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notizia del 21/02/2010 messa in rete alle 14:20:22
Gioventù bruciata
Incroci per strada una donna che piange, la riconosci e t'intrattieni con lei per capire. Si sente umiliata ed impotente nel vedere il figlio tornare da scuola in lacrime perchè picchiato, senza alcun motivo e solo per il piacere di farlo, da un compagno di scuola ripetente, più grosso e più grande d'un paio d'anni, figlio a sua volta di un pregiudicato attualmente alle sbarre: da qui la paura di una eventuale denuncia. Spontaneamente nel consolarla, le dico che è solo una ragazzata, che cose del genere sono sempre esistite, aggrappandomi agli specchi per ridurre la gravità del caso e lenire in qualche modo il dolore di una mamma che cresce con amore un figlio e si trova impreparata a gestire una faccenda dove a farla da padrona è la vigliacchieria ancorché la prepotenza. Vigliaccheria del bulletto? No. Vigliaccheria delle istituzioni.
La nostra vigliaccheria, la mia – in primis – nel ridimensionare i contorni di una brutta vicenda solo per dare conforto ad una conoscente che magari, ascoltandomi, l'avrà pure rimossa dalla sua mente, ma pur sempre nella speranza che quanto successo al figlio non riaccada di nuovo.
Al mea culpa non deve sottrarsi neanche l'informazione locale che ha ritenuto di non dare alcun risalto alla notizia trapelata in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario e che ci racconta di una bella impennata della delinquenza minorile gelese nell'anno appena passato.
Tutto ciò mentre la notte continua a bruciare e risorgono zombie come i borsaioli, i topi d'appartamento e tutta quella delinquenza spicciola intenzionata in tutti i modi a fare bottino, anche quando esso consiste nelle elemosine raccolte a messa. Senza dimenticare quella logica del branco ricomparsa ad animare gruppetti di giovani, riportandoci indietro nella memoria ad almeno 30 anni fa.
Anche allora, pensandoci bene, c'era il problema dell'acqua, della strade colabrodo, delle piazzette abbandonate al loro destino, dei tanti adulti costretti a pregare il politico di turno al fine di ottenere la grazia di un lavoro... ed altro ancora. Modelli non proprio educativi, insomma, per i più giovani. Oggi, in quella città che lotta contro la mafia e per il trionfo della legalità del dimissionario sindaco Crocetta, molte deficienze continuano a persistere, nonostante siano passati tanti anni. Passi in avanti sono stati fatti, ma per altri versi la regressione in atto, anche sul piano culturale, è spaventosa. Handicap sociali come il bullismo e la delinquenza minorile, nonchè quella di basso profilo fatta di scippi e furti, ne sono aspetti altamente indicativi, da non sottovalutare neanche per sogno.
Francamente, non me ne frega nulla se il proliferare di “cani sciolti” sia testimonianza di una “Mafia” che ha perso il controllo del territorio e quindi la capacità di arginare episodi perpetrati, per così dire, in “libera uscita”, poiché assediata e messa sempre più alle strette dall'azione investigativa delle forze dell'ordine. D'altronde, posso anche ipotizzare semmai che la criminalità organizzata, in grande difficoltà, al contrario veda di buon occhio questo disordine, utile a distogliere l'attenzione sulla “grande guerra”. In ogni caso, se il prezzo da pagare dev'essere una delinquenza comune in procinto di trasformarsi in delinquenza abituale, da cittadino non ci sto. La lotta all'illegalità è una sola. Non c'è una lotta di serie A ed una lotta di serie B e la politica deve reagire, non limitandosi a campagne promozionali. E visto che ci accingiamo ad eleggere un nuovo sindaco, è essenziale che il primo cittadino che guiderà la città, si concentri sul mondo giovanile e sulle dinamiche che lo agitano. Sono i nostri figli, non quelli degli altri. Occorre creare luoghi per attività sportive, ludiche e ricreative, non tanto per toglierli dalla strada, quanto piuttosto per aggregarli, monitorandoli. Lo si dice da un trentennio: è giunta l'ora di farlo, politicanti da strapazzo!
Dobbiamo ancora ridurre la questione alla semplice circostanza che si tratta solo di disgraziati figli di genitori altrettanto disgraziati, senza preoccuparsi delle ricadute sulla collettività? Dobbiamo ancora far finta di non sapere che il malaffare si arricchisce cibandosi di povertà, che nella miseria di quartieri abbandonati recluta la propria manovalanza, che lo ha sempre fatto anche quando dominava il territorio e che dalla manovalanza, attraverso una spietata efferatezza, seleziona futuri luogotenenti, capi mandamento e boss? Un albero non muore se gli tagli i rami e la stessa testa del tronco: devi sradicarlo del tutto per eliminarlo definitivamente. Ma del resto, da extraterrestre mi chiedo: tolti gli alberi, dove andrebbero ad impiccarsi i tanti Giuda che albergano nella terra?
Autore : Clark Kent
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I Vostri commenti
Tra le istituzioni vigliacche io metterei al primo posto (a mio modesto parere) la scuola. Ma soprattutto, la figura del grande vigliacco la vedo in alcuni professori senza carattere che, giorno dopo giorno, si fanno mettere i piedi in faccia da ragazzi a dir poco maleducati. Mi ricordo (mi sono diplomato nel 2005) che la situazione quando io andavo a scuola non era molto diversa da oggi. E ricordo benissimo che c'erano professori di serie A e professori di serie B. Era incredibile vedere alcuni bulletti che, di fronte a quelli di prima divisione stavano zitti e buoni, mentre con quelli della serie cadetta... lasciamo perdere. Cosa accadrebbe se tutti i professori fossero di serie A? Il ragazzo sarebbe trascinato allo studio o allo sbaraglio? E lo studio, trascinerebbe il ragazzo verso il corretto vivere civile o verso la delinquenza? Ovviamente le risposte le conosciamo ...detto ciò, è giusto che l'educazione primaria sia data dalla famiglia, nel bene o nel male; ma quella impartita dalla scuola non è da meno, anzi... la scuola (a tutti i livelli) dovrebbe riprendersi la propria funzione di istituzione educatrice piuttosto che distribuire a titolo gratuito pezzi di carta inutili ai più... ecco dove nasce la GIOVENTU' BRUCIATA.
Autore: Mirko Verniccio
data: 21/02/2010
La gioventù è bruciata perchè nessuno l'ha sostenuta nel delicato quanto faticoso processo di crescita, perchè per 15 anni ha respirato solo disoccupazione, incertezze e strapotere. E' una pagina di storia che nessuno mai vorrebbe scrivere, poichè ha assunto una piega orribile. Chi li ascolta veramente i giovani ?
Riflettiamo, prima di parlare !
Marco Di Dio
Autore: Marco Di Dio
data: 28/02/2010
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