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notizia del 05/03/2011 messa in rete alle 13:14:46
La zona franca (non urbana) che si morde la coda
Si ritorna a parlare di zona franca ma stavolta non si tratta di quella “urbana” e quindi non riguarda più la sola città di Gela, bensì l'intera provincia. Soprattutto si rispolvera, quasi a rendere l'ipotesi più seria, il caro tema della legalità. Ecco il cane che si morde la coda! Il Tavolo Unico di Regia per lo Sviluppo e la legalità, riunitosi su iniziativa del presidente Pasqualetto, ha lanciato l'idea della “zona franca per la legalità”. L'idea, tanto semplice quanto scontata è quella di una fiscalità di vantaggio per le imprese che investono in provincia, specie a Caltanissetta e Gela, purché si mostrino virtuose sul piano della legalità. Che ciò, ossia il rispetto delle leggi, sia un onere che spetta ad ogni impresa in tutto il territorio nazionale passerebbe in carrozza.
A sentire il Procuratore generale, Roberto Scarpinato, fra gli intervenuti, questa parte dell'isola è stata ripulita e, dopo avere contrastato un sistema mafioso fortemente radicato, è pronta al rilancio e ad una nuova stagione. Non basta cioè, avvalendoci di una metafora, bonificare una area inquinata: nel riconvertire non si deve più inquinare. Il discorso non fa una grinza. Si, ma perché nel farlo si chiede una fiscalità di vantaggio attraverso una zona franca? Per incentivare l'impresa basta la rozza idea del profitto, altro che “raffinatezze” come quella della zona franca. Termine quest'ultimo che nell'Italia e nella Sicilia delle non-decisioni, diventa di per sé improbabile. Le esperienze simili all'estero sono altra cosa. Non a caso l'idea di una zona franca per la legalità, figlia del “patto per il lavoro” consegnato nel 2004 a Ciampi nella sede della prefettura nissena, non è nuova, ma vecchia già di oltre un paio d'anni, lanciata dall'allora coordinatore del tavolo e sindaco di Gela, oggi europarlamentare Rosario Crocetta e di cui Pasqualetto era vice. Il termine, che ha già il suo acronimo in ZFL, è stato ripreso dalla Legge Regionale n. 15 del 2008 (Art. 3 comma I) su iniziativa del deputato regionale e Presidente della Commissione Regionale Antimafia Lillo Speziale, mentre il senatore Giuseppe Lumia, membro della Commissione Nazionale Antimafia, ha presentato un disegno di legge a Palazzo Madama che recita “l'Istituzione di una zona franca per lo sviluppo e la legalità nel territorio della provincia di Caltanissetta e nei comuni limitrofi delle province di Enna e di Agrigento”, di cui non è ancora iniziato l'esame e che sembra destinato alla stessa sorte dell'impegnato disegno di legge presentato nella precedente legislatura dall'ex senatore Lomaglio, attuale segretario cittadino del Pd Caltanissetta, tagliato dalla fine anticipata della legislatura. In ogni caso, se si teme che sul profitto possano avventarsi altri “tentacoli” e ramificazioni di cui questa terra è tristemente nota, con tutta evidenza vuol dire che quel brutto albero non è stato completamento sradicato. Il discorso non cambia per le speculazioni, possibili ovunque e soprattutto nelle terre di nessuno. Ed allora occasioni come la riunione tenutasi a Caltanissetta servono al massimo per fare da passerella, al presidente della provincia, ai sindaci delle due città maggiori, ai vertici dei rispettivi consorzi Asi, alle immancabili sigle sindacali ed alle altre associazioni di categoria che vanno per la maggiore. Se non altro, abbiamo scoperto dell'esistenza di un Tavolo di Sviluppo del Centro Sicilia, su cui non abbiamo elementi per valutarne obiettivamente l'attività, se mai ce n'è stata una e lasciamo, quindi, volentieri all'intrepido lettore avventurarsi nel giudizio sull'utilità di quest'altro tavolo. Il mondo cambia e quello che accade lungo le coste del mediterraneo in questi giorni ce lo conferma senza equivoci di sorta. Se proprio non siamo capaci di sfruttare una posizione geografica a dir poco ideale sull'argomento, per inettitudine di chi ci rappresenta e per un palese deficit in termini cultura etica d'impresa, almeno affidiamoci ad affermazioni oneste, senza abbandonarci alla retorica ed a slogan che lasciano il tempo che trovano. Formule senza contenuti, come quelle che hanno portato al difficile parto di un Consorzio Universitario Nisseno che nella perenne difficoltà ha da sempre operato, guarda caso sin dalla sua nascita.
Autore : Clark Kent
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