notizia del 18/12/2011 messa in rete alle 12:14:47

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Riflessioni sul convegno dei Commercialisti su terzo settore enti no-profit e impresa sociale
Si è svolto la settimana scorsa, nella Sala Multiusi di Macchitella, un convegno organizzato dall’Ordine dei Commercialisti di Gela, valido ai fini della formazione professionale continua.
L’evento, patrocinato dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti, ha visto la presenza di numerosi relatori, alcuni dei quali componenti la Commissionale nazionale di studi sugli enti non-profit.
Il presidente dell’Ordine di Gela Giuseppe Nicoletti ha introdotto i lavori soffermandosi sull’attualità delle problematiche di gestione, giuridiche e fiscali degli enti non-profit.
In particolare a Gela la realtà economico sociale è caratterizzata dalla presenza di numerose associazioni onlus che operano nel privato-sociale, contribuendo a garantire lo sviluppo delle comunità in cui operano.
Lo Stato sostiene a tal fine gli enti non-profit anche con agevolazioni fiscali anche nei confronti dei soggetti che li aiutano con erogazioni finanziarie.
Gli intervenuti hanno posto i riflettori sul continuo sviluppo del terzo settore che oggi genera il 6% del Pil e solo nelle cooperative sociali il valore della produzione ammonta a 6.800 milioni di euro. Le persone che prestano servizi di volontariato sono circa 4 milioni e gli utenti per circa 8 milioni, mentre gli occupati nei diversi enti non-profit sono circa 1 milione tra personale dipendente e collaboratori.
Lo Stato continua a prestare molta attenzione al Terzo Settore ed agli Enti non-profit anche con innovazioni legislative come il disegno di Legge del 31 marzo 2011, su proposta del Ministro della Giustizia e del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che delega il Governo a riformare il Titolo II° del Libro I° del Codice Civile in materia di disciplina delle Fondazioni, delle associazioni e dei comitati. Tra i punti qualificanti del disegno di legge c’è la semplificazione del procedimento di riconoscimento delle persone giuridiche; rafforzamento dei diritti degli associati e delle competenze dell’Assemblea; una maggiore responsabilizzazione degli amministratori e degli Organi di Controllo; l’estensione alle associazioni di maggiore rilevanza economica dei sistemi di Controllo previsti per le società di capitali e una nuova disciplina del fondo comune e del regime di responsabilità e infine la possibilità di Associazioni e Fondazioni di svolgere attività commerciali con ritorno economico da destinare al raggiungimento degli obiettivi sociali.
Nell’intervento dell’assessore ai servizi sociali del Comune di Gela dott. Fortunato Ferracane è stato messo in risalto il cambio di rotta nella politica locale dei servizi sociali rispetto al passato con l’esigenza di responsabilizzare le organizzazioni locali al fine di elevare il livello qualitativo dei servizi svolti nei confronti dei beneficiari e razionalizzare la spesa con conseguenti economie dell’intervento pubblico anche grazie ad un sistema di concorrenza di mercato tra associazioni che in questo modo sono spinte a meglio organizzarsi anche sotto il profilo gestionale.
Questo processo di crescita mette in primo piano l’esigenza per tali organizzazioni di avvalersi dei commercilalisti sia nella fase organizzativa iniziale e di gestione ed anche nella rendicontazione delle somme ricevute seguendo regole precise.
I relatori hanno inoltre evidenziato come le erogazioni liberali siano fondamentali per la vita di questa tipologia di enti che perseguono finalità di tipo non lucrativo ed alla fine il risparmio fiscale dei donanti è del 19% dell’erogazione liberale in caso di detrazione dal reddito imponibile dichiarato dal donante. Alcune erogazioni sono integralmente deducibili dal reddito del donante nel caso di liberalità alle Onlus iscritte nel registro nazionale o ad associazioni aventi lo scopo della valorizzazione dei beni di interesse storico, artistico e paesaggistico, nonché quelle aventi lo scopo della ricerca scientifica.
Nel territorio di Gela hanno una significativa diffusione le onlus con finalità solidaristiche ( tra cui le organizzazioni di volontariato e le cooperative sociali), costituite in associazioni, comitati, società cooperative ed è a tale realtà che è rivolta l’attenzione dei commercialisti che nel sempre più complesso scenario normativo svolgono un ruolo fondamentale per la corretta applicazione delle norme di settore, contabili e fiscali.
Tra i più importanti obblighi li associazioni debbono redigere il rendiconto che dev’essere approvato dall’assemblea ogni anno e le organizzazioni di volontariato debbono redigere il bilancio ogni anno. Più severe sono invece le norme per le cooperative sociali che sono soggette alla disciplina di bilancio delle società per azioni e per le onlus per le quali è richiesta la tenuta di una contabilità generale e sistematica che consenta di redigere annualmente il bilancio dell’azienda, da cui risultino la situazione patrimoniale, economica e finanziaria, dell’azienda stessa, distinguendo le attività istituzionali da quelle direttamente connesse.
Particolare attenzione è stata posta dai relatori sulle erogazioni liberali a favore degli enti non aventi scopo di lucro, come ad esempio il 5 per mille che possono impiegare e spendere successivamente al loro ricevimento ed entro un anno. Entro l’anno dalla ricezione delle somme gli enti devono redigere un rendiconto, accompagnato da una relazione illustrativa, che descriva come sono state spese le somme percepite.
Per evitare che a seguito dei controlli dei ministeri competenti gli enti siano costretti a restituire le somme ricevute per un uso improprio delle stesse, con rivalutazione monetaria ed interessi legali, è stato posto l’accento sulla importanza di una corretta gestione dell’attività ed una rendicontazione che non può non prevedere l’intervento del commercialista.
Autore : Redazione Corriere
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