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Corriere di Gela | Lettera aperta al sindaco Fasulo
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notizia del 18/12/2011 messa in rete alle 12:10:40
Lettera aperta al sindaco Fasulo

Egregio Sig. Sindaco,

mi permetto di sottrarre qualche minuto all’impegno che generosamente dedica al governo della città, alla professione e alla famiglia. Per un suggerimento che da semplice cittadino mi permetto di darle pubblicamente dal momento che – stranamente, per la verità! – la possibilità di partecipazione alla vita pubblica si è di fatto ridotta. Tranne che non si riesca ad utilizzare un qualche “attore politico non formale”, come sto cercando di fare in questo momento approfittando della generosità del direttore del Corriere di Gela. Ecco il suggerimento! Lavori per trasformare Gela in città globale! Non è una provocazione. Né una follia. Valuti lei, tuttavia! Io mi permetto di motivare seppur brevemente il suggerimento sempre che lei non abbia deciso di cestinare la lettera, (cosa della quale – glielo giuro – non mi offenderei affatto).

Gela, esattamente come tutte le città del mondo, sta subendo lo spostamento a livello sovranazionale dei flussi non soltanto finanziari e le ripercussioni negative delle misure che il mercato globale, servendosi del “braccio” nazionale, sta imponendo per affrontare la crisi che il mondo intero sta attraversando. Credo siano evidenti gli effetti non solo finanziari delle varie manovre apparentemente nazionali. I processi di globalizzazione, infatti, si ripercuotono sugli assetti dell’industria manifatturiera che già da tempo, in verità, paga lo scotto alla nuova divisione internazionale del lavoro e alla cosiddetta razionalizzazione degli assetti produttivi. Sono vissuti anche in termini di processi di globalizzazione ideologica a culturale. Cose che in loco sono state sperimentate sia in negativo (dimensionamento consistente dei livelli occupazionali e disimpegni vari dell’Eni nel territorio; deregulation in materia urbanistica e diffusione della cultura dell’abuso), sia – soprattutto in questi ultimi anni – in positivo sempre che si abbia la voglia di volgere lo sguardo glocale alla città globale. Nella quale convivono, ma sommerse nel sottosuolo, risorse, non necessariamente residuali, di “cultura analogica” e risorse, non adeguatamente valorizzate, di “cultura digitale”. Per questo mi permetto di suggerirle l’ambizioso progetto di fare di Gela una città globale che abbia la consapevolezza di essere tale e i titoli per svolgere appieno il suo ruolo. In tale contesto acquista un significato preciso la mia recentissima proposta di istituzionalizzare un “Forum della formazione, dell’istruzione e dell’educazione permanente”.

Ho sentito il mio cuore palpitare quando ho letto del convegno svoltosi la settimana scorsa a Catania, dove l’attuale ministro degli Esteri italiano ha relazionato a rappresentanti di ben 21 Paesi dell’area ai fini della creazione di una Megaregione del Mediterraneo in considerazione del ruolo strategico della Sicilia. Contemporaneamente ho provato una forma di fibrillazione leggendo il resoconto dell’intervento del prof. Salvo Andò, rettore della Kore di Enna, che al congresso dei socialisti gelesi il giorno 8 dicembre ha messo in bella evidenza la posizione strategica di Gela, dirimpettaia dei Paesi nordafricani che stanno vivendo la loro primavera e, quindi secondo me, città privilegiata nell’attivazione di un discorso di accordi bilaterali forieri di reciproci sviluppi.

Come avrà ben intuito, egregio sig. Sindaco, l’istituzione del “Forum” non dovrebbe riguardare solo i processi di ibridazione di alfabeti culturali analogici e digitali. Certo, anche quelli! Urge, secondo me, uscire dalle emergenze varie. Ce ne sono tante e rischiano di fare annegare il Sindaco. Devono essere affrontati. Per questo lei dispone di una squadra di governo della città! Sennonché è altrettanto urgente dare slancio all’intero corpo della città perché acquisti fiducia nel futuro. Gli antichi inventarono auctoritates e magistri per diffondere soprattutto tra i giovani (e i bambini) la speranza nel futuro. Oggi, forse, non è più tempo né di auctoritates né di magistri! Le città, proprio perché il luogo pare stia perdendo intensità e densità, sembrano condannate all’evaporazione. La deterritorializzazione dello stato e i processi di denazionalizzazione in corso, e evidentissimi, – nonostante le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità nazionale! – impongono una riconcettualizzazione degli spazi locali dove soprattutto i più giovani non usino le nuove tecnologie per sfuggire, boicottandola, alla diffusissima inconscia paura del futuro. Le nuove tecnologie della comunicazione, infatti, grazie anche all’apporto di iniziative efficaci volte alla colmatura del digital divide, potranno dare il loro indispensabile apporto a trasformare la città da pura superficie piatta in cui si svolgono più o meno lecitamente – meglio se nella legalità!- attività di produzione e di commercio, in luogo significativo in cui si vivono in modo aperto e gioioso relazioni nuove di natura sociale e politica.

Sono convinto che la città di Gela dispone non solo della posizione geografica strategica per assurgere a città globale. Ha risorse che si sono formate nel complicatissimo bosco che ha visto convivere anche in modo confuso e pure violento esigenze diverse in un arco temporale brevissimo. Lei è persona equilibratissima ed ha i titoli per fare emergere a sintesi quanto di buono ha difficoltà ad esprimersi nonostante le buone volontà. Spero che abbia anche lei la voglia di vedere una nuova nascita che è sempre la rinascita di ciò che abbiamo nella mente, se è vero come è vero che non sempre ereditiamo dal passato! Talvolta, infatti, forse molto di più di quanto noi stessi riusciamo ad immaginare, ereditiamo dal futuro. Quello di cui oggi si ha tanta paura e che dobbiamo, invece, cominciare ad amare adoperandoci perché i giovani lo amino. Con questo spirito, mentre la ringrazio per il tempo che mi ha donato, le faccio i più cordiali auguri di un ottimo Natale e di un anno di prosperità per lei e per l’intera comunità cittadina.


Autore : Luciano Vullo

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