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Corriere di Gela | Repulisti dei carabinieri, 20 arresti per rapine e furti in appartamenti
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notizia del 17/11/2013 messa in rete alle 14:36:04

Repulisti dei carabinieri, 20 arresti per rapine e furti in appartamenti

Appena la settimana scorsa, il magazine del Giornale diretto da Marcello Sallusti, Style, Cristiano Gatti dedicava la sua rubrica Il paese reale al fenomeno dei furti in appartamento, spingendosi a chiedere ai lettori se “rubare in casa d’altri” fosse più un reato. Gatti, usando l’ironia quando non il paradosso, faceva riferimento alla mano dolce dei giudici verso quelli che più comunemente la stampa definisce i topi d’appartamento, al punto tale che si può dare per acquisita la depenalizzazione di fatto del furto in appartamento. Reato – scrive – «sempre più frequente, sempre più diffuso, che viene ormai praticato dai ladri in agevole scioltezza, consci del fatto che nessuno si sognerà mai di cercarli e tanto meno di punirli».

L’operazione portata a termine dai carabinieri del Reparto territoriale di Gela all’alba di mercoledì scorso e che ha portato al gabbio venti persone, di cui sei minori (nella foto, la conferenza stampa in Procura), sembra la risposta a tamburo battente delle forze dell’ordine al pezzo del notista del Giornale. L’hanno chiamata “Golden boys” (ragazzi d’oro) per la particolare predilezione dei giovani ladri verso gli oggetti in metallo prezioso che arraffavano nei loro colpi. Una definizione che ricorda il golden boy riferito alla grande mezzala del Milan e della nazionale Gianni Rivera, che invece l’altrettanto grande Gianni Brera preferiva appellare “l’abatino”.< br>
Ora tocca ai giudici dare, quando sarà il momento di emettere la sentenza, dare ragione o meno al Gatti di sallustiana scuola.
Ed ora veniamo ai particolari dell’operazione dei carabinieri che nella notte tra martedì e mercoledì hanno concluso l’operazione, terminata con l’esecuzione di 20 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti responsabili di numerosi reati contro il patrimonio e in violazione delle norme che regolano la detenzione e l’uso di sostanze stupefacenti.

L’indagine, il cui nome trae origine dall’appellativo (carusu d’oro) con cui la madre di uno degli indagati chiamava il figlio e dal fatto che proprio monili ed gioielli in oro fossero oggetto, oltre al denaro contante, delle azioni predatorie compiute dagli arrestati, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gela e da quella presso il Tribunale per i minorenni di Caltanissetta ed i provvedimenti sono stati emessi dai rispettivi Giudici per le indagini preliminari.

A finire in manette sono state le seguenti persone (dal nr. 1-10 associati in carcere – dal nr. 11-14 associati agli arresti domiciliari):
1. Attardi Nunzio Andrea, nato a Gela il 28.06.1982;
2. Cavaleri Calogero, nato a Gela il 23.5.1980;
3. Comes Vittorio Graziano, nato a Catania il 2.7.1994;
4. Di Gennaro Alessandro, nato a Gela il 11.6.1992;
5. Gioberti Marco, nato a Gela il 7.3.1987;
6. Giorlando Carmelo Manuel, nato a Gela il 5.9.1993;
7. Iaglietti Giuseppe, nato a Gela il 7.12.1992;
8. Marino Angelo, nato a Gela il 04.03.1983;
9. Morinello Luigi, nato a Gela il 20.07.1984;
10. Raitano Antonino, nato a Gela il 25.1.1990;
11. Asmetto Roberto, nato a Gela il 24.11.1969;
12. Rinzivillo Klisman, nato ad Isernia il 6.6.1994;
13. Terlati Angela, nata a Gela il 9.12.1973;
14. Toma Catalin Florin, nato in Romania il 7.11.1991;

Oltre a questi maggiorenni sono stati tratti in arresto anche 6 minorenni, nati e residenti a Gela.
Sono stati invece sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria i seguenti soggetti:

Bonanno Mario, nato a Gela il 3.9.1993;
Caci Francesco, nato a Gela il 9.8.1994;
Lo Chiano Nunzio, nato a Mainz (Germania) il 7.8.1991
Sollami Eugenio, nato a Gela il 9.4.1948.
Le indagini, protratte per un periodo complessivo di circa 8 mesi, hanno accertato un’intensa attività illecita finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio e la persona: furti in appartamento, scippi e rapine commessi da un variegato gruppo di giovani gelesi, tra i quali figurano anche alcuni minorenni.

Le investigazioni prendono il via nel settembre del 2012, a seguito del danneggiamento della vetrina della pizzeria denominata “Il Cantuccio”, avvenuto mediante l’esplosione di colpi di arma da fuoco.

Viene concentrata l’attenzione su Raitano Antonino, pregiudicato figlio della titolare della pizzeria, e alcuni suoi amici quali Giorlando Carmelo Manuel e Giaglietti Giuseppe.
L’attività svolta ha altresì consentito di individuare una serie di spacciatori di droga, del tipo cocaina e hashish, quali Di Gennaro Alessandro, Morinello Luigi, Attardi Nunzio, Gioberti Marco, Marino Angelo, Lo Chiano Nunzio e Bonanno Mario, grazie al fatto che alcuni dei soggetti seguiti sono risultati essere consumatori abituali di sostanze stupefacenti, che acquistavano con i proventi dei reati commessi.

Tra i soggetti che si sono dimostrati più attivi sotto il profilo della capacità criminale, spicca Iaglietti Giuseppe, ritenuto responsabile:

• di aver compiuto uno scippo ad un’anziana donna a Chiaramonte Gulfi (Ragusa);
• di aver tentato di svaligiare, in concorso con Asmetto Roberto, un’abitazione sul lungomare gelese;
• di aver tentato un furto in concorso con Comes Vittorio e due minorenni all’interno di un’abitazione del centro di Gela;
• di aver tentato un altro furto in abitazione a Gela in concorso con altri due minori;
• di aver asportato una collana d’oro in una casa di Mazzarrone insieme a Rinzivillo Klisman, • di aver asportato in concorso con Cavaleri Calogero numerosi oggetti in oro all’interno di un appartamento in città,
• di aver tentato di distruggere, in concorso con Giorlando Carmelo Manuel e due minori, con una mazza ferrata, il vetro blindato di un distributore di sigarette a Barrafranca (Enna) per asportarne il contenuto;
• di aver sfondato, in concorso con Giorlando Carmelo Manuel, Caci Francesco e due minori, il vetro blindato di un distributore di tabacchi a Pietraperzia (Enna) asportandone il contenuto, impossessandosi di 50 pacchetti di sigarette;
• di aver tentato di sfondare la vetrina di un tabaccaio in provincia di Ragusa in concorso con il Giorlando e due minori.
Da evidenziare anche la significativa serie di gravi reati commessa da Raitano Antonino, ritenuto responsabile di:

• essersi impossessato di 400 euro e di un bracciale in oro sottratti all’interno di un’abitazione di via Vanvitelli;
• di aver sfondato la vetrina della gioielleria “Ottagono” di via Cairoli impossessandosi di diversi oggetti preziosi per un valore di 13.500 euro;
• furto in concorso con un minore di un quintale di carciofi asportati da un terreno agricolo di Gela.

Particolarmente grave la rapina commessa a Gela la sera del 13 gennaio 2013 dal Raitano in concorso con due minori, durante la quale, introdottisi nell’abitazione di una 55 enne, dopo averla legata ad una sedia, minacciata di morte ed imbavagliata, le sottraevano un telefono, due computer, un orologio e tre spade da collezione. I quattro giovani subito dopo la commissione del fatto delittuoso si vantano non solo del bottino recuperato, ma anche di aver malmenato a turno la donna.

Cenno a parte merita la figura di Terlati Angela, incensurata, la quale ha spesso svolto la funzione di “basista” per la successiva commissione di furti in abitazione ad opera del nipote e dei suoi sodali; la donna infatti, sfruttando la propria professione di domestica ed avendo quindi in ragione di ciò la possibilità di entrare in numerose abitazioni, segnalava al nipote ed ai suoi complici gli obiettivi più remunerativi, partecipando personalmente alle fasi del sopralluogo.

Da evidenziare anche l’identificazione dei responsabili del furto avvenuto nel gennaio 2012 ai danni dell’abbigliamento denominato Pardo Moda, furto particolarmente grave se si considera che l’ingente valore della merce sottratta si avvicina intorno ai 100.000 euro; per tale fatto è stato individuato quale responsabile il rumeno Toma Catalin che ha commesso il reato avvalendosi della collaborazione di un minorenne.

Altra grave serie di furti è quella commessa da Giorlando Carmelo Manuel in concorso con un minore consistita nella sottrazione in due occasioni di una somma complessiva di euro 35.000 ai danni di un anziano residente nei pressi della Villa Comunale.

Figura di importante spessore criminale si è rivelata poi quella di Cavaleri Calogero, soggetto da tempo noto alle forze dell’ordine per la propria inclinazione alla commissione di reati contro il patrimonio, dimostratosi essere punto di riferimento per quanto attiene all’attività di ricettazione degli oggetti preziosi sottratti nelle diverse occasioni alle quali si è accennato. Il Cavaleri si ritiene sia anche gestore di fatto di un “Compro Oro”, ubicato nel centro storico di Gela, formalmente intestato alla sorella, grazie al quale controlla una parte importante dell’attività di ricettazione di oro e preziosi a livello locale.

Durante le indagini è emersa anche un’altra figura di ricettatore: si tratta del titolare di un “Compro Oro” di piazza Salandra, dove uno degli arrestati ha “piazzato” oggetti in oro provento di furto senza che il proprietario adempiesse alla registrazione ed alle altre prescrizioni.

In sintesi, nel corso dell’attività investigativa, sono stati identificati gli autori di oltre 40 furti consumati e tentati in abitazione, ai danni di esercizi commerciali, con la tecnica della c.d. “spaccata” utilizzando cioè delle grosse mazze di ferro per distruggere le vetrine, due rapine commesse ai danni di anziani e 10 danneggiamenti nei confronti di negozi e tabaccai del centro cittadino gelese.

Sul versante droga, compaiono nuovamente le figure già emerse nell’indagine “Bombola d’oro” dello scorso mese di maggio di Morinello Luigi, Attardi Nunzio e Marino Angelo nei confronti dei quali sono state accertate numerose cessioni di cocaina a favore di professionisti, commercianti e imprenditori del luogo disposti a spendere fino a 500 Euro a serata. Il Morinello, in particolare, durante un periodo di breve detenzione domiciliare, si avvaleva della collaborazione del Marino Angelo, il quale era incaricato di concludere le cessioni per conto del Morinello nel quartiere di San Giacomo.

Nel medesimo contesto è da evidenziare la figura di primo piano di Di Gennaro Alessandro, con numerosi precedenti di polizia per spaccio di stupefacenti, che ha dimostrato uno spiccato dinamismo nella cessione di cocaina, gestendo un portafoglio di clienti numerosissimo, per un volume di affari di migliaia di euro al mese. Nel corso dell’attività investigativa è emerso, infatti, che, da ottobre 2012 a gennaio 2013, il Di Gennaro sia stato responsabile di oltre 70 episodi di spaccio di cocaina, avvenuti nella maggior parte dei casi per le strade di tutta la città di Gela nei confronti di altrettanti acquirenti. Complessivamente, sono stati accertati, a carico dei 7 soggetti arrestati per reati in materia di stupefacenti oltre 150 episodi di spaccio di cocaina e hashish.


Autore : Redazione Corriere
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