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Corriere di Gela | Aria e terra nuove
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notizia del 02/07/2011 messa in rete alle 13:33:04
Aria e terra nuove

Tira aria nuova, scrivevo qualche settimana fa sull’onda delle elezioni amministrative e dei referendum. Forse è il caso di dire che è in avanzata fase di gestazione una nuova terra. Quindi un nuovo territorio.

Non scherzo. Già si parla di Webland. Il territorio della rete. Lo si descrive in termini di metaterritorio, di metarealtà, di realtà parallela. Mi sembra riduttivo. So di ragionare in termini di uomo alfabetico. Di uomo, cioè, consapevole del fatto che, da quando gli antichi progenitori nostri hanno cominciato a muoversi su due zampe e poi ad articolare i suoni della voce sino alla parola orale e poi a quella scritta e a quella alfabetica, la realtà è di volta in volta cambiata. La realtà, non la metarealtà!

Evidentemente sono cambiati i modi di aggregarsi in gruppi, comunità, società. E i modi di governarli.

L’ho presa da molto lontano! Al solito mio.

L’elettronica ha prodotto un nuovo spazio. La Rete, il Web: Webland. Non è più la dura terra, Gaia, la Grande Madre, Demetra. Neanche uno dei tanti astri della infinita macchina celeste soggetta alla newtoniana gravitazione universale. E’ uno spazio ibrido, fluido, liquido. Anzi una dimensione che sfugge alle canoniche categorie meccanicistiche di spazio e di tempo. Lo vivono fondamentalmente i giovani. Quelli che indichiamo parlando di generazione digitale. Sono protagonisti della costruzione di una tipologia nuova di soggettività lontana dai canonici spazi di famiglia-strada-scuola e di un originalissimo modo –non del tutto conosciuto- di vivere associato con interessanti novità in termini di partecipazione. Ne sono testimonianza il ruolo che hanno avuto nella rivolta nordafricana e nella partecipazione al voto italiano sui quattro referendum.

Ho l’impressione: 1) Che si stia sottovalutando il potenziale democratico del costruttivismo psicologico e sociale vissuto da questa generazione digitale . E temo che lo si voglia metabolizzare entro le strutture millenarie dell’imperium politico

2) Che la nuova territorialità –Webland- venga costruita di fatto e governata da forze nient’affatto trasparenti quali P4 e organizzazioni mafiose come le inchieste napoletane inducono a pensare. Col sospetto mio personale che P4 e mafia non costituiscono affatto un governo parallelo, ma il governo della nuova realtà dal momento che attraverso la Rete la gestiscono decidendo della selezione della classe-casta di governo e di direzione di enti pubblici, amministrazione di enti economici, testate giornalistiche, e quindi di affari e di appalti.

Ho l’impressione, cioè, che debba essere rivisitato in modo trasparente l’assioma del primato della politica. Che io personalmente condivido a patto che venga salvaguardata una condizione imprescindibile:la tripartizione dei poteri e la loro separazione, pena la dittatura della politica come sperimentato col fascismo di Mussolini, col nazismo di Hitler e col socialismo reale di Stalin. In Italia abbiamo un’eccellente Costituzione. Essa può anche fare da levatrice alla gestazione della nuova terra nel nostro Paese. Penso in particolare all’articolo 3 che assegna alla Repubblica il compito del «pieno sviluppo della persona umana» per l’«effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». A prescindere da ogni ideologia o fede. Evidentemente non contro una qualsivoglia ideologia o fede purché queste siano aliene dalla pratica e dall’apologia della violenza.

Un compito bello e esaltante. Non solo perché c’è da capire a cosa si allude dicendo dei lavoratori e del Paese così come sono detti nell’articolo citato. Ma perché sarebbe ora di mettere la Repubblica – tutti i suoi organi – nelle condizioni di operare in modo adeguato. E’ ora di mettere le nuove generazioni nelle condizioni di esprimere il potenziale democratico che portano col mondo –la nuova terra- che si accingono a costruire. I giovani non dovranno subire la frustrazione dalle astuzie del potere che si rinnova quanto ai metodi per continuare ad escludere ed escluderli.


Autore : Luciano Vullo

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