notizia del 17/09/2006 messa in rete alle 13:14:05

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Nel cuore di tutti
Rosario Crocetta (Sindaco di Gela)
Era una persona per bene. Un uomo di altri tempi che ha amato la città. E’ stato uno dei primi imprenditori che ha capito che doveva legarsi al petrolchimico per la sua nuova attività legata alla plastica. Ricordo che prese in mano la squadra del Terranova portandola in serie D. Nel momento in cui era diventato popolarissimo, ci furono in tanti che gli offrirono la candidatura ma lui rifiutò perché il suo obiettivo era legato al fatto che era una persona per bene e laboriosa, e quindi in lui non c’era nulla di strumentale. Un bell’esempio di cittadino che ci lascia
Miguel Donegani (Assessore allo Sport turismo e spettacolo)
C’è una città in lutto perché il Cavaliere Maganuco rappresenta una parte della storia dello gelese. C’è una commozione cittadina, sentita e sincera perché era un uomo d’altri tempi che ho avuto modo di conoscere in occasione del suo novantesimo compleanno. In quell’occasione abbiamo organizzato una manifestazione allo stadio. Ricordo di come amorevolmente la moglie lo seguiva e gli stava accanto per non fargli mancare il benché minimo accorgimento ed affetto di cui aveva bisogno negli ultimi anni della sua permanenza sulla terra. Lo ricorderemo e un pensiero per dedicare al suo nome lo stadio che andremo a costruire ci sarà sicuramente.
Antonio Sinatra (ex calciatore)
Ero a Caltagirone e lui mi ha voluto qui a Gela. Sono stato per ben cinque anni sotto la sua guida. Ho trovato in lui non soltanto un grande dirigente, ma un grande uomo di una carica umanitaria eccezionale che ci aiutava. Era severo e nel contempo magnanimo e buono. Aveva una carica umana che nei momenti difficili riusciva a darti sicurezza e voglia di andare avanti con sicurezza. Sapeva pensare alla grande.
Salvatore Comunale (medico)
Sono stato vicino a Vincenzo Maganuco fin dagli anni cinquanta ed ho tantissimi ricordi ai tempi della prima squadra del Gela in cui io giocavo come riserva. Da allora siamo rimasti sempre legati l’uno all’altro nel mondo dello sport ma anche nella vita. Nel calcio feci pochissime partite perché non era uno sport che mi era tanto congeniale. Infatti non ero titolare, ma ricordo che era piacevole e gratificante giocare sotto la sua presidenza.
Vincenzo Capici (sarto)
“Maganuco ha segnato la storia del calcio gelese. Lascia un patrimonio di grande entusiasmo e sportività che non esistono più. Con la venuta meno del Cavaliere è morta assieme a lui questa grande passione ed il periodo che ha segnato la storia del calcio gelese. Credo che i veri sportivi che hanno amato e amano il calcio difficilmente lo potremo dimenticare perché è stato un uomo che ha dedicato tutta la sua vita al sacrificio sportivo”.
Antonio Alabiso (Segretario Gela Calcio Spa).
Tutti ricordano Maganuco come la persona che ha portato il calcio a Gela e con esso tanti giocatori di fama come Spadetto. Una figura onesta e lo dimostra il fatto che oggi sono presenti vecchi e nuovi giocatori al suo funerale.
Alfredo Ruta (presidente Associazione auto d’epoca)
Sono qui per la grande amicizia che si era instaurata tra me e Vincenzo Maganuco. La grande amicizia iniziò più di quarant’anni fa con mio padre. Era una persona per bene che ha fatto sport in un’epoca quando il calcio era pulitissimo. Non esistevano i problemi ai tempi di oggi. Sono felice di avere visto gli ex giocatori del Terranova.
Enzo Catania (ex calciatore)
Non ho avuto il piacere e la fortuna di giocare sotto le dipendenze del cavaliere Vincenzo Maganuco. Noi tutti eravamo nipoti adottivi. Forse sono stato uno dei testardi che dissi di no perché non sono voluto rimanere a Gela a giocare. Ho però dei bei ricordi di Vincenzo Maganuco ed oggi è andata via un pezzo di storia dello sport e del calcio di Gela. Lo ricorderò sempre con grande affetto e con grande onore. Spero che i nostri amministratori lo vorranno ricordare perché è stato uno dei pionieri dello sport di Gela.
Elio Leopardi (avvocato)
Vincenzo Maganuco è stato un punto di riferimento per me e papà, ma anche per tutti i commercianti di Gela per le lotte vere. Negli anni settanta l’ho seguito nell’avventura calcistica. Le squadre allora si facevano senza contributi comunali che potevano giungere solo nei momenti di crisi. Ricordo un episodio. Negli anni settanta misi la mia firma per una fideiussione di 105 milioni per dare vita alla società sportiva, ma ero in buona compagnia. C’era Vincenzo Maganuco, ma anche il cavaliere Alessi e il dottore Rosario Trainiti
Autore : Redazione Corriere
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