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Corriere di Gela | Essere Nymby tra le bancarelle
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notizia del 28/02/2011 messa in rete alle 12:26:04
Essere Nymby tra le bancarelle

NYMBY è un acronimo inglese le cui lettere in maiuscolo sono le iniziali di “Not In My Back Yard”, vale a dire, tradotto in italiano, “non nel mio cortile”. Gli anglosassoni amano gli acronimi e ne utilizzano un altro, BANANA, cioè “Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anything” che in senso letterale si traduce in “Non costruire assolutamente nulla in alcun luogo vicino a qualunque cosa”, ad indicare la degenerazione dell'effetto nymby. A parte i gusti, la storia ci insegna che gli anglosassoni non dico abbiano spesso ragione, ma che arrivano prima d'altri, questo si, capita sovente.

L'essere «nymby», più che un atteggiamento come sostenuto da più parti, è oramai qualificabile come una vera e propria attitudine, illuministica nelle sue radici.

Non voglio assolutamente asserire che esprima il “sapere aude” kantiano, ma nel nymby ci vedo molto del Candido voltairiano ed il suo leggero e spensierato “coltivare il proprio orticello”, da cui sono stati tratti anche altri insegnamenti, magari “più impegnati” ed aggiungerei, addirittura ben al di là delle stesse intenzioni dell'autore.

Valutare comunque come necessarie opere, infrastrutture e quant'altro, rifiutando al contempo il tutto se “vicino al mio orticello”, a prescindere poi di quanta cura io dedichi al mio giardino, appare come un qualcosa in effetti di paradossale. Le condizioni possono essere “necessarie ma non sufficienti”, ma come può definirsi necessario, ad esempio, un rigassificatore a condizione però che non venga fatto vicino casa mia, considerate le eventuali controindicazioni? Se esistono delle conseguenze negative per il territorio, tale impianto non può definirsi necessario a rigore. E' un ragionamento viziato all'origine, da una posizione di comodo. Guarda un po'.

E' chiaro che sulla questione gli esempi si sprecherebbero e c'è chi ci marcia, dalla politica fino ai movimenti. Basti pensare al consiglio provinciale nisseno che dice no all'eolico ed invece si al nucleare. Qualcuno vorrebbe negare che non ci sia una posizione di comodo a fare discrimine sulle due scelte? C'è soprattutto una scarsa informazione che, anzi, possiamo considerare alla base di un paradosso del genere. La scarsa informazione, generalizzata, è ciò che porta a trasformare atteggiamenti ed impostazioni del pensiero, in vere e proprie attitudini mentali, imprintings non genetici ma appresi da parte di un cittadino sempre meno consapevole.

Come si potrebbe definire altrimenti il vastissimo consenso che riscuote in termini di presenze il mercato settimanale gelese, uno dei più grandi in Italia, eppur non si riesce a sistemarlo definitivamente da qualche parte senza fare storcere il naso a qualcuno? Anche nell'angolo più sperduto di questa città ed ovunque nel mondo ci sarà sempre un nymby a dire di no. Sarebbe bello farlo fuori città ma il teletrasporto è solo un'invenzione di “Star Trek”.

Abbiamo aspettato a Gela tanto per il Prg, aspetteremo ancora per vederlo passare nella fase esecutiva. Probabilmente a quel punto, si individuerà l'area mercatale definitiva. L'esperienza ci induce però a non essere così ottimisti. La politica ci ha abituato, piuttosto, ad essere pessimisti. Dal nascente tribunale indicano che è “necessario” spostare l'area mercatale ed il Sindaco con la sua giunta hanno risposto immediatamente si all'appello, per poi altrettanto repentinamente scaricare il barile - in virtù di una legge regionale irragionevole sul punto - al consiglio comunale che puntualmente rinvia in prima battuta. Non è ancora tempo per decidere: intanto, non si scontenta nessuno. Invero, a non rimanerci contenti sono “quelli del tribunale” che torneranno a premere. Una decisione, ovviamente provvisoria, verrà presa ed il nymby di turno, foss'anche un pastore col suo gregge di pecore, dovrà farsene una ragione. Almeno per un po'.


Autore : Clark Kent

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