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notizia del 02/03/2008 messa in rete alle 11:23:39
Niente case popolari ai pedofili, ma in base a quale legge?
Sin dall’inizio abbiamo sostenuto che ad un errore storico non si dovesse rimediare, trent’anni dopo, con un altro errore. Il primo, negli anni ‘70, era stato quello di localizzare case popolari in una zona prestigiosissima, a bordo mare. In qualunque città del mondo, anche nei paesi dove impera l’ignoranza assoluta, non si sprecano aree così pregiate per l’edilizia popolare. Vi si costruiscono alberghi, piscine, palacongressi. L’errore, il primo, lo commisero i nostri poco lungimiranti amministratori. Ma quando trent’anni dopo si è posto il problema di recuperare quegli scheletri, resi tali per il fallimento dell’allora impresa costruttrice, forse sarebbe stato meglio rifletterci un po’ sopra e considerare l’opportunità (e la convenienza) di demolirli, spendendo forse gli stessi soldi che per recuperarli. E invece, errore sopra errore. Ed è grave che a commetterlo siano stati gli attuali amministratori (del Comune e dell’Iacp) che, per evoluzione generazionale, avrebbero dovuto pensarla meglio dei rispettivi predecessori.
Come si può parlare di decollo del turismo, attraverso cui affrancarsi dalla dipendenza dell’industria che inquina, quando anche chi ci governa oggi la pensa come e forse peggio dei loro predecessori di trent’anni fa?
La consegna degli alloggi è stata, come spesso accade anche per un nonnulla, spettacolarizzata al massimo. “Niente alloggi a chi ha commesso reati”, addirittura anche di pedofilia. Ma dove sta scritto che le case popolari si assegnano per buona condotta? Tali restrizioni sono contro legge e difatti non sono riportati nell’apposito bando. E allora è pura demagogia intrisa di mistificazione.
Gli alloggi popolari si assegnano in base alle condizioni di effettivo bisogno. Giusto punire chi ricorre a false e mendaci dichiarazioni (reddito, carico familiare, sfratti inesistenti, ecc.), come è giusto che il pedofilo o il delinquente vada in carcere, ma nessuna legge vieta, una volta pagato il debito con la giustizia, che un cittadino, avendone i requisiti, possa aspirare ad una casa popolare. Capiamo che in piena campagna elettorale, qualsiasi farfalla può fare rumore, ma un minimo di buon senso, anche per non offendere l’intelligenza dei cittadini, non guasterebbe.
Autore : Redazione Corriere
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