notizia del 15/09/2013 messa in rete alle 14:25:24

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Festival 2/ Tutti insieme appassionatamente
Altro che crisi del 7° anno. Il Festival del Golfo di Gela (5-6-7 settembre) non solo ha sfatato il detto popolare che si applica alle coppie che affrontano il settimo anno di matrimonio, ma ha accresciuto il suo legame con la città, ormai fidelizzata con la kermesse canora ideata e organizzata da coniugi che di anni di matrimonio che ne hanno alle spalle a decine: Daniela Venosta, presidente dell’associazione organizzatrice Si Fa Sol Musica, e Gaetano Lorefice, patron e direttore artistico della manifestazione.
Coppia affiatata nella vita i Lorefice, coppia collaudata e riconfermata sul palcoscenico, dove Monica Bevelacqua e Massimiliano Castellana, mattatori della rassegna, hanno incollato migliaia di persone sulle sedie e all’impiedi fino a quasi le due di notte nelle tre serate del festival.
E i cantanti in gara? Eccezionali, nella tenuta scenica e nelle interpretazioni, grazie anche al gran lavoro svolto dalla band diretta dal maestro Francesco Greco (sei elementi e quattro coristi).
Per la categoria portante del festival, i «Giovani», ha vinto, con un giudizio unanimemente condiviso anche dal pubblico che ha affollato piazza Municipio, Grazia Casciana. Magistrale la sua interpretazione alla Tina Turner di Proud Mary: una potenza della natura, solare, brava, umile e voce portentosa.
Al 2° posto Cristian Sciascia, al 3° Carla Leonardi. Nella categoria «Over» ha primeggiato Paolo Giannone, tra i «Giovanissimi», la niscemese Gloria Di Dio. A Cristian Schembri il premio della stampa assegnato come ogni anno dal nostro giornale ed ancora a Cristian Sciascia il premio Facebook.
Tantissimi ospiti. Quelli fissi – il mago-illusionista Emanuele D’Angeli e il cantante-showboy Andrea Infurna – hanno incantato il pubblico con i loro numeri, una miscela di bravura, verve e carica emotiva. D’Angeli sembra essere cresciuto sul palcoscenico. Lo ricordiamo fin dalle primissime apparizioni sullo stesso palco, un geniaccio ormai avvezzo allo spettacolo d’in-trattenimento. Infurna, battuta sempre pronta e di sicura presa nel pubblico, mostra ingredienti e qualità artistiche che richiamano due personaggi del passato di grande livello: Renato Rascel e Macario. Lui li racchiude in uno. E quando poi si lascia trasportare nelle interpretazioni in dialetto napoletano, ricorda tanto il grande Aurelio Fierro. Andrea, che presto tornerà ad esibirsi in Canada, è un giovanissimo artista che ha tanto talento quanto pesa. E a proposito delle sue rotondità, per un’altezza non proprio proporzionata, è lui stesso a farne compiaciuta autoironia.
Tra gli ospiti occasionali, un plauso alle tante scuole di danza, di ginnastica, all’esibizione di singoli artisti, quasi tutti a marchio locale.
Gag a volontà. Su tutte, i cannoli del bar Siracusa arrivati e mangiati in diretta dopo ripetuti “reclami” dal palco da Monica Bevelacqua; poi la “cantata” in diretta del sindaco Angelo Fasulo, del presidente del Consiglio Peppe Fava e dell’assessore al turismo e spettacolo Giuseppe Ventura, sulla cui interpretazione, seppure gradita da un pubblico divertito, sarebbe stato meglio stendere un velo di omertosa pietà.
Risate a crepapelle. Quando i due presentatori hanno fatto salire sul palco padre Giorgio Cilindrello, parroco dell’adiacente chiesa san Francesco e componente della giuria. Tutto improvvisato, come il bacio e l’abbraccio ossequioso alla bella e brava Monica Bevelacqua, e l’intonazione «a braccio» di Mira il tuo Popolo, di cui il prelato, preso alla sprovvista, ha candidamente ammesso di aver dimenticato le parole.
Video-messaggi sociali. Uno ogni serata, realizzati dal presidente dell’associazione organizzatrice Daniela Venosta: il primo sull’omofobia, il secondo sulla violenza alle donne, il terzo sulla pedofilia. Apprezzatissimi e avvolgenti. Una denuncia pubblica senza pudori, per una maggiore presa di coscienza su temi di grande attualità.
Nella seconda serata, l’organizzazione del festival ha invitato il capo della Procura del Tribunale di Gela, Lucia Lotti, la quale ha commentato il video-appello sulla violenza alle donne sottolineando l’inappropriatezza del termine “femminicidio”, un giudizio di genere – ha affermato il magistrato – che discrima di fatto la violenza sui maschi, sui minori e su altri essere umani. A consegnare un riconoscimento alla Lotti per il lavoro svolto nel territorio, la stessa Venosta.
Architrave del festival. Band strepitosa, da applauso tutti i musicisti, con annotazione particolare per il maestro Francesco Greco (arrangiamenti superlativi), i quattro coristi (Elisabetta Ferlenda, Serena Saia, Alessandro Catania e Walter Migliore), la brava chitarrista Simona Malandrino (assoli da brivido), il bassista Marco Giudice, il batterista (di Santa Caterina) Davide Emma, il chitarrista acustico (di San Cataldo) Marco Alessi, il tastierista Manuele D’Amico.
Le premiazioni. A premiare la vincitrice Casciana, Daniela Venosta, Cristian Sciascia il sindaco Fasulo, Carla Leonardi l’assessore Ventura, Paolo Giannone il presidente del Consiglio Fava, premio della Stampa a Cristian Schembri Rocco Cerro, premio Facebook a Cristian Sciascia consegnato dall’addetto stampa del festival Rosa Battaglia. Fotografo ufficiale della manifestazione, Click Toti club, che ringraziamento per le cortesie anche noi del Corriere di Gela.
I commenti e le promesse. Il sindaco Fasulo, il presidente del Consiglio Fava e l’assessore Ventura, tutti e tre presenti nella serata finale, non hanno lesinato apprezzamenti per la riuscita della manifestazione e, attratti dalla folta platea, si sono lasciati andare in promesse che si spera non si rivelino “elettorali”. Questo Festival – hanno più o meno detto – merita una vetrina perlomeno regionale. Per questo – aggiungiamo noi – occorre un maggiore sostegno finanziario da parte delle istituzioni. Altrimenti, le parole restano solo belle parole di circostanza. Lo verificheremo l’anno prossimo.
Autore : Redazione Corriere
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