai intrapreso iniziative significative al riguardo e al di là di un “fastidio generalizzato” palesato in dichiarazioni di facciata, oltre non sono mai andati. Il che, ragionandoci per benino, non può stupire.
Se proviamo, infatti, a fare una radiografia dei diversi comparti commerciali in città, non è difficile individuare all'interno di ognuno di essi, posizioni dominanti a carattere famigliare (in alcuni casi, dinastie vere e proprie) che si protraggono da decenni, di conseguenza disposte a concedere e sopportare una concorrenza fatta, peraltro, da gente di fuori e in una sola mattinata dell'intera settimana. Ed allora è proprio il caso di urlare evviva! Questo martedì è tornato il mercato, la sofferenza è durata solo quindici giorni ed i gelesi possono tornare a chiedere “principà a quantu sta merci”. Che importanza ha alla fine dove si faccia, purchè si faccia, purchè lontano dal mio orticello!
Autore : Clark Kent
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