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Corriere di Gela | Unità di crisi contro la soppressione del capoluogo
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notizia del 01/09/2011 messa in rete alle 14:14:52
Unità di crisi contro la soppressione del capoluogo

Il Consiglio provinciale di Caltanissetta ha votato all’unanimità l’articolato documento che pubblichiamo a fianco contro la soppressione dell’ente Provincia prevista dal decreto legge 138/2011 ed ha aggiornato la seduta corrente, aperta e a carattere straordinario, a sabato mattina (ore 10,30) con invito esteso a tutti i sindaci e i presidenti dei consigli comunali del territorio per costituire un fronte quanto più compatto a sostegno delle rivendicazioni contenute nello stesso documento: quest’ultimo è stato frattanto inviato al presidente della Repubblica, ai presidenti di Camera e Senato, al presidente del Consiglio, ai ministri dell’Economia, dell’Interno e della Semplificazione normativa, ai capigruppo parlamentari di Camera e Senato, al presidente della Regione siciliana, ai parlamentari eletti in Sicilia, ai sindaci del territorio nisseno, ai presidenti dei consigli delle altre Province d’Italia a rischio soppressione, all’Upi e all’Urps.

IL CONSIGLIO PROVINCIALE di CALTANISSETTA

Visto l’art. 15 Dl 138/2011 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 188 del 13 agosto 2011, concernente la soppressione di alcune Province;

Considerato

– che il citato articolo contempla, a decorrere dalla scadenza del mandato elettorale amministrativo in corso, la soppressione delle Province la cui popolazione, rilevata dal censimento 2011, sia inferiore a 300.000 abitanti o la cui superficie complessiva sia inferiore a 3000 chilometri quadrati; – che tra le province destinatarie di tale Decreto risulta esserci la provincia di Caltanissetta, pari a circa 270 mila abitanti e quindi appena al di sotto della soglia fissata;

– che la eliminazione delle Province priverebbe territori importanti del Paese di essenziali e talvolta determinanti garanzie di democrazia, di lavoro e di sicurezza ( tra cui Prefettura, Questura, Comandi provinciali di Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Azienda Sanitaria Provinciale, Direzione provinciale del Tesoro, Archivio di Stato,Ufficio Scolastico provinciale, Ragioneria dello Stato, Agenzia delle Entrate, Agenzia del Territorio, Direzione provinciale del Lavoro, Camera di Commercio, direzioni provinciali Inps ed Inail,Aci, Croce Rossa Italiana, Direzione Provinciale Poste Italiane, Motorizzazione Civile,Sezioni provinciali associative, sindacali ed Ordini professionali, Consorzi di Bonifica) con conseguenti effetti drammatici e di grave pregiudizio per il nostro territorio, sia sotto il profilo economico, sia dei servizi ai cittadini, attesa la funzione coordinatrice e propulsiva svolta dalla provincia stessa caratterizzata da una complessiva azione sinergica intesa ad avviare una forte politica innovativa e di sviluppo al fine di dare adeguate risposte ai rilevanti problemi connessi al mondo del lavoro e dell’occupazione, ed alla lotta contro la criminalità organizzata;

– che intervenire su 29 Province non produce risparmio, anzi, come scrivono i tecnici del senato, comporterebbe nuove spese, fermo restando che il ruolo delle Province e la loro collocazione nel quadro istituzionale del Paese quali Enti di governo di area vasta non può in alcun modo essere messo in discussione

– che tale decisione è stata assunta senza il coinvolgimento o la possibilità di contraddittorio con la popolazione, con gli Enti territoriali ed istituzionali, titolari delle funzioni costituzionalmente garantite,

– che è essenziale l’esigenza di una riflessione sull’assetto istituzionale del Paese e che, di conseguenza, occorre avviare il confronto all’interno delle istituzioni parlamentari ed elettive; – che la previsione contenuta nell’articolo 15 del suddetto decreto legge si palesa in evidente violazione con quanto disposto dall’art. 133 della Costituzione italiana, il quale, nulla disponendo in ordine alla soppressione di Province, disciplina esclusivamente le ipotesi di Istituzione di nuove Province e di modifica di quelle esistenti, peraltro prescrivendo un procedimento legislativo aggravato dall’iniziativa locale e dal coinvolgimento della Regione interessata;

– che la soppressione della Provincia di Caltanissetta costituirebbe un evidente depauperamento per l’intera Sicilia, oltre a disarticolare un condiviso e consolidato equilibrio istituzionale e geografico, già recepito in tutti gli strumenti legislativi e di programmazione regionali, nazionali e comunitari. Rilevato

– che la prevista disposizione normativa è stata assunta con decretazione d’urgenza tra le "ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo";

– che malgrado l’inserimento nella manovra economica, resasi necessaria immediatamente dopo l’adozione della finanziaria 2012, risulta sprovvista la quantificazione delle risorse finanziarie derivanti dalla rappresentata soppressione;

che, pur nella consapevolezza della delicata e difficile fase che investe l’economia e la finanza internazionale, risulta avulsa dall’impostazione e dagli obiettivi della manovra l’inserimento della disposizione contenente la soppressione di alcune Province;

– tutte le Province incidono nella misura dell’1,5% della spesa pubblica, di conseguenza i costi delle Province di cui è stata prevista la soppressione sono assolutamente irrilevanti perché si attestano ad una cifra decimale e, dunque, del tutto ininfluenti ai fini del contenimento della spesa;

Atteso

– che la soppressione viene disposta in funzione di un unico dato demografico, senza alcun riferimento ad elementi importanti del territorio quali la localizzazione, l’economia, le origini istitutive, il patrimonio storico culturale, e senza aver provato a riordinare i territori con un progetto organico;

Ritenuto

condivisibile quanto proposto dall’UPI e dai Presidenti delle Province “a rischio di soppressione” nell’assemblea tenuta a Roma il 24 c.m , con particolare riferimento alla parte in cui si propone di stralciare le norme ordinamentali dalla manovra e di approvare una modifica della Costituzione per rivedere in modo coerente le dimensioni di tutte le Province, in modo che in ogni regione ognuno deciderà quali enti accorpare, come modificare i confini provinciali e quali eliminare, istituendo le Città metropolitane. Con un processo non calato dall’alto, ma rispettoso delle esigenze delle comunità e dei territori .

Fa appello

Al Presidente della Repubblica di farsi garante a che la ridefinizione del quadro istituzionale delle autonomie locali avvenga nel rispetto dei principi costituzionali.

Al Presidente della Regione di farsi garante della specialità dello Statuto della Regione Siciliana. Impegna e mobilita

le rappresentanze parlamentari, sindacali, istituzionali espressioni dell’intero territorio provinciale, perché svolgano ogni utile iniziativa in difesa della Provincia di Caltanissetta , contrapponendosi ad ogni scelta che ne comporti la soppressione.

Nella ipotesi in cui, malgrado tutte le iniziative che saranno intraprese in difesa della Provincia di Caltanissetta , dovesse essere convertito in Legge il richiamato Decreto

Impegna

Il Presidente della Regione, Il Presidente della Provincia il Presidente dell’UPI ed il Presidente dell’ URPS affinchè si impugni dinanzi la Corte Costituzionale, con giudizio in via principale, il più volte menzionato art. 15 nella parte in cui prevede la soppressione delle Province nei termini suddetti, al fine del mantenimento del livello provinciale di governo, come costituzionalmente garantito dall’articolo 114 della Costituzione.

Invita

I Presidenti dei Consigli comunali della Provincia di Caltanissetta a convocare con urgenza i rispettivi consessi, coinvolgendo la cittadinanza, al fine di deliberare il presente documento. Il Presidente della Provincia ad avviare un processo di studio concertato con la Regione, al fine di individuare i centri di costo che possono contribuire al raggiungimento del pareggio di bilancio.

Fa proprio il documento dell’UPI di:

– approvazione urgente di una riforma costituzionale del Parlamento e della composizione dei consigli regionali; e definisca in modo chiaro e organico i limiti dimensionali minimi delle circoscrizioni territoriali delle regioni, delle province e dei comuni;

– stralcio delle norme ordinamentali, in particolare degli articoli 15 e 16 della manovra, che non avendo alcun rilievo economico e non avendo presupposti di necessità ed urgenza, non trovano nel Decreto la giusta collocazione e sono in contrasto con le procedure previste dall’art. 133 della Costituzione;

– revisione dell’art. 133 della Costituzione, spostando la competenza legislativa dallo Stato alle Regioni per la modifica delle circoscrizioni provinciali che non raggiungono limiti dimensionali adeguati per l’esercizio delle funzioni di area vasta e per la soppressione delle Province nelle quali sono istituite le Città metropolitane;

– approvazione subito in Senato, e in via definitiva alla Camera, della Carta delle Autonomie locali, definendo ruoli e competenze di Province e Comuni;

– previsione di una norma nella manovra economica che elimini tutti gli enti strumentali intermedi e assegnazione delle competenze da questi esercitate ai Comuni e alle Province.

Delibera

La costituzione, unitamente alla Provincia di Enna, di una unità di crisi permanente, che avvii ogni utile iniziativa per la tutela e la salvaguardia del territorio



Autore : Redazione Corriere
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