 |
notizia del 12/04/2012 messa in rete alle 11:17:11
Giornalismo selvaggio
In un articolo di questa rubrica che abbiamo dedicato alla festa delle donne, ci siamo complimentati con il variegato panorama giornalistico locale dove la presenza femminile abbonda, altro che quote rosa. Stavolta, però, torniamo a parlare di giornalismo locale a causa di una tendenza che ha preso sempre più piede e che un po' ci preoccupa. Plaudiamo alla nuova iniziativa a carattere regionale (“Corriere di Sicilia”), che con le sue due pagine su Gela si assomma a quelle di altri storici quotidiani (“La Sicilia” e “Giornale di Sicilia”). Un'attenzione su questa città che fa onore alla stessa. A ciò si aggiungono, in quanto a carta stampata, ben 4 periodici (“Corriere di Gela”, “Vision”, “Osservatore Cristiano” e “Tensivamente”), più 2 testate giornalistiche televisive (“Tg 10” e “M2”) ed una radiofonica (“Gela Express”). Recente anche l'approdo sul web con ben 3 testate registrate (“Giornale di Gela”, “Quotidiano di Gela” e “Visione di Oggi”). Tante testate giornalistiche significa pluralità dell'informazione? Si e no. Si nel caso dei periodici, no nel caso dei quotidiani. Ciò che distingue, infatti, le testate giornalistiche è la linea editoriale, il taglio che si vuole dare al prodotto. Se una differenza ancora esiste, per un minimo di pluralità, è tra i periodici, i cui targets scelti sono diversi e dove lo stesso giornalista, a cui si concede lo spazio dell'approfondimento, non sconfessa le linee editoriali.
Tale differenza non la scorgiamo più tra le news quotidiane, sia in versione stampa che in versione on line e sia nel formato dei tg. Più testate significa più redazioni e quindi maggiori possibilità di cimentarsi nella professione per chi ne ha voglia e passione. Ma se poi vai a leggere chi firma i pezzi, magari la stessa firma, su un altro pezzo, la ritrovi in altre testate di quotidiani. Si salta da una redazione all'altra, come le scimmie saltano da un albero all'altro, ma anziché trovare banane, rimangono solo le bucce e si scivola in un giornalismo selvaggio che sforna un prodotto il più delle volte piatto. Il punto non è l'esercizio abusivo o meno della professione, ma l'abuso che se ne fa. Un allievo che sulla stessa materia ha più maestri non impara. Danno tutti le stesse notizie, a volte i titoli sono quasi gli stessi, somigliandosi così tanto. Oramai la corsa è chi arriva prima a dare la notizia. Come e perché darla, poco importa. Invece, un po' di autocensura al riguardo, prima che sia troppo tardi, farebbe bene alle edicole ed ai lettori, anche quelli occasionali al bar o in internet: il fatto che si legga gratuitamente, non giustifica scrivere di tutto o di più altrettanto gratuitamente.
Autore : Clark Kent
» Altri articoli di Clark Kent
|
|
 |
In Edicola |
|
|
Cerca |
| Cerca le notizie nel nostro archivio. |

|
|
| |
|