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Corriere di Gela | Sull’incidente in Raffineria le precisazioni dell’Eni
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notizia del 01/09/2011 messa in rete alle 14:18:08
Sull’incidente in Raffineria le precisazioni dell’Eni

Lunedì 22 agosto scorso, alle ore 7,10 circa, presso l’im-pianto Coking 2 della Raffineria di Gela, durante le fasi di bo-nifica con vapore dello scambiatore E103, uno spruzzo di vapore ha colpito Salvatore Cauchi, di 25 anni, operatore della Raffineria, rimasto ustionato al torace, all’addome, all’interno coscia sinistra e destra e all’avambraccio sinistro, per una superficie interessata pari a circa il 20%.

Al momento dell’evento, l’operatore era intento all’ultima-zione delle operazioni di bonifica. L'operaio è stato soc-corso e trasportato nel-l'ospedale "Vittorio Ema-nuele" di Gela, per le pime cure del caso, poi è stato trasferito al centro Grandi ustionati dell'o-spedale "Cannizzaro" di Catania con una pro-gnosi di 30 giorni.

Sull’incidente sono sta-te aperte due indagini: una dala direzione dello stabilimento e l'altra dal-l'ispettorato del lavoro.

Questa la nota sull’epi-sodio diffusa da Eni nella giornata di mercoledì 24.

«Per quanto riguarda l’apparecchiatura erano state già effettuate e con-cluse le fasi di bonifica con vapore e si era nelle fasi di completamento dell’attività. L’operatore al fine di agevolare la depressurizzazione dell’appa-recchiatura stava agendo su una valvola del circuito di fondo quando improvvisamente è aumentata la fuoriuscita di vapore misto ad acqua. La rapida uscita di vapore e condensa ha provocato degli schizzi che hanno colpito l’operatore provocandone le ustioni.

Immediatamente è intervenuto il personale sanitario della Raffineria che ha provveduto alle cure di primo soccorso e subito dopo al trasporto del lavoratore presso il presidio ospedaliero locale dove sono state valutate ustioni puntiformi di terzo grado all’addome e di primo e secondo grado in altre zone del corpo. Dopo l’evento si sono effettuati i sopralluoghi della Polizia di Stato che ha provveduto a prendere visione dei luoghi e ad intervistare il responsabile in turno.

La dirigenza della Raffineria di Gela tramite il medico competente è in costante contatto con il lavoratore e con i medici che lo hanno in cura e ne seguono il decorso ospedaliero.

La prognosi iniziale è stata di 30 giorni ma data la velocità di recupero del lavoratore riscontrata dal personale medico dell’ospedale Cannizzaro di Catania presumibilmente sarà dimesso prima del previsto.

La Raffineria di Gela ha immediatamente provveduto all’avvio di una verifica interna per un’analisi dell’accaduto.

Le operazioni di bonifica si sono concluse regolarmente e l’apparecchiatura è stata smontata e portata in area dedicata al lavaggio e alla manutenzione».


Autore : Redazione Corriere
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