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notizia del 05/09/2009 messa in rete alle 14:27:54
Sanità negata nell’area gelese: il caso di Mazzarino insegna
Non è una soddisfazione iniziare conil classico “noi l’avevamo detto”, ma il risvolto di questa brutta vicenda le associazioni – costituitesi prima in Comitato Salva Azienda Ospedaliera, poi transitate nel Comitato per lo Sviluppo dell’Area Gelese, di cui Progetto Provincia è parte integrante, cittadini, medici, ed alcuni amministratori dell’area gelese – l’avevano previsto, denunciando che il Piano sanitario di rientro preparato dall’assessore regionale Massimo Russo e votato in Assemblea regionale, rappresentava per l’area gelese una sconfitta in termini di assistenza alla salute dei cittadini, sono stati informati parecchie volte anche i vertici istituzionali nazionali, la stampa nazionale, ma soltanto con la morte del giovane mazzarinese, e le giuste proteste dei cittadini, tutta Italia si accorge del problema.
Un piano di rientro, quello siciliano, fatto senza tener conto degli abitanti residenti, delle patologie di cui alcuni territori sono vittime, delle distanze e della viabilità. Si è fatto molto, anzi moltissimo per non scontentare le tre più grandi città siciliane (Palermo, Catania, Messina), che insieme ai comuni delle rispettive province, rappresentano con 2.880.944 abitanti il 60% della popolazione siciliana (4.866.202 abitanti) e che di contro su un totale di 12.765 posti letto per acuti, ne vedono concentrati sui propri territori ben 8.494, il 67%, in termini pratici, sono stati assegnati alle tre più grandi province siciliane ben 900 posti letto per acuti in più rispetto agli abitanti residenti, questo senza tener conto della frammentazione dei comuni nel resto della Sicilia, la lontananza dai centri principali, la viabilità.
In questo contesto già svantaggiato per le località distanti da Palermo, Catania e Messina, l’area del gelese subisce una ulteriore penalizzazione.
Da premettere che Gela è situata all’interno della Provincia di Caltanissetta, provincia a forma di “8”, di cui la parte nord è nicchiata all’interno della Sicilia e la parte sud si affaccia nel Canale di Sicilia, al centro della costa meridionale dell’isola, la popolazione residente in Provincia è divisa in egual misura tra la zona nord e la zona sud. Si presume che la suddivisione dei posti letto per acuti in Provincia di Caltanissetta venga fatta in modo tale da non creare forti disagi alla popolazione, ed invece… 420 posti letto nella zona nord (62%), appena 256 nella zona sud (38%) per una popolazione residente di 136.000 ab., meno di due posti letto ogni 1.000 abitanti! Con la doppia penalizzazione per Mazzarino che del Santo Stefano, ospedale creato secoli fa con le donazioni di famiglie nobili del luogo, dovrà assistere alla chiusura per ottenere una “casa della salute” (chiusura che a causa delle recenti forti proteste è soltanto rinviata a dicembre).
A tutto ciò va aggiunto che l’area del gelese è distante oltre 100 Km da Catania, 180 Km da Palermo e circa 200 km da Messina, e con una viabilità che definirla carente può sembrare un bel complimento, inoltre, Gela è sede di una delle più grandi raffinerie d’Italia, posizionata a solo 1 Km dalla città, dichiarata dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) tra le 16 città italiane con il più alto rischio di malattie da industrializzazione, notevoli infatti, sono state le proteste di associazioni del territorio, che viste le altissime percentuali di malattie tumorali e malformazioni, chiedono un’assistenza sanitaria “adeguata” al territorio ed alla popolazione residente. Certo è che molti problemi di questa area sono legati al fatto di non essere Provincia, compreso il problema sanitario, che sta portando tanti disagi alle popolazioni di questa area.
Il piano di rientro sanitario della Regione Sicilia, non è un piano per garantire l’assistenza medico-ospedaliera a tutti i cittadini siciliani, è un piano esclusivamente di tipo economico, basato su giochi di potere e tagli indiscriminati, di cui l’area del gelese ha pagato il prezzo più alto. Ma allora a questo punto ci si chiede se tale piano non era più opportuno affidarlo ad un contabile, oppure ancor meglio, accorpare l’Assessorato Regionale alla Sanità a quello del Bilancio, almeno così si iniziava a risparmiare sui costi della burocrazia, piuttosto che su quelli della pelle dei cittadini.
Per questo piano di rientro sanitario bisogna ringraziare per la collaborazione l’ex sindaco di Gela Rosario Crocetta, che deputato alla difesa della salute e delle cure dei cittadini gelesi, ha prodotto soltanto un clamoroso silenzio, ringraziato dai gelesi alle elezioni europee con il 61% di astensionismo. L’on. Federico, che da deputato regionale di maggioranza in quota MpA, ha preferito autodeclassarsi a presidente della Provincia di Caltanissetta, provincia per’altro estranea ai gelesi, non tutelando le strutture sanitarie della sua città e del comprensorio nei luoghi dove maggiore era importante la sua presenza (Assemblea regionale); gli onorevoli Speziale e Donegani che tra un emendamento e l’altro, tra un litigio e l’altro non hanno cambiato le sorti della Sanità dell’area gelese.
Autore : Filippo Franzone - Presidente Progetto Provincia
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