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Corriere di Gela | Proposta del vicepresidente del Consiglio provinciale per le aziende turismo
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notizia del 14/02/2004 messa in rete alle 10:11:23
Proposta del vicepresidente del Consiglio provinciale per le aziende turismo

Che il turismo sia la principale risorsa presente e futura della regione Sicilia è ripetuto quotidianamente da politici, amministratori, economisti ed operatori. Dopo proclami e geniali innovazioni che restano nel limbo delle riforme mai realizzate, la realtà continua a rimanere quella proposta, dalle pro-loco e dalle Aziende Autonome Soggiorno e Turismo (regionali), le Aziende Autonome Provinciali per l’incremento turistico, gli assessorati comunali e provinciali per il turismo, l’assessorato regionale per il turismo, gli enti comprensoriali.
Un sistema fallimentare che rischia di affondare irreversibilmente l’unica risorsa certa che possediamo.
A parere dello scrivente un sostanziale intervento di trasformazione radicale delle competenze va posto in essere e con immediatezza, senza guardare ai cosìddetti sottogoverni che potrebbero restare sacrificati dall’operazione ed in quest’ottica, privilegiare gli interventi per la creazione di sistemi turistici locali che operino su realtà territoriali con uguale vocazione, trascurando ogni altra competenza specifica ma lasciando all’ente provincia, unico e vero ente territoriale e sovracomunale il ruolo di coordinamento tra i vari sistemi.
La novità è sostanziale.
Dal finanziamento di enti improduttivi, soprattutto le aziende di promozione turistica, si dovrebbe passare ad una fase in cui le risorse pubbliche serviranno a realizzare specifiche iniziative, con una reale e sana concorrenza tra territori per realizzare progetti e impianti ad un chiaro sistema qualità ove anche le aree turisticamente meno forti dovranno organizzare interventi anche senza una tradizione alle spalle.
Alla Regione resterebbero demandate le competenze per la definizione delle linee guida per i sistemi turistici locali ed il funzionamento delle pro-loco, le misure di sostegno alle imprese e la normativa su aziende e professioni, cancellando le Aziende regionali, provinciali e comunali.
Motivata appare anche la proposta di attribuire alle province un ruolo di coordinamento, trovandosi nelle condizioni migliori per esercitarlo, con il coinvolgimento dei comuni e le camere di commercio.
Quanto sopra, senza la volontà di colpevolizzare settori delle amministrazioni pubbliche ma con la consapevolezza che sacrificare la risorsa turismo per la Sicilia significherebbe tagliare i ponti con lo sviluppo.


Autore : Redazione Corriere
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