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notizia del 11/12/2013 - messa in rete alle ore 19:15:54
GELA, rumeno arrestato dalla polizia per maltrattamenti in famiglia

Questa notte, personale dell’ufficio Volanti e della Sezione Investigativa hanno tratto in arresto in flagranza di reato un cittadino rumeno P.V. di 50 anni, incensurato e disoccupato per il reato di maltrattamenti in famiglia.

In particolare, nella serata di ieri, il suddetto personale veniva contattato da una cittadina rumena la quale riferiva che il proprio convivente, a seguito dell’ennesima lite, aveva minacciato di buttare giù dal balcone dell’abitazione il loro figlio di anni due, sporgendolo dalla ringhiera. Gli agenti, al fine di evitare conseguenze ulteriori per il minore, prontamente si portavano davanti la porta dell’abitazione cercando di accedervi ed iniziare una mediazione, ma senza riuscirvi in quanto la stessa porta era chiusa dall’interno e l’uomo, barricato all’interno, rifiutava qualsiasi forma di collaborazione. Nella circostanza, era, tuttavia, possibile udire distintamente il pianto disperato del bambino.

Dopo una difficile trattativa, i poliziotti riuscivano a far irruzione all’interno dell’appartamento dove notavano l’uomo apparentemente in stato di ubriachezza ed il minore, scosso dall’accaduto, giacere sul letto. Operati i primi soccorsi al minore, che si presentava in buone condizioni di salute, gli agenti accertavano che l’abitazione in questione era priva di illuminazione ed in precarie condizioni igieniche sanitarie. In sede di denuncia la vittima dichiarava di subire maltrattamenti, ingiurie, minacce e lesioni da parte del convivente, ormai da qualche mese ma di non aver mai voluto sporgere querela in queste occasioni per paura di ritorsioni.

Ad esempio, precisava che il convivente alcune volte le aveva puntato un coltello alla gola minacciandola di morte, altre volte, invece, l’aveva soltanto minacciata di colpire con una chiave da meccanico. In particolare, denunciava che, pochi giorni orsono, a seguito dell’ennesimo litigio, il convivente, infuriato per futili motivi afferrava una caffettiera e la colpiva alla testa. Nella circostanza riportava lesioni giudicate guaribili dal locale nosocomio in sette giorni. Denunciava, altresì, che anche in altra circostanza aveva minacciato di buttare giù dal balcone il bambino, sporgendolo dalla ringhiera. Al termine delle formalità di rito, questa notte, l’arrestato veniva associato preso la Casa Circondariale di Gela a disposizione dell’autorità giudiziaria.
(Fonte: Commissariato di Polizia di Gela)
 
Autore: Redazione Corriere di Gela
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