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notizia del 19/03/2006 messa in rete alle 12:34:30
I sindacati sulla vicenda Asi-Scicolone
La vicenda del consorzio Asi di Gela alla luce delle dichiarazioni rese dal suo presidente, merita una puntualizzazione ed alcune considerazioni proprio per dare l’esatto quadro dei fatti che il sindacato confederale da tempo porta avanti per fare vivere il binomio legalità e trasparenza nei rami della pubblica amministrazione compreso il consorzio Asi di Gela.
Sin dal suo insediamento, il presidente non ha ricevuto la fiducia dei componenti di parte sindacale del consiglio generale tanto che, per espressa dichiarazione di voto, non si è votato l’attuale presidente.
E’ il caso di dire che forse avevamo ragione, perchè per noi il concetto d’amministrazione trasparente, permane per ogni azione quotidiana nel portare avanti fatti, azioni e comportamenti finalizzati ad un’efficiente macchina amministrativa e non invece, a guidare un treno che si ferma in alcune stazioni secondo gli interessi che si intendono perseguire.
Un’amministrazione che dichiara di non avere nulla da nascondere, non fa partecipare un consigliere che pur non avendo titolo, determina le linee d’azioni del Consiglio direttivo, per quasi un anno e quando qualcuno solleva la grave violazione e ventila il pericolo che le delibere adottate potrebbero essere inficiate, con un ambiguo atto di forza, si elegge il consigliere nell’organismo direttivo come se nulla fosse accaduto, giusto per sanare la violazione.
Non intendiamo nemmeno affrontare la questione delle aree disponibili e delle aree Nord 2 e dei tanti imprenditori che in possesso di un finanziamento chiedevano l’assegnazione di un’area per avviare la propria attività, senza alcun risultato.
Da più parti si sta cercando di richiamare gli imprenditori ad investire nel nostro territorio, anche attraverso zone franche. Per farlo occorrono aree disponibili; ad oggi, a Gela nel Consorzio Asi non esistono aree da assegnare ad iniziative produttive, tranne la drammatica vicenda dell’area Nord 2 che dopo aver speso una marea di miliardi, ci si accorge di un vincolo ambientale.
Sbaglia quindi, il presidente a definire il sindacato confederale “corporazioni”, perchè dimostra di essere fuori dalla storia e di aver dimenticato il partito di provenienza, utilizzando un linguaggio di mussoliniana memoria dimostrando invece che l’azione del sindacato ha disturbato gli obiettivi della presidenza.
Non siamo intervenuti solo per difendere i due dirigenti che hanno il solo torto di non essere “organici” ala presidenza, ma per tentare di ripristinare un’azione in cui legalità e trasparenza devono trovare il giusto corso anche a Gela, per evitare che alcuni comportamenti impediscano lo sviluppo del territorio che la comunità attende da tempo.
Per questi motivi, da tempo valutiamo l’opportunità di invitare i componenti dal consiglio generale in rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil a presentare le dimissioni dall’organismo, proprio per marcare un confine tra la nostra azione e gli atteggiamenti assunti sul modo d’amministrare la res pubblica, dai quali ci dissociamo.
Per ciò, pensiamo che i sindaci del comprensorio, dovrebbero almeno verificare cosa stia succedendo al Consorzio Asi e chiedere ad esempio perchè le zone industriali di comuni come Butera, cercano di andare con Caltanissetta e se comuni come Mazzarino e Niscemi non avrebbero il diritto di possedere aree attrezzate da parte dell’Asi, per permettere nuovi insediamenti produttivi dislocati.
Cgil, Cisl, Uil
Ferro, Gruttadauria, Pasqualetto
Autore : Redazione Corriere
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