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Studentesse del Majorana a Reggio Emilia per uno stage
Le alunne Accomando Noemi, Ciaramella Elison, Di Stefano Crocella, Fraglica Emanuela, Guastella Luana, Gueli Simona, Moca Jannette, Sanzo Olimpia, Spinello Giuseppina, Trainito Lucia, Bunetta Lucrezia, Cammalleri Carmen, Mezzasalma Elisabetta, Puci Adele, Riggio Rita Giordana, frequentanti le classi quarte A e B dell'Istituto Professionale per i Servizi Sociali “Majorana”, diretto dal prof. Vito Parisi, accompagnate dalle professoresse Condello e Licata, tutor del progetto assieme alla professoressa Ventura, dal 14 al 28 Settembre hanno realizzato uno stage di 120 ore, finanziato con fondi europei, presso i servizi territoriali “Rete” di Reggio Emilia.
Rete, Reggio Emilia Terza età, è una istituzione pubblica che eroga servizi socio-assistenziali e sanitari integrati per anziani e gestisce otto strutture residenziali e nove centri diurni.
“E' stata un'esperienza indimenticabile, importante, ma soprattutto sorprendente conoscere una modalità di assistenza e un utilizzo di attrezzature e di servizi all'avanguardia, rivolti ad alleviare momenti di solitudine, di grande difficoltà e di disagio delle persone anziane - raccontano le studentesse - . Ci è sembrato di trovarci in una casa dove si abita e dove si cerca di fare delle cose affinché chi ci vive stia bene”.
L'anziano, all'interno delle strutture, non è visto come un utente che ha bisogno di cura, ma come una persona, un essere umano a cui offrire un servizio il più possibile finalizzato al suo benessere e ai suoi bisogni.
Le alunne, pur essendo ospiti e molto più giovani, hanno ricevuto tanto da questa esperienza e si sono arricchite interiormente, sotto l'aspetto umano, ma soprattutto in vista dell'inserimento nel mondo del lavoro.
La frase molto significativa, ripetuta dalle studentesse, “è importante aggiungere vita agli anni e non anni alla vita”, ben riassume il senso dell'esperienza vissuta.
Autore : Redazione Corriere
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E' stata sicuramente un'esperienza di notevole valore umano e certamente preziosa quelle che hanno vissuto queste giovani studentesse, a contatto con una realtà che invita a riflettere. L'anziano è una persona con grandi potenzialità, e il Tecnico dei Servizi Sociali deve conoscere a fondo le problematiche di tale utenza. Si lavora accanto a chi ha bisogno delle nostre parole e di un sostegno sociale e psicologico. Quando un operatore mette a centro il soggetto, con il suo vissuto e la sua ricchezza emotiva, compie un grande gesto d'amore. Si cerca il sorriso dove non c'è, si tende una mano a chi si sente solo o sfiduciato.
Io credo che l'Operatore Sociale debba sempre ricordare il senso etico della sua professione, che deve trovare una risposta anche in una prepazione adeguata e aggiornata.
Con stima,
Marco Di Dio
Autore: Marco Di Dio
data: 18/10/2008
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