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Corriere di Gela | L’Aapit investe sul turismo religioso
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notizia del 01/04/2005 messa in rete alle 01:21:45
L’Aapit investe sul turismo religioso

In occasione delle festività pasquali abbiamo chiesto al presidente della Provincia Filippo Collura quali tipi di interventi ha operato la Provincia in favore delle Comunità per incrementare il turismo e per sapere cosa pensasse del sentimento religioso delle nostre collettività. Il suo discorso ha spaziato dai piccoli comuni della nostra provincia mettendo in evidenza come ci siano molte somiglianze nel modo di pregare e di sentire le solennità religiose tra noi e altre culture.
– Presidente attualmente che tipo di iniziative sta assumendo la Provincia in occasione della settimana santa legata alla Pasqua?
«Quest’anno stiamo realizzando in maniera completa quello che era un itinerario iniziato gli anni precedenti con l’Aapit di cui sono attualmente il commissario straordinario. Abbiamo iniziato una politica che è quella di puntare a spendere tutto il budget di spesa in promozioni ed incremento di iniziative che portano turismo nel nostro territorio. Ormai abbiamo messo da parte la realizzazione di festicciole, rappresentazioni teatrali, calendari che prevedessero cantanti di grido, in quanto ci siamo accorti che ciò portava solo ad una mera competizione e concorrenza con i comuni e le pro loco. Noi sosteniamo piccoli comuni e le pro loco per iniziative di piccole dimensioni ed interveniamo direttamente in eventi che determinano promozione turistica. Il che ci consente di spostare delle somme da un settore all’altro come stiamo facendo ora puntando sulla Settimana Santa in provincia di Caltanissetta. Con questa operazione andiamo a recuperare quelle che sono le tradizioni popolari della nostra terra, cioè i canti che si sviluppano nella settimana santa e tutto ciò che si accompagna al folklore e alla tradizione popolare religiosa. Ciò determina movimenti turistici di grandi dimensioni e flusso di denaro consistente ove si pensa che c’è il pienone degli alberghi per più di una settimana».
– Cosa c’è di caratteristico nella manifestazione della settimana santa a Caltanissetta città?
«Suggestiva è la processione della "Real Maestranza" che si svolge il Mercoldì Santo. Eredi della antiche Corporazioni della città, in quattrocento, in abito nero, sfilano per le vie cittadine. Gli appartenenti alle corporazioni artigianali eleggono ogni anno il Capitano della Maestranza. Guidati da quest'ultimo, che veste un tradizionale abito settecentesco e accompagnati da una marcia funebre, in corteo si recano in Cattedrale a venerare il Santissimo».
– Siete intervenuti per la settimana santa anche per altri comuni? E che somme avete erogate complessivamente?
“Si oltre a Caltanissetta abbiamo erogato dei contributi a Niscemi, Delia, Riesi, Butera, Sutera ossia a tutti quei comuni della zona del Vallone che ne hanno fatto richiesta per la settimana santa. A Niscemi il contributo è andato alla parrocchia della Chiesa del Purgatorio. Abbiamo erogato complessivamente 110 mila euro. Ciò fa sì che ci sia un flusso turistico»
– Come interpreta ed interviene oggi la provincia e cosa pensa il presidente di questi riti tradizionali e del sentimento religioso della nostra gente?
«Ciascuno vive il sentimento religioso secondo una dimensione personale. C’è il popolo che sviluppa questo sentimento attraverso atti, gesti e riti che a volte gente di cultura avanzata definisce riti pagani. Si tratta sempre di una dimensione umana che è quella dell’al di là che ciascuno vive a livello personale che non penso debba criticarsi».
– Lei ha viaggiato molto ed ha incontrato gente di culture diverse. Ha trovato i qualche posto delle tradizioni e dei modi di pensare e di vivere le feste religiose come accade dalle nostre parti?
«Recentemente sono stato in Giappone dove ho visitato dei cimiteri. Le tombe sono di-verse dalle nostre però nel sentimento e nel ricordo che si vuole lasciare nel defunto ci sono molte affinità. Come affinità ho riscontrato nella preghiera quando la gente si inginocchia per fare le orazioni. Si tratta di una orazione che si traduce in una richiesta non per se stessi, ma per gli altri. Noi chiediamo sempre di preservarci dal male, di aiutarci nei pericoli ecc. Sia nella civiltà occidentale che orientale esiste un ceppo comune ossia nella credenza di un Dio e mi voglio riferire alle religioni monoteiste».


Autore : Redazione Corriere
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