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Corriere di Gela | Gela, uno sforzo per rialzarsi
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notizia del 07/04/2004 messa in rete alle 09:55:04
Gela, uno sforzo per rialzarsi

Talvolta è necessario effettuare un considerevole sforzo mentale per ricordare il ruolo che rivestiva da giocatore Guido Ugolotti nella sua carriera: attaccante, poco prolifico, ma pur sempre attaccante.
Nei panni dell’allenatore l’ex-giocatore della Roma ha ripudiato la mentalità offensiva e il gioco d’attacco, vittima della paura di un esonero o di una retrocessione a fine campionato, per cui tocca sorbirci un Gela ad una punta, che predilige l’ormai obsoleto (ma a volte redditizio) catenaccio, e non è un caso che abbia vinto solo in un’occasione nel girone di ritorno. Ugolotti è rimasto all’era dei due punti a vittoria, quando la politica dei piccoli passi, consistente nell’ottenere pareggi uno dietro l’altro, permetteva a volte il raggiungimento dell’obiettivosalvezza, ma nell’epoca dei tre punti l’alternanza tra pareggi e sconfitte costituisce un rendimento spesso dagli effetti deleteri.
Anche ad Isernia il Gela ha giocato bene, soprattutto in mezzo al campo, ma ancora una volta è sembrato simile ad un coccodrillo privo di denti il quale incute timore per poi rivelarsi totalmente inoffensivo al momento di azzannare la propria preda.
Ma a privare la squadra dei suoi “denti” è stato proprio Ugolotti con quel 4-5-1 che di certo non è proprio un inno al calcio offensivo, portando in panchina Merito, Pintori, Corona e Dell’Orzo, tre punte e mezzo. Il Gela ha l’attacco peggiore dell’intera C2, più modesto ancora del reparto offensivo del Palazzolo o del Rutigliano, ma il trainer giallo-rosso si permette il lusso di schierare una sola punta in campo e, seppur sia andata bene a Melfi grazie alle solite parate di Corona, ad Isernia, campo sicuramente espugnabile, tale atteggiamento assunto dalla squadra ha generato una sconfitta evitabile e indubbiamente meritata.
Dopo la partita ci saremmo aspettati qualche mea culpa o atto di dolore da parte dello staff gelese, invece abbiamo dovuto sorbirci una squallida polemica tra Ugolotti e la dirigenza, “l’elisir” necessario per conferire serenità alla squadra in questo difficile momento. L’allenatore ha già creato il proprio alibi e non ha esitato a pronunciarlo alla carta stampata, scagliandosi contro la società essendo incorsa in un’assurda latitanza che nelle ultime settimane ha disorientato la squadra.
La dirigenza, dal canto suo, ha ribadito la volontà di disimpegnarsi dal mondo del calcio (ma non potevano aspettare fine maggio?), e nel caso in cui non si presentassero acquirenti locali, opterà per il fallimento della società senza cedere il titolo a città limitrofe. In una situazione di tale confusione, solo la salvezza ottenuta sul campo dal Gela potrebbe portare una maggiore tranquillità, ma qualora i giallo-rossi dovessero retrocedere, prepariamoci ad assistere alla medesima pagliacciata verificatasi nella passata stagione: Ugolotti sicuramente celerebbe le proprie lacune e si giustificherebbe attaccando la dirigenza, contro quest’ultima si scaglierebbero anche i giocatori sostenendo che hanno fatto del loro meglio pur vivendo una situazione difficile, mentre la dirigenza scaricherebbe le responsabilità per la retrocessione al tecnico, alla squadra, ai precedenti dirigenti, alla carta stampata, ai tifosi, all’intera città, al Comune, e al governo ladro.
Per poi sostenere di considerarsi esenti da qualsiasi colpa e di aver anch’essi fatto il massimo per regalare al Gela la permanenza nella categoria professionistica senza che la città lo meritasse. Anziché procedere con lo scaricabarile (all’appello mancano per ora solo i giocatori, impediti dal silenzio stampa) sarebbe opportuno assumersi le proprie responsabilità e pensare in modo univoco al conseguimento della salvezza, nella consapevolezza di quanto sia ne-cessario battere al Presti il Castel di Sangro. Ugolotti perde Formisano per squalifica, grave defezione a centrocampo, ma in compenso recupera Ferretti e probabilmente Mariani in difesa. Il Gela dovrebbe scendere in campo con due punte, e si presume che sia Pintori ad affiancare Ciccio Semplice in avanti, ma non è da escludere un utilizzo di A. Corona. Il Castel di Sangro, penultimo in classifica, è in forte crisi: esonerato Ferazzoli più di un mese fa, il sostituto Fortunato Torrisi ha collezionato solo due punti nelle ultime cinque gare, ma ottenuti in trasferta dove gli abruzzesi si esprimono meglio. Il C. di Sangro è una formazione nel complesso modesta, senza nomi di spicco, e si schiera in campo con un classico 4-4-2.


Autore : Paolo Cordaro

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