 |
notizia del 07/06/2004 messa in rete alle 10:10:07
Un anno fa la scomparsa di Salpietro
A un anno dalla morte, è ancora vivo il ricordo del preside (ed ex sindaco) Francesco Salpietro. Dedicò alla scuola energie, passione, attaccamento costante e la ricchezza del suo talento di dirigente scolastico. Come sindaco, amministrò saggiamente il Comune di Gela, in un periodo di conflittualità con l’Anic.
La sua scomparsa lasciò profondo rammarico negli alunni e nei professori, dai quali era apprezzato e negli amici. Era una persona d’altri tempi, modesta, sincera e fece della virtù il credo della sua vita.
Ricordo sempre, quando andò in pensione, il saluto di commiato ai professori del suo istituto “Ettore Romagnoli”, i quali erano ignari della sua decisione di lasciare la scuola; un commiato che meravigliò tutti.
Il preside Salpietro trascorse una vita intensa di lavoro, forse avara di soddisfazioni personali, ma sempre rischiarata dalla fede; una vita pulita (percossa anche da dolori struggenti) e ricca di umana nobiltà.
Ricordiamo che quando esercitò la funzione di sindaco democristiano di Gela, non volle intascare un soldo di stipendio, come gli antichi greci, nostri progenitori. E ancora, nell’immediato dopoguerra venne invitato, per la sua cultura e costanza operativa nei centri didattici nazionali a Roma. Salpietro rispose no, preferendo restare a Gela, vicino ai suoi allievi, ai suoi colleghi, alla sua famiglia.
Fu insegnante e poi preside solerte e valoroso. Amò il suo lavoro ed ebbe fiducia nell’azione educativa della scuola, che forma la società.
Eravamo buoni amici e ammiravo la sua forza morale. Ricordo di Salpietro questa frase: “Il denaro l’ho sempre considerato con distacco, perché è solo uno strumento per vivere. Lascerò ai miei figli altre ricchezze quali l’onestà, l’amore, l’impegno e la sincerità”.
Autore : Redazione Corriere
|
|
 |
In Edicola |
|
|
Cerca |
| Cerca le notizie nel nostro archivio. |

|
|
| |
|