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notizia del 21/06/2010 messa in rete alle 13:45:51
Via degli orrori?
Gela città degli onesti: lo grida Fasulo, sul palco, a ringraziare quanti lo hanno votato e lo esortano a cambiare le sorti di una città che continua ad alternare forti accellerazioni a brusche frenate, altrettanto improssive. Gela città normale è stato lo slogan preferito da tutti, neo sindaco compreso, in questa campagna elettorale. Da destra a sinistra o da sinistra a destra, fate un po' voi. Poi, magari, mi direte dove sta politicamente l'una e dove sta politicamente l'altra, perché non l'ho capito davvero. Ed ho l'impressione, per giunta, di essere in buona compagnia.
La strada è lunga. Prima dovremmo imparare ad essere una città ed a viverci, di conseguenza, in quanto tale. Fasulo propugna una rivoluzione culturale? Questo frastagliato agglomerato, che non ha una visione d'insieme, ne avrebbe un gran bisogno. Gela è solo, ancora, un grosso paese, con la mentalità di un paese e con tutti i limiti che ne derivano. I giovani sono arrabbiati, già stanchi, oltre ad essere biologicamente inquieti: per loro andare via, sradicarsi, diventa quasi un atto liberatorio, molto di più che una semplice forzatura.
Eppure i mali sono quelli di una classica città meridionale, per non dire siciliana. Malavita, clientelismo, anarchia urbana: sono le tre piaghe principali. E' stato finalmente approvato il nuovo piano regolatore? Vedremo cosa succede.
Intanto Gela si candida a città degli orrori, accanto tantissime altre. Non bastavano le piazze abbandonate all'incuria, le voragini nelle strade, la periferia per lungo tempo dimenticata e puntualmente perlustrata, da gente debitamente armata di fac-simili e volantini, ad ogni appuntamento elettorale. Ora le telecamere entrano anche nelle case a raccontare atti di sorprusi, violenza e delitti contro la persona, il più delle volte, innocente. Alcune settimane fa, si ebbe notizia del matricidio che scosse non poche coscienze. Subito dopo l'uxoricidio per problemi coniugali ed in particolare per la spinosa questione dell'affidamento del figlio. Per ultimo l'abuso sessuale su minore di un pensionato, peraltro noto in città, che nega tutto nonostante i filmati della polizia che lo incastrerebbero.
Da buon garantista, il condizionale lo metto volentieri, ma ammetto che lo scetticismo comincia seriamente a prendere il sopravvento: anche in un supereroe. I giovani gelesi sono allo sbando. Delinquenza minorile e bullismo scolatico sono solo i casi più eclatanti. Nel sottobosco, c'è un abuso di droghe, alcool e persino farmaci. La situazione si è capovolta: i pochi che non si abbandonano allo sballo, sono considerati stupidi dai propri coetanei. Si cresce con la prospettiva del non lavoro. E quando la disperazione si tramuta in coraggio, nell'entrare in fase adulta si decide di andare via, con alla testa quel ritornello diventato nel frattempo sempre più triste: indietro non si torna!
Autore : Clark Kent
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