 |
notizia del 01/09/2011 messa in rete alle 14:20:57
Mezza idea oltre la provincia
Una breve premessa per non confondere. Una cosa la casta. Altra cosa la politica. I costi –anche il ruolo- della prima sono odiosi. Come l’usura. Bruciano risorse. La politica non può non avere costi. Anche alti soprattutto in una società ad elevata complessità. Sono finalizzati e funzionali. Per esempio ad attuare quanto sancisce l’art. 3 della Costituzione. Compito arduo e impegnativo quello di rimuovere gli ostacoli che impediscono l’accesso alla cittadinanza. Arduo e nobile!
Le province? Anacronistiche espressioni dello stato –bonapartista- accentratore. Si avvaleva delle province sostanzialmente prefettizie con compiti di sorveglianza e controllo. Incompatibili col federalismo e con la democrazia. L’una e l’altro richiedono decentramento. A sua volta, storicamente contestualizzato. Tenendo conto, cioè, che irreversibilmente il nostro è un villaggio globalizzato. Spazio di flussi. Si muovono non su strade d’asfalto. Impongono nuove conoscenze, competenze, nuovi stili di vita, e non solo modelli di produzione competitivissimi e altrettanto mai prima d’ora esplorati moduli di organizzazione della produzione delle merci e dei servizi. Già sperimentata la biglietteria notturna di molte aerostazioni tedesche in California, agli antipodi. Con risparmi su indennità di turno notturno!
Parole magiche –ma non tanto!- sono: delocalizzazione, deterritorializzazione. Fuori dal luogo, lontano dal territorio. Non solo per le fabbriche e gli uffici. Anche per le persone. Non necessariamente in termini di emigrazione. Di sradicamento, sì. Che è ben altra sofferenza. Pare, infatti, che noi uomini abbiamo bisogno di mettere le radici in un qualche sito. Sarebbe lungo discuterne per evitare equivoci leghisti.
Vado alla mezza idea. L’area metropolitana.
Daremo risposte alla Cina senza il pericolo di candidarci a diventare novelli sudditi.
La Cina si muove in termini di potenza economica globale. Guarda al Mediterraneo. Nel mezzo ci sta la Sicilia. Fa gola per la penetrazione nei mercati dell’Europa. Che, fra l’altro, fa finta di non vedere il Mediterraneo. In subbuglio. Non solo per le migrazioni. Il Nord Africa è alla ribalta. Vogliono arrivarci i singoli stati. Niente divagazioni neocolonaliste!
La Sicilia, dicevo, mi spinge a una mezza idea. L’area Sud Est, dall’Etna a Gela a Capo Passero. Una potenziale città metropolitana. Dispone di risorse agricole, industriali, turistiche e di notevoli esperienze pregresse. Anche di professionalità di eccellenza. Di centri universitari e di ricerca di altissima qualità. Di storia, clima, luce . Certo, le infrastrutture!
Oltre le province per me significa la grande area metropolitana che organizza in modo complementare e integrato i servizi. Con una enorme forza contrattuale idonea a far valere le ragioni della insularità.continente e della mediterraneità meridiana. Nella storia è stata crogiolo di culture, di ospitalità, solidarietà, sobrietà, apertura alle innovazioni. Una vera metafora! Come da destino dell’isola che sta «in mezzo alle terre».
E’ solo una mezza idea, evidentemente. Tanto per uscire dal dibattito puramente ragioneristico sui costi delle province e della casta. Della quale, per non ripetere, proprio proprio non se ne può più.
Autore : Luciano Vullo
» Altri articoli di Luciano Vullo
|
|
 |
In Edicola |
|
|
Cerca |
| Cerca le notizie nel nostro archivio. |

|
|
| |
|