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Corriere di Gela | Operazione “Octopus”della Polizia, arresti domiciliari per sette piccoli imprenditori
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notizia del 24/09/2007 messa in rete alle 10:32:26

Operazione “Octopus”della Polizia, arresti domiciliari per sette piccoli imprenditori

Piccoli appalti, ma tanti. Almeno dodici, quanti ne hanno passati a setaccio la Polizia di Gela, che ha accertato l’accaparramento illecito di lavori per complessivi un milione di euro, in un solo anno o giù di lì. Da qui le manette per sette piccoli imprenditori, tutti gelesi, ai quali sono stati concessi gli arresti domiciliari, visto che il Gup del Tribunale di Gela, dott. Lirio Conti, nell’accogliere la richiesta di provvedimenti cautelari nei confronti degli imputati, non ha contestato loro il reato di cui all’art. 416 bis (associazione a delinquere di stampo mafioso, ma solo il 416 (reato minore). Per altre tre persone, tra cui una donna, Conti ha imposto l’obbligo di presentarsi alla Polizia giudiziaria. (nella foto da sopra e da sinistra: Salvatore Di Dio, Salvatore Capizzello, Francesco Agati, Giacomo R. Gerbino; sotto da sinistra Nunzio Capizzello, Lorenzo Iaglietti, Carmelo A. Messina)
L’operazione, denominata “Octopus” è scattata nella notte tra mercoledì e giovedì, ma l’inchiesta parte da lontano, esattamente dall’estate del 2003 e gli appalti presi in esame sono datati fino alla fine al mese di luglio dell’anno successivo. Il 2003 è stato l’anno di insediamento del sindaco Crocetta, che aveva appena vinto la sua battaglia al Tar contro il sindaco eletto nove mesi prima, il forzista Giovanni Scaglione. Crocetta, che oggi plaude all’operazione di magistratura e polizia, dopo qualche mese dal suo insediamento aveva denunciato pubblicamente che le offerte di molti appalti contenevano ribassi irrisori (intorno all’1%), mantenendo così una media bassa e blindata. Aveva contestato la legge regionale sugli appalti e ne chiedeva una revisione.
I particolari dell’operazione sono stati illustrati giovedì mattina, in una conferenza stampa svoltasi in Polizia, presenti il procuratore capo del Tribunale di Gela De Luca, il questore Marino, il dirigente del Commissariato Angelo Bellomo.
Il commissariato di pubblica sicurezza di Gela ha condotto complesse ed articolate indagini, da ultimo compendiate nella Cnr del 22 agosto 2005, circa il coinvolgimento di un nutrito numero di soggetti in attività finalizzate ad alterare lo svolgimento delle gare d’appalto bandite principalmente dal Comune di Gela ma anche da altri enti pubblici ed in particolare dalla provincia regionale di Caltanissetta e da quella di Ragusa.
Sulle risultanze di quest’attività i sostituti procuratori della repubblica presso il Tribunale di Gela, dott.ssa Cannatà e dott.ssa Di Marco avanzavano richiesta di idonee misure cautelari che erano recepite appieno nell’Ordinanza in materia di misure cautelari personali, emessa in data 18 u.s. dal Tribunale di Gela, Sezione Gip e Gup, dott. Lirio Conti, eseguita in data odierna alle prime luci dell’alba.
Le misure applicate sono quelle degli arresti domiciliari a carico di: Agati Francesco, 48 anni; Di Dio Salvatore, 67 anni; Capizzello Nunzio, 51 anni; Capizzello Salvatore, 55 anni; Gerbino Giacomo Rosario, 48 anni; Iaglietti Lorenzo, 64 anni; Messina Carmelo Antonio, 42 anni, tutti di Gela, e dell’obbligo di presentazione alla P. G. a carico di Ferrara Giuseppa, 43 anni; 2. Lattaferro Giuseppe, 35 anni; Giudici Giovanni, 24 anni, tutti di Gela.
Tutti risultano indagati in ordine ai reati previsti e puniti:
– dall’art. 416 c.p. perchè si associavano tra loro allo scopo di commettere più delitti di turbata libertà degli incanti di volta in volta banditi da enti pubblici ed in particolare dal Comune di Gela, dalla Provincia Regionale di Caltanissetta e dalla Provincia Regionale di Ragusa. Con partecipazione qualificata di Agati Francesco nella qualità di dirigente ed organizzatore, consistente nell’individuare le singole gare pubbliche cui concorrere e nel coordinare l’attività dei singoli associati necessaria per la partecipazione concordata alle medesime. In Gela, dal dicembre 2003 con permanenza attuale;
– dagli artt. 110, 81 e 353 c.p. perchè in concorso tra loro , mediante collusioni, turbavano il regolare svolgimento di dodici gare aventi ad oggetto lavori di costruzione, manutenzione ordinaria e straordinaria di impianti di pubblica illuminazione, rete idrica, strade, monumenti ed edifici pubblici, per le quali è calcolato un importo a base d’asta complessivo di circa 930 mila euro, collusioni consistite in accordi fraudolenti finalizzati ad alterare l’esito delle gare mediante la presentazione di offerte in ribasso percentuale con uno scarto di uno o due punti percentuali, offerte preventivamente concordate in modo da incidere sulla determinazione della media aritmetica delle offerte ammesse e quindi sull’esito delle gare. In Gela, in arco temporale anteriore e prossimo al 23.11.2003 e sino a data anteriore e prossima al 15.07.2004.
In sintesi, in virtù di attentissimo esame di copioso materiale documentale si è potuto accertare che una serie di piccoli e medi imprenditori di Gela si siano ripetutamente accordati, prima di numerose gare pubbliche, riguardanti per lo più i settori Manutenzione del Comune di Gela, dei LL.PP. e del settore Ecologia, stabilendo, con congruo anticipo, non solo i ribassi, ma anche chi fare partecipare alle singole gare e pertanto violando, in tal modo, le regole della libera iniziativa economica e della concorrenza. Si è avuto prova che il sistema organizzato dai soggetti in parola si è basato su un mutuo accordo tra due opposte “cordate”, ed in forza di accordi velati una sia riuscita a vincere una certa tipologia di gare, mentre l’altra abbia partecipato in maniera formale, presentando sempre documenti volutamente incompleti e/o recanti vizi di forma tali da comportare l’automatica esclusione dalla gara.
Tale sistema è stato portato alla luce anche grazie ai servizi d’intercettazione delle conversazioni telefoniche e tra presenti dei vari soggetti che, seppur con giri di parole e con modi alquanto cripti, si accordano per l’anticipata definizione delle varie gare.
A ciò va aggiunto quanto accertato dalle consulenze tecno-grafica ed informatica espletate, dalle quali è emerso che la grafia presente sulla documentazione presentata dagli indagati per la partecipazione a tutte le gare oggetto delle contestazioni è riferibile a soli quattro autori e che in alcuni supporti informatici oggetto di sequestro risultano essere stati cancellati o eliminati solo di recente.


Autore : Redazione Corriere
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