notizia del 05/03/2007 messa in rete alle 13:55:50

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La scomparsa della prof.ssa Rosetta Maganuco
Una donna semplice e generosa
La prof.ssa Rosetta Maganuco (nella foto) ha finito di trascorrere la sua vicende terrena e si è spenta in maniera discreta e silenziosa, tra il dolore dei suoi parenti, degli amici e dei suoi ex alunni. Era nata il 10 giugno 1937.
Aveva sei anni quando l’esercito dei marines americani sbarcò nella spiaggia di Gela, il 10 luglio 1943, mentre lei e la sua famiglia erano rifugiati nella loro tenuta di campagna, in contrada Settefarine.
Si trovarono – loro malgrado – sotto il fuoco del cannoneggiamento delle navi americane, perché in quella zona erano dislocati i militari italiani della Divisione “Livorno” e un reparto di militari tedeschi, tra numerosi morti e tanti feriti che imploravano soccorso. Nel dopoguerra studiò con tanta passione nella scuola media; conseguì poi la maturità classica e, successivamente, si laureò in due facoltà (Lettere e Legge) presso l’università di Palermo.
Si specializzò anche in Archeologia (all’istituto del Dramma Antico di Siracusa) e, dal 1969 al 1973, fu incaricata come direttrice del Museo Archeologico di Gela, partecipando a numerose campagne di scavi archeologici nel nostro territorio e nell’interland.
Ma la maggior parte della sua attività la dedicò alla scuola, all’istituto Tecnico Commerciale di Gela, facendosi apprezzare dai suoi alunni e dai superiori per la sua passione rivolta alla storia patria, ai beni culturali, ambientali e artistici del nostro territorio. Tenne numerose conferenze su vari argomenti, pubblicò tanti articoli su riviste, antologie e giornali. Fondò a Gela (unitamente al prof. Vicino, al prof. Blanco; al dott. Medoro e al pubblicista Guglielmino) una sezione dell’Archeoclub e fu anche collaboratrice del nostro giornale e dell’Associazione autonoma donatori di sangue.
La prof. Rosetta Maganuco, figlia di agricoltori, amò sempre la campagna, la natura, gli animali, a cui dedicò buona parte della sua vita.
In casa custodiva gelosamente numerosi attestati di benemerenza, avendo partecipato a tanti concorsi letterari e artistici. Pubblicò un apprezzato volume di oltre 300 pagine dal titolo “Storia e poesia di Gela” su svariati argomenti culturali e storici.
La scomparsa della prof.ssa Rosetta Maganuco ha lasciato in molti sorpresa e dolore, perché fu veramente una donne gentile, sensibile e laboriosa.
Con Lei è andata via da Gela una luce personale tanto intensa.
Gino Alabiso
Intellettuale impegnata e puntigliosa
Giorno 26 Febbraio scorso si è spento un faro luminoso della cultura locale e regionale con la scomparsa della professoressa Rosetta Maganuco, cultrice di patrie memorie e studiosa di tradizioni popolari.
Numerosi sono i suoi meriti che l’hanno contraddistinta nel suo percorso di docente e di intellettuale impegnata nel sociale e nell’amore verso gli animali.
Fu sempre presente in ogni attività culturale quale componente di giurie in vari concorsi di poesia e quale conferenziere preparata e puntigliosa.
Con competenza e amore diresse per alcuni anni il Museo Archeologico di Gela.
Assieme ad alcuni intellettuali gelesi nel lontano 1981 fu promotrice della fondazione della sezione di Gela dell’Archeoclub d’Italia, e fu componente di Italia Nostra, della Lipu, Wwf ecc. Fu autrice di alcune interessanti pubblicazioni per ultima il libro “Storie e poesie di Gela e della Sicilia” edizione Betania.
Con la scomparsa di Rosetta Maganuco si è perduta una parte di storia locale, lasciando un vuoto, non solo negli autori locali che le sono stati sempre vicini nella sua appassionata ricerca storica, ma nei tanti amici che hanno sempre apprezzato i suoi meriti e la sua umanità.
Nel 2003, ricevette dall’Associazione Culturale “Euclide” il premio della Cultura “Salvatore Quasimodo” quale figlia benemerita di Gela, per il suo impegno sociale e culturale.
A me resta il ricordo più caro per averla avuta accanto in numerosi incontri culturali e quale compagna di liceo nei primi anni cinquanta.
Renzo Guglielmino
Grande il suo amore per Gela
Il 26 febbraio 2007 la Prof. Rosetta Maganuco si è spenta. La vogliamo ricordare come una donna che ha donato parte di sé per la sua città. Rosetta, perché così voleva che gli amici la chiamassero, era una donna umile, amava la natura, la campagna, gli animali, dedicando tempo e attenzioni a tutto ciò. Laureata in Lettere , Legge, presso l’Università di Palermo e specializzata in Archeologia presso l’istituto di dramma antico di Siracusa, fu dal 1969 al 1973 direttrice del Museo archeologico di Gela, docente dell’Istituto Commerciale di Gela. Amava Gela, al punto da dedicarle parte della sua vita, conosceva la storia antica e moderna della città, su di essa scrisse libri, tra essi “Storia e poesia di Gela” di oltre 300 pagine, pubblicò tanti articoli su riviste e giornali, organizzò e presenziò a diversi convegni e conferenze, instancabilmente seguiva l’evoluzione della città, segnalando pubblicamente pregi e difetti di essa, aspirava per Gela ad una rinascita che la riportasse agli antichi splendori. Nonostante si era appena ripresa da quel grave problema di salute, volle aderire tra i fondatori del Comitato “Progetto Provincia”, ospitando a casa sua alcune riunioni, partecipando in modo attivo e costruttivo. Chi la conobbe personalmente non può fare a meno di ricordarla con grande affetto, per tutti Rosetta era una persona meritevole di grande stima.
Il Presidente il Direttivo, i soci tutti del Comitato ti salutano o stella, che hai donato tanta luce a questa città.
Filippo Franzone
Il ricordo di una sua alunna
E’ con profondo dolore che lunedì scorso ho appreso la notizia della scomparsa della prof.ssa Maganuco, mia insegnante di Storia e Lettere all’istituto tecnico commerciale “Luigi Sturzo”. Conservo di lei uno straordinario ricordo. La sua dolcezza, la sua pazienza con noi, svogliati studenti dei primi anni Novanta. Una donna straordinaria, un’insegnante d’altri tempi. Ricordo lo stupore mio e dei miei compagni quando, alla sua prima lezione, ci parlò del Galateo. Educazione e compostezza per noi ragazze, troppo spesso accasciate sui banchi di scuola. Ci parlò per due intere ore dell’importanza del sapersi comportare, delle buone maniere. Una miniera inesauribile dibuoni insegnamenti, la prof.ssa Maganuco.
Amante rispettosa della città, degli animali, della natura in generale. Aveva preparato per noi un programma particolare di Storia. Niente programma ministeriale, poche nozioni di guerre mondiali, congresso di Vienna e crisi economica del ‘29. Ci parlò della fondazione di Terranova, del successivo cambio di denominazione, delle varie dominazioni e della sua personale esperienza durante lo sbarco americano del ’43.
Ricordo le tante gite che quasi imponeva all’allora preside prof. Filippo Collura. Al museo archeologico, del quale lei stessa era stata direttore tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Settanta; alle mura di Caposoprano, alla Torre di Manfria, al Castelluccio, alla necropoli di Butera. Il suo amore per gli animali era sconfinato. Tutte le mattine, a bordo della sua Fiat 850 color carta da zucchero, arrivava a scuola con ciotole e lattine di cibo per i cani e i gatti di quel quartiere. Spesso le capitava di accogliere in casa piccoli randagi in difficoltà; feriti o malnutriti che rimetteva in sesto cercando, tra noi, una famiglia adottiva. La vedevamo affranta per non avere il coraggio di rimetterli per strada, con la rabbia di non avere un canile in città e così, spesso, li riportava a casa con sè. Porterò sempre con me il suo ricordo, gelosamente custodito tra le pagine più belle della mia storia.
Eleonora Cerro, Studentessa della 4ª C (anno 1994)
Autore : Redazione Corriere
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