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notizia del 09/02/2005 messa in rete alle 12:35:29
Finanziato il recupero della Chiesa San Giacomo
L’assessore regionale ai Beni Culturali, Alessandro Pagano, ha dichiarato che è stato firmato il decreto per il finanziamento di risanamento del tiburio della Chiesa di “San Giacomo”. Il provvedimento, definito con somma urgenza, è inserito in un programma di restauri e recupero delle antiche chiese siciliane, volte a valorizzare un percorso di identificazione con i simboli della cristianità che sono anche patrimonio storico-artistico del territorio. Gela è così ancora una volta al centro di un’attività di restauro e recupero che la vede protagonista di un polo culturale prestigioso. Il progetto, prevede il restauro del tiburio, della parte cioè sommitale della cupola, dove sono evidenti chiari segni di degrado dovuti agli agenti atmosferici e ad infiltrazioni d’acqua. Vi sono infatti evidenti crepe sull’intonaco, in particolare in corrispondenza degli architravi delle finestre, che sono state puntellate per l’incolumità pubblica. E’ necessario quindi un intervento che risani il tiburio e gli intonaci con un ripristino del sistema di convogliamento e canalizzazione delle acque piovane.
“Questo intervento – ha detto Pagano – fa parte di quel programma di valorizzazione del patrimonio religioso culturale di Gela, da me fortemente voluto con l’ausilio del vescovo Michele Pennisi e dall’Arciprete, Grazio Alabiso. Il recupero del bene artistico, rappresenta un’occasione in più, ed è volto a valorizzare il centro storico di Gela. Per attirare i visitatori è necessario ampliare le offerte e creare poli culturali e, il comprensorio di Gela, con le sue radici e la sua storia, può rappresentare tutto questo. La chiesa di San Giacomo è attualmente poco visitata in quanto poco nota al vasto pubblico. Sono sicuro che il suo recupero e la sua valorizzazione produrranno nell’immediato una crescita dell’interesse culturale dei luoghi, con conseguente incremento dei visitatori. Gela gode di un turismo che non è proporzionale alle sue offerte ed alle sue numerose testimonianze artistico monumentali, occorre quindi lavorare affinché queste bellezze vengano valorizzate, conosciute ed apprezzate”.
La chiesa di San Giacomo è di proprietà della Curia ed è aperta al pubblico. Fu edificata nello spazio dell’orto-giardino della vecchia chiesetta medievale che sorgeva un pò più avanti. Era una chiesetta di campagna, ai tempi in cui Gela veniva chiamata Terranova di Sicilia. Per imprecisati motivi successivamente il nome fu cambiato in San Giacomo. All’interno si possono ammirare un bellissimo quadro della Madonna di Pompei, “la via crucis” in bronzo e la statua di San Giacomo in legno massello.
Autore : Redazione Corriere
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