1 2 3 4 5
Corriere di Gela | Improvvisando a teatro
Edizione online del Periodico settimanale di Attualità, Politica, Cultura, Sport a diffusione comprensoriale in edicola ogni sabato
notizia del 18/12/2011 messa in rete alle 12:23:20

Improvvisando a teatro

Continuano i successi che rientrano nell’ambito del progetto “E’ tempo di volontariato” organizzato dal coordinamento del volontariato di Gela, fra cui l’associazione Progetto H, coordinati dall’arch. Pino Valenti ed a cui ha collaborato come presentatrice la giovanissima Alice Palumbo.

Martedì 13 dicembre la compagnia “Buone le prime”dell’associazione culturale "Improvvisamente" di Pavia, per la prima volta in Sicilia, è stata ospite al Lido Tropico Med, sul lungomare di Gela, per una rappresentazione teatrale appunto "improvvisata".

Cos’è il teatro improvvisato? Fin da Aristofane si hanno tracce di questa tecnica, al tempo legata principalmente alla commedia ed al teatro popolare. Portata agli estremi da Plauto e dall'istrione, la tecnica dell'improvvisa diventò fondamento della Commedia dell'Arte (Arte per "Arte di memoria"), con le recite "a soggetto", tanto da diventare, con l'uso del canovaccio, la caratteristica fondamentale della tecnica recitativa professionale. Tale tecnica era fondata su potenti mnemotecniche di origine medievale. È noto che una compagnia di attori italiani si esercitava di continuo a ritenere a memoria i testi che poi fingeva di improvvisare. È l'esatto opposto dello spontaneismo, che è solo l'effetto che i comici dell'Arte ottenevano sul proprio pubblico, incastonando frammenti di contemporaneità in schemi drammatici tratti dalla tradizione classica e perfettamente conosciuti e provati infinite volte, tanto da sembrare spontanei e naturali. Caratteristiche fondamentali dell'improvvisazione teatrale dei gruppi d'avanguardia novecenteschi sono il lavoro di gruppo, la comunicatività, la creatività e la capacità di prendersi dei rischi, poiché gli attori non hanno neppure la conoscenza di cosa faranno i loro compagni in scena. Importante è anche la rapidità nel prendere decisioni, e l'adattamento alle situazioni impreviste che si possono verificare durante gli spettacoli. Tutte queste cose sono sostenute da una lunga e per niente spontanea vasta conoscenza dei testi.

E’ stato uno spettacolo unico proprio perchè il teatro di improvvisazione non am-mette repliche: è istantaneo e confezionato sul momento. Nulla è precostituito, nessun copione e nessuna sicurezza sul palcoscenico per gli attori, solo improvvisazione allo stato puro.

E’ stato molto bello e anche molto difficile. Nessuno sapeva qual’era inizio e la fine dell’azione in scena, perché lo spettacolo si creava sotto gli occhi di tutti, prendeva forma dall’improvvisazione e si offriva inedito e come esperienza unica e originale agli spettatori e agli stessi attori che lo mettono in scena. Il pubblico è stato il vero protagonista della serata: è infatti lui che suggeriva dei temi.

Il pubblico si è divertito tanto dal vedere questo gruppo di persone che si ritrovava a fare cose impensate, dal livello di coesione che si è creato subito e dalla quantità di cose che fa venire fuori un’attività di questo genere.

Tutto è lasciato al cuore e all’immaginazione e agli spunti offerti dal pubblico: alcuni libri aperti a caso e in libertà tesseranno trame, racconteranno storie, evocheranno atmosfere suggestive, estemporanee e talvolta anche paradossali. Il pubblico, i libri e la fantasia degli attori sono stati loro stessi autori, sceneggiatori, registi e attori: contemporaneamente, irrepetibilmente, ImprovvisaMente. Il resto lo ha costruito il pubblico.

Lo spettacolo, dunque, davanti a un foltissimo pubblico, era iniziato da subito. Il pubblico presente in sala è stato invitato, prima, a scrivere una frase, un proverbio o anche una semplice parola su un fogliettino; poi, a compilare una scheda con delle richieste precise. Il tutto serviva agli attori per costruire storie o creare atmosfere dalle tinte diverse. Esercizi di stile: sulla falsariga di Queneau, partendo dall’improvvisazione di Gela, gli attori intrigando con il pubblico hanno declinato la storia in diversi stili tra cui: opera lirica, radiofonica, soap sudamericana; dalla A alla Z e ritorno. Gli attori improvvisano con una difficoltà imposta: potranno parlare solo utilizzando le lettere in ordine alfabetico, dalla A alla Z e ritorno. Sul palco presentato da Cesare Zizza affiancato da Francesca Finotti, con gli attori Giovanni Polgatti, Elisa Mandirola, Franca Bottaro, Luca Giordana, Chiara Vitti. Si trovano anche su facebook come gruppo improvvisamente. "Buone le prime", perché le repliche, in uno spettacolo di improvvisazione, non possono esistere.


Autore : Lorenzo Raniolo

» Altri articoli di Lorenzo Raniolo
In Edicola
Newsletter
Registrati alla Newsletter Gratuita del Corriere di Gela per ricevere le ultime notizie direttamente sul vostro indirizzo di posta elettronica.

La mia Email è
 
Iscrivimi
cancellami
Cerca
Cerca le notizie nel nostro archivio.

Cerca  
 
 
Informa un Amico Informa un Amico
Stampa la Notizia Stampa la Notizia
Commenta la Notizia Commenta la Notizia
 
㯰yright 2003 - 2026 Corriere di Gela. Tutti i diritti riservati. Powered by venturagiuseppe.it
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120