1 2 3 4 5
Corriere di Gela | E l’acqua diventò potabile
Edizione online del Periodico settimanale di Attualità, Politica, Cultura, Sport a diffusione comprensoriale in edicola ogni sabato
notizia del 01/03/2010 messa in rete alle 13:21:55

E l’acqua diventò potabile

L'acqua di Gela è potabile: significa che puoi mettere un bicchiere sotto il rubinetto di casa e bere. E nel momento in cui è potabile, puoi destinarla ad usi alimentari e per l'igiene personale: è ovvio. A stabilirlo è l'ordinanza del Commissario Straordinario del Comune di Gela, dott. Greco, che annulla l'ordinanza sindacale di non potabilità emessa nel giugno del 2003. Cosa è cambiato in questi 6 anni e mezzo, o meglio, in questi ultimi mesi? Non ci è dato saperlo. Colpo di magia?

Altri accorgimenti, preferibilmente più scientifici? Boh! Ma poi ci dovrebbe interessare davvero saperlo? L'obiettivo non era ottenere finalmente acqua potabile? Che importa come ci si è arrivati?

Che dire, ai cittadini gelesi sembrerebbe importare. Anzi, eccome se importa. I cittadini se lo chiedono senza alcuna remora: le analisi sono state effettuate correttamente? Non sarebbe stata più opportuna una seconda verifica, alla presenza di associazioni di consumatori ed ambientalistiche locali, reparti specializzati di autorità e forze dell'ordine, prima di sancire la potabilità dell'acqua? Insomma, la quasi unanimità dei gelesi stenta a crederci. Come dargli torto? I dubbi sono tanti, peraltro alimentati da alcune recenti vicende: basti pensare che fino a pochi mesi fa, l'acqua era consigliata solo per tirare lo sciacquone della latrina di casa.

Da qui a poterla bere, il passo non dovrebbe essere così breve. In particolare, tutto ad un tratto, sono scomparsi i coliformi fecali. Uno potrebbe pensare che si è intervenuto per evitare che la fogna inquinasse le condotte, ma a meno che abbiano scavato di notte, non ce ne siamo accorti. Oppure, più semplicemente, non si è intervenuti per questa via, anche perchè si dovrebbe lavorare per tutta la giornata e pochi mesi non basterebbero. La cosa più semplice da ipotizzare è che saranno intervenuti aumentando o diversificando l'utlizzo di disinfettanti. Si, va bene, ma più disinfettanti metti, più aumenta il rischio di sottoprodotti di infezione.

Classico esempio in letteratura sono i trialometani: tra i primi sottoprodotti di disinfezione scoperti in acqua clorinata e che si formano durante la disinfezione del cloro e la disinfezione con disinfettanti clorurati. I trialometani, se presenti oltre i livelli standard, sono considerati cancerogeni e storicamente accusati di casusare patologie più o meno gravi al fegato, ai reni ed al sistema nervoso centrale. Recenti studi ad Halifax (Canada) li hanno messi in correlazione alla mortalità intrauterina. Chissà, forse i ricercatori della Dalhousie University dovrebbero venire a Gela, specie se il picco di aborti spontanei registratosi dall'inizio dell'anno dovesse malauguratamente mantenersi costante nel 2010, assumendo una valenza a quel punto significativa anche sul piano statistico. Per ora è solo un allarme e mi fermo qui.

In ogni caso, maggior dosaggio di cloro e mantenimento negli standard dei trialometani non vanno di pari passo. E' poco credibile. Soprattutto, se l'acqua arrivasse nelle case in maniera continua e non a singhiozzo, non si svuoterebbero le vasche, non ci sarebbero residui del fondo nell'acqua ed il suo colore non desterebbe mai alcun sospetto. Le tracce ferrose, di fango e quant'altro, non sono affatto gradevoli e nonostante ci sia un'ordinanza di potabilità, i gelesi continuano a comprare acqua per dissetarsi, per mangiare e per lavarsi. I gelesi non si fidano, anzi, quell'ordinanza viene vista come una beffa, un'autentica doccia fredda, sia da parte di chi ha pagato le bollette al 50% ed ora dovrebbe pagarle per intero, sia da parte di chi ha pagato per intero bollette che assumevano l'acqua come potabile mentre invece non lo era. Non oso neanche immaginare cosa s'inventerà al riguardo il gestore del servizio idrico integrato, il cui silenzio sulla vicenda, così come quello dei parlamentari espressi dal territorio e della politica più in generale è alquanto sintomatico. Ma come, uno arriva a Gela, ci sta per pochi mesi e vorrebbe dire la sua su questioni che si trascinano da anni? Posso anche capire che una persona seria si preoccupi della questione della sicurezza nel mercato settimanale, ma emettere un'ordinanza di potabilità dell'acqua è operazione, a dir poco, avventata in termini di competenza sulla materia: la quale ultima non si acquisisce certo con un paio di mensilità in meno. Suvvia!

Ci vogliono anni e non pochi mesi per capire una città come Gela: una città davvero particolare dove una buona notizia come la potabilità dell'acqua rischia di suonare come qualcosa di diverso, quasi opposto (una cattiva notizia). E per quanto mi riguarda, non berrò l'acqua che sgorga dal rubinetto, perché l'esperienza m'insegna che magari dopo apposite analisi, dentro ci troveranno pure la criptonite: veleno mortale!


Autore : Clark Kent

» Altri articoli di Clark Kent
In Edicola
Newsletter
Registrati alla Newsletter Gratuita del Corriere di Gela per ricevere le ultime notizie direttamente sul vostro indirizzo di posta elettronica.

La mia Email è
 
Iscrivimi
cancellami
Cerca
Cerca le notizie nel nostro archivio.

Cerca  
 
 
Informa un Amico Informa un Amico
Stampa la Notizia Stampa la Notizia
Commenta la Notizia Commenta la Notizia
 
㯰yright 2003 - 2026 Corriere di Gela. Tutti i diritti riservati. Powered by venturagiuseppe.it
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120