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Corriere di Gela | Franco Cauchi da Gela assessore romagnolo
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notizia del 28/08/2006 messa in rete alle 11:19:59

Franco Cauchi da Gela assessore romagnolo

Ha lasciato Gela circa 30 anni fa. Politico battagliero, aveva militato in “Lotta continua” a cavallo degli anni 60/70 ai tempi del compianto Ciuzzo Abela, in un momento in cui a Gela la politica e l’assetto burocratico-amministrativo veniva messo in discussione e contestato da movimenti politici di estrema sinistra ed extraparlamentari che trovavano ispirazione e collegamenti in tutta l’Isola e con il nord Italia. Il suo modo di contestare – ci confida mentre prendiamo un the freddo con granita al Piccadilly – ha finito col dare fastidio a parecchia gente per le verità che venivano denunciate pubblicamente sia attraverso la stampa che con i comizi. Se prima c’era un seguito con masse che seguivano questo tipo di percorso politico, ad un certo punto l’anello della catena si spezza lasciando solo l’avanguardia, cioè lui. E’ il periodo in cui va ad Ariccia conosce la sua attuale moglie che riesce a toglierlo dal “pasticcio gelese” ed approda alla Cgil in Romagna dove fa attività sindacale a tempo pieno e poi persino l’amministratore in un paesino rosso. Parliamo del nostro conterraneo Franco Cauchi (nella foto), 51 anni ben portati, una barba grigia appena pronunciata, un accento continentale che di tanto in tanto tradisce la sua origine gelese. A Gela aveva già acquisito una preparazione politico-sindacale non indifferente che gli è servita tanto per potersi ambientare in un luogo dove le problematiche sono completamente diverse.
– Qual è, Franco, la differenza nel sociale e nel politico tra la gente romagnola e quella siciliana e in particolar modo gelese?
“Carattere ed accoglienza di quel popolo non si discosta dal nostro. La differenza la noti sul piano politico dove la gente è molto più preparata e più propensa all’aggregazione ed alla partecipazione alla vita politica. Voglio dire anche che riesce a svolgere molto bene un ruolo di controllo e di stimolo verso i politici e gli amministratori. La chiave di lettura è che esiste una sintonia e oserei dire collaborazione autonoma tra controllori e controllati. Quando mi sono immesso in quell’ambiente mi sono detto che finalmente avevo trovato ciò che cercavo e che nel sud non ero riuscito e vedere realizzato”.
– Libertà economica e libertà d’impresa senza condizionamenti di vario tipo, sono una costante in Romagna? E sul versante sicurezza si è agli antipodi rispetto a Gela?
“Sul versante cooperazione c’è un abisso a livello organizzativo e sui risultati finali. Intanto una perfetta organizzazione del lavoro, senza rendite parassitarie. Ciò che costituisce sovrappiù viene reinvestito parte devolvendolo nel sociale e parte nella creazione di nuovi posti di lavoro. In Romagna sono tantissime le cooperative agricole che aderiscono alla Lega delle cooperative, ma anche quelle che si occupano di ortofrutta nel campo della trasformazione e della collocazione dei prodotti nei mercati. Nonostante la crisi del settore, l’attività economica è ancora florida. Il punto fondamentale è anche che non esiste lavoro nero che lo si riscontra in percentuale irrisoria nel periodo estivo nel settore alberghiero. Ma anche qui c’è la tendenza, per via dei numerosi controlli a livello di ispettorato del lavoro e della guardia di finanza, a sbarazzarsi di questo margine di attività anomala”.
– Dove vivi e che attività svolgi?
“Vivo a Gambettola, un paesino della provincia di Forlì-Cesena, sono segretario di Rifondazione comunista e lo scorso anno il sindaco mi ha dato un incarico politico di controllo dei lavori pubblici, equiparato all’assessorato. Sono stato nominato da esterno non essendomi candidato. L’attività la svolgo prettamente nel sindacato ed al tempo stesso faccio l’assessore. Naturalmente ora per via dell’incompatibilità sono fuori dal sindacato. A settembre andrò a dirigere una holding municipalizzata. Avrò anche qui un ruolo di controllo politico con i riscontri sul percorso programmatico”.
– Che tipo di metodo si è dato il sindaco nella conduzione della cosa pubblica? Come funziona la giunta di cui fai parte?
“Ci siamo dati un metodo molto semplice ed incisivo. La giunta si riunisce tutte le settimane effettuando costantemente delle verifiche a livello di coalizione di partito ogni tre mesi. Ogni volta che c’è da discutere il bilancio partecipativo, indiciamo un’assemblea aperta a tutti i cittadini ai quali chiediamo quali esigenze ci sono. Quando i fondi per realizzare un’opera non ci sono otteniamo spesso che ci sia la partecipazione alla creazione di un fondo con offerte di fondi da parte dei cittadini. Tutto viene rendicontato, si progetta e si passa alla realizzazione. I cittadini hanno potuto sempre constatare che le opere sono state sempre realizzate e quindi quando la giunta chiede la partecipazione alle spese, i cittadini rispondo. Sia la regione che la provincia intervengono ma spesso l’esiguità dei fondi ci porta a chiedere qualche sacrificio di pochi euro ai cittadini che sempre rispondono”.
– Qual è l’attività prevalente a Gambettola?
“L’agricoltura e in particolar modo la produzione di pesche. Il sistema è quello delle cooperative che ha dato e continua a dare ottimi risultati. Il prodotto finale viene commercializzato in Romagna ma soprattutto nei mercati del nord Europa. Gambettola infine è famosa perché è stata definita la città dei rottamai e degli straccivendoli. C’è persino un monumento dedicato agli straccivendoli. In questa cittadina di dodicimila abitanti, il ferro vecchio viene raccolto e quindi riciclato”.
– Pur vivendo altrove, segui la politica gelese?
“La seguo tramite la rassegna stampa, e poi sono spesso in contatto con Saro Crocetta dal quale ottengo di prima mano tutte le notizie politiche di Gela. Siamo amici di vecchia data. Lo abbiamo avuto come ospite alla festa di “Liberazione” a Cesena dove ha avuto un successo “olliwoodiano”. – Ritorneresti a Gela per fare politica?
“Ritornerei, però bisognerebbe vedere cosa ne pensa mia moglie, che è di Cesena”.


Autore : Redazione Corriere
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