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Corriere di Gela | Cornuti e mazziati
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notizia del 11/09/2011 messa in rete alle 14:00:44
Cornuti e mazziati

Ha fatto bene il Comune di Gela, unitamente a quello di Serradifalco, ad opporsi e non far approvare dall'assemblea dei soci dell'Ato Idrico l'aumento del 7% sulla tariffa, così come vorrebbe Caltaqua secondo contratto. Ed ha ragione il sindaco Fasulo a ricordare che c'è ancora la questione del 50% delle bollette da chiarire definitivamente, prima di pensare ad aumenti tariffari. Il pugno duro dell'amministrazione comunale, a difesa di cittadini vessati da disservizi, a prescindere da chi ne è il responsabile, convince e trova ampio sostegno. Non credo proprio di essere il solo gelese a pensarla così. No, quindi, ad aumenti della tariffa, quando l'acqua manca per settimane in alcuni quartieri, quando si dice che essa sia potabile ma nessuno ha il coraggio di berla, quando non la si depura e si inquina l'ambiente. No! Semplicemente, no!

Non esiste che si leghi l'aumento delle tariffe sulla base di investimenti solo annunciati e non in base ai servizi effettivamente erogati. Per quanto previsto sia stabilito in un contratto, “barattato” sul piano clientelare, è come dire che spetta solo ai cittadini finanziare direttamente ed interamente erogazione di servizi ed investimenti. Se poi intoppi burocratici creano disservizi e blocchino gli investimenti, senza alcuna responsabilità degli utenti, sono ovviamente quest'ultimi a pagarne le conseguenze. Insomma, curnuti e bastunati!

Dall'Ato Idrico ci fanno sapere che sono stati presi provvedimenti per le inadempienze contrattuali del Gestore del Servizio Idrico Integrato: ebbene, siamo ancora in attesa di conoscere tali (ed ad oggi solo presunte) penalità inflitte. Non esiste un ufficio stampa all'Ato Idrico di Caltanissetta? Attrezzatevi. Caltaqua sostiene che la Regione non autorizza gli investimenti?

Se la prenda ed apra un contenzioso con la Regione. Se poi lo vuole aprire con il Comune di Gela, che ben venga. Magari si scoprirà che quella parte contrattuale è iniqua e non ha fondamento in una qualche previsione legislativa, anche perché un recentissimo quesito referendario (il secondo, relativo al «comma 1, dell’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “(determinazione della tariffa in base alla) adeguatezza della remunerazione del capitale investito”, scheda gialla») l'ha abrogata. Il gelese sa solo che non ha avuto senso passare dalla gestione pubblica (Eas) a quella privata (Caltaqua) senza uno scatto in termini di efficienza (erogazione non continua, in molti casi ad orari limitati e giorni alterni) che giustifichi il profitto del gestore privato. Il gelese sa solo che le bollette sono schizzate e la rete di distribuzione e depurazione è stata in alcuni tratti adeguata, rincorrendo le emergenze, ma mai innovata davvero. Ognuno si assuma le proprie responsabilità. Di certo non è più possibile, continuare ad accettare il tutto a testa bassa.


Autore : Clark Kent

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