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Corriere di Gela | Il 2700° delle polemiche
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notizia del 12/04/2012 messa in rete alle 11:15:05

Il 2700° delle polemiche

Presentato sabato scorso a Palazzo Ducale il logo delle manifestazioni dei 2700 anni dalla fondazione di Gela. Ha vinto Elisa Schillaci (nella foto), trattenuta a Roma per motivi di lavoro. A ritirare il premio, il padre prof. Paolo Schillaci. Al bando avevano partecipato 22 concorrenti. Alla cerimonia erano presenti il sindaco Fasulo, l’assessore Ventura ed alcuni componenti della Commissione selezionatrice, Giovanna Cassarà e Guido Siragusa consiglieri comunali, Nuccio Mulè ed Alfonso Parisi. Assenti tutti gli altri (Vincenzo Castellana, Vito Formoso, Salvatore Gueli, Giorgio Romano, Luciano Vullo). Sulle pareti di Palazzo ducale sfoggiavano tutti i loghi che hanno partecipato alla competizione. A margine della conferenza stampa di presentazione, quando l’assessore ha invitato i partecipanti ad esprimersi sull’evento si è registrata una forte polemica da parte del concorrente secondo classificato, Andrea Tandurella (E-Solution), che ha detto a chiare lettere di non essere d’accordo sulle scelte della commissione e ne ha fornito le spiegazioni. Ha chiesto infine che venissero lette le motivazioni a base della scelta del logo di Elisa Schillaci, che ha fortemente criticato in quanto a suo giudizio riproduce un’effige, quella della Gorgone, che non c'entra con Gela e con la sua storia millenaria. Poi ha aggiunto che essa rappresenterebbe un simbolo di “morte” che non si intona sicuramente con la manifestazione dei 2700 anni che devono essere una esaltazione della vita. Pronta la risposta del prof. Nuccio Mulè dell’Archeoclub di Gela, che ha accontentato il giovane leggendo le motivazioni tecnico-storiche ed artistiche che hanno indotto la Commissione a fare quella scelta. Ma ha anche aggiunto di suo una sottolineatura: l’immediatezza dell’ immagine che con tre tratti evidenzia il nome di Gela, il periodo storico ed un volto a metà (quello della Gorgone), sembianza e simbolo della nostra ultramillenaria storia.

Infine il prof. Mulè è voluto entrare nel merito del contenuto grafico del secondo logo, ritenuto anch’esso meritevole, però ha parlato di un piccolo neo: la scritta in latino “ab urbe condita” stona con la grecità di Gela e porta fuori strada. Per Giovanna Cassarà c’è stata unanimità di vedute e nessuna divergenza da parte della Commissione se si tiene conto che all’ unanimità sono stati scelti i tre loghi. Lei ha accettato con grande entusiasmo. “Da parte mia, credo fermamente in questa manifestazione – ha aggiunto l’ex assessore – e darò il mio massimo impegno. Non sono un esperto di design, né un architetto, né uno storico, ma sono una rappresentante del popolo e ne esprimo il gusto anche se potrà apparire infelice. Voglio solo dire che bisogna sempre rispettare sempre l’altro, confrontarsi democraticamente e se alla fine di una votazione sei perdente devi accettare il risultato. E infine un po’ di umiltà non guasta quando si deve lavorare insieme. Al bando ogni individualismo se questa città deve crescere”.

Ci sarebbero state varie critiche sulla composizione della Commissione, ma l’assessore Ventura risponde che non è vero e che l’amministrazione ha pensato di arricchirla di gente qualificata ed esperta. “Devo aggiungere – continua l’assessore – che tutti i partecipanti mi hanno proposto la realizzazione di un “book” su cui riprodurre e pubblicizzare tutti i loghi, manifestando l’auspicio, in prosieguo di tempo, di essere invitati a partecipare alle prossime scelte che la Commissione sarà chiamata a fare. Per noi è motivo di orgoglio e sicuramente nulla osta che persone così competenti e qualificate diano il loro contributo fattivo ad una migliore riuscita delle celebrazioni. Adesso ci attende un grande lavoro di selezione se si pensa che ci sono pervenuti da tutta Italia circa quattrocento progetti legati agli altri due bandi sulle manifestazioni”.

Anche Guido Siragusa, escludendo la sua persona, ritiene che nella Commissione c’è gente qualificatissima e titolata ad esprimere giudizi. “Ci siamo mossi – ha detto – all’interno di regole ben precise. Però attenzione la commissione non ha stabilito il bello oggettivo perché questo non esiste. Ha solo detto: questo mi piace e questo mi piace meno, naturalmente assumendosi la responsabilità della scelta che è sempre un fatto soggettivo. Riguardo alle critiche voglio solo aggiungere che un bagno di umiltà da parte di qualcuno, non guasterebbe”. L’architetto Emanuele Tuccio, dirigente del settore lavori pubblici era stato invitato a far parte della giuria, ma aveva declinato l’invito. Ci è sembrato quantomeno strano che un professionista della sua levatura con una consolidata esperienza nel settore del design e dell’arte in genere, abbia potuto rispondere picche all’amministrazione. Gli abbiamo chiesto il perché di questa sua scelta ed anche di dirci cosa ne pensasse delle celebrazioni sui 2700 anni della fondazione di Gela, ma Tuccio ha preferito non fare alcun commento.

All’indomani dell’ufficializzazione del vincitore del concorso, il colpo di scena: una notizia di stampa annunciava che l’architetto Enzo Castellana si era dimesso da membro della commissione. per “scarsa compatibilità intellettuale con alcuni membri della giuria”. “Alcuni membri della giuria – ha detto Castellana – si sono arroccati su una posizione squisitamente di tipo storicista e non proiettato alla qualità del marchio. Un marchio può partire da alcuni aspetti storici ma li può declinare anche in altre modalità. Questo mio discorso non è stato condiviso e mi sono sentito in estrema minoranza perché su nove giurati ero solo io l’esperto di comunicazione visiva. La mia posizione è stata condivisa da quattro membri della giuria contro i cinque che hanno determinato la vincita della Schillaci”. Il sindaco Fasulo da noi interpellato ci ha detto che aveva letto qualcosa in proposito.

“Ho grande stima nei confronti dell’architetto Castellana – ha commentato – così come nei confronti degli altri componenti della commissione. Questa era ed è un’occasione per dare un aiuto alla città. Facciamo vincere una logica che sembra quella dell’individualismo e dell’incapacità di lavorare insieme. Abbiamo bisogno di tutte le intelligenze e quindi questa mi sembra una scelta sbagliata. Ribadisco che mi sembra alquanto strano parlare di incompatibilità dopo la votazione. Semmai incompatibilità doveva esserci prima della votazione. Ognuno porta l’esperienza e la competenza che ha. Rispetto la sua decisione ma non la condivido”. E’ vero che ci sarebbero spinte esterne nei confronti della commissione che ne determinerebbero qualche fibrillazione? “Se devo essere sincero – ci ha risposto Fasulo – credo che il lavoro della commissione sia messo a rischio per via di forti pressioni ed individualismi. Non bisogna criticare il lavoro degli altri. Chi ha qualcosa da dare la dia, altrimenti non ama questa città ma solo se stesso”.

Possibile che un professionista valido come lei – gli abbiamo chiesto – non sia riuscito a trovare un punto d’incontro nonostante il tentativo di mediazione – mi dicono – dell’assessore Ventura?

“Ho cercato tantissimo di aggiustare il mio giudizio – ha replicato – cercando un compromesso e proponendo che i primi tre concorrenti fossero messi attorno ad un tavolo per quindici giorni per produrre un unico marchio. Cosa che non è stata accettata. Il plauso dell’amministrazione per me comunque rimane elevatissimo per avere condotto con un processo partecipato la scelta di un marchio”. Nessun ripensamento sulle sue dimissioni, però non ha escluso eventuali altri suoi coinvolgimenti nell’ambito delle celebrazioni dei 2700 anni dalla fondazione di Gela. Ci sia infine consentita una nota sulla vicenda che purtroppo non si discosta da tante altre accadute nel tempo e che sono state la vera piaga ed il suggello di una nostra mancata crescita. Legittima ogni critica ed ogni scelta che ciascuno fa. Riteniamo che un lavoro di squadra sia preferibile, come afferma il sindaco Fasulo, ad ogni forma di egocentrismo e personalismo. Sono stati sempre questi i nostri difetti. A che servono le nostre grandi potenzialità e le tante risorse intellettive di cui andiamo fieri, se vengono sprecate in nome di un individualismo o di una presunzione di essere il migliore? Crediamo che vada ricercata sempre e fortemente la condivisione delle idee e delle posizioni senza arroccamento alcuno. Ci auguriamo che questa grossa iniziativa prosegua in piena serenità e concordia e che non ci siano sorprese di azioni di killeraggio per boicottarla, rappresentando essa un grosso strumento di promozione e di crescita della nostra città. Qualche giorno dopo, Rocco Incardona, presidente del Comitato promotore per i festeggiamenti del 2700esimo anniversario della Fondazione della Città di Gela, in data 2 aprile 2012 ha rassegnato le proprie dimissioni «per motivi strettamente personali».

Nello Lombardo

Le motivazioni della Commissione


“Sulla base dell’avviso del Comune e su quella dei criteri concordati, la commissione ritiene di scegliere a maggioranza di voti come vincitrice la proposta del logo della busta n. 1 relativa alla concorrente Schillaci Elisa per le seguenti motivazioni.

Il logo riesce ad interpretare ed a rappresentare l'idea che ha caratterizzato la fondazione della città attraverso un'immagine a metà della Gorgone (un classico manufatto fittile d'epoca che si trova esposto nel Museo Archeologico di Gela) in posizione laterale ad una scritta strutturata in modo originale, continua e racchiusa in un contornato leggermente rettangolare; una scritta graficamente incisiva e con colore e sfondo adeguati, oltre la giusta significazione ed evidenziazione dell'evento. Il tutto presenta un' immediatezza comunicativa e una versatilità tale da poterlo utilizzare secondo le più diverse modalità confacenti alle caratteristiche comunicative e rappresentative delle prossime manifestazioni del Comune di Gela, legate all'evento della stessa fondazione”.

I ringraziamenti di Elisa Schillaci

Vorrei ringraziare tutta l’amministrazione Comunale e la commissione, in primo luogo per avere impiegato tempo e risorse per questo bando, per avermi fregiata di questa vittoria e per avere creduto nella mia proposta che ho sviluppato impegnando le mie più profonde competenze e capacità per presentare un logo che fosse all’altezza della celebrazione.

E’ davvero bello che ci sia stata una risposta creativa da parte di un gruppo di gelesi che hanno speso le loro energie nello sviluppo delle diverse proposte. Credo che nessuno, come i figli di un luogo, possa comunicare meglio lo spirito di una terra esprimendolo con la sua creatività e le sue capacità. Per questo il bando ha anche un significato simbolico, perché chiama a se la collettività nell’impegno per la crescita di una città e, per questo, è importante la risposta dei cittadini che in questo caso è stata viva, anche se non del tutto piena.

Per quanto mi riguarda ogni volta che si presenta l’occasione di partecipare attivamente ad iniziative riguardanti Gela, la mia città, faccio sempre in modo di impegnarmi e cogliere l’occasione anche se spesso, purtroppo, non ne ho il tempo o il modo. Già nel 2009 impegnai la mia tesi di Laurea in Architettura nel progetto di un museo per la Nave Greca ritrovata a Gela negli anni Ottanta, museo che chiamai MUNAAR. Anche in quell’occasione fui premiata contestualmente al Timone d’Argento 2010 con una targa di merito, ma il progetto era destinato a rimanere una chimera architettonica.

La vittoria del concorso per il Logo del 2700° Anniversario è qualcosa di diverso. Questa vittoria rappresenta per me la cristallizzazione del legame che ho con Gela materializzato in un Logo che verrà diffuso concretamente attraverso i media tradizionali e non, e che identificherà definitivamente l’anniversario della città attraverso un segno riconoscibile sia a livello locale che nazionale e, se la manifestazione avrà fortuna, speriamo che se ne parli anche all’estero. Il grande onore della vittoria per me deriva proprio da questo: aver fatto per Gela qualcosa di concreto e qualcosa che spero aiuterà la sua cittadinanza a riconoscersi ancor più con la sua storia e avvicinarsi a un futuro di benessere che deriva in primo luogo dalla creatività e dalla voglia di fare di tutti i componenti della sua comunità.

Spero che dalle mie parole si evinca la gioia che ho avuto nell’avere la notizia. La mia prima reazione è stata immediatamente di gioia esplosiva e subito dopo un pò malinconica per il fatto di non essere nel “topos”.

Mi è dispiaciuto non essere stata presente alla premiazione di sabato, ma come il polline la creatività è qualcosa che genera frutti solo se in movimento, e anche io ho dovuto migrare per contaminare e farmi contaminare. Forse è stata proprio la tensione ad un ritorno a casa ad alimentare quella scintilla che altrimenti sarebbe sparita lasciando solo una mera impressione, ma che invece è diventata “logos”.


Autore : Redazione Corriere
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