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Corriere di Gela | Parte alla grande il progetto “Don Ciotti”
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notizia del 11/03/2004 messa in rete alle 09:49:10

Parte alla grande il progetto “Don Ciotti”

La giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, quest’ anno è approdata a Gela. Un lungo percorso di impegno civile e di libertà. Un nutrito programma che vedrà impegnate istituzioni, associazioni, autorità, società civile, tutti uniti per dire no alla mafia, per ricordare e rispettare la memoria di coloro che sono caduti per la difesa dei valori umani, per il riscatto di un popolo contro la omertà e contro i soprusi dei potenti e dei prepotenti.
E’ don Luigi Ciotti (nella foto con il sindaco di Gela Crocetta) il più forte paladino di questa battaglia contro le mafie, condotta assieme a più di milleduecento associazioni di tutta Italia ed è proprio lui a guidare l’associazione Libera di cui è presidente ed attorno a lui ci saranno tutti i cittadini di Gela, ciascuno con le proprie responsabilità nella società attiva.
La grande manifestazione è stata annunciata nel corso di una conferenza stampa nella mattinata dal sindaco e nel pomeriggio è stato messo a battesimo il primo atto di questa iniziativa con l’incontro nell’aula consiliare di sindaci, rappresentanti di organi elettivi, amministratori, sindacati, associazioni, il sindaco di gela Rosario Crocetta, presente Don Luigi Ciotti. A fare gli onori di casa il presidente del Consiglio comunale Pino Federico che per primo ha preso la parola.
“La battaglia per l’affermazione della legalità – ha detto Federico – è priorità assoluta, impegno permanente di tutti i cittadini, ma lo è ancor più per la classe politica che è più esposta e che pertanto deve sentire forte la necessità di creare una barriera che la renda impermeabile alle sollecitazioni che possono giungere da ambienti malavitosi, interessati a creare collegamenti con la politica che possono essere utilizzati per sfruttare le attività pubbliche, indispensabili per realizzare il loro arricchimento personale e quello delle cosche mafiose”.
Il numeroso e folto pubblico presente ha applaudito a lungo per sottolineare in segno di approvazione le frasi pronunciate ed è stata quindi la volta dei alcuni amministratori comunali che hanno portato la testimonianza dei loro Comuni di origine. Hanno parlato il sindaco di Delia, Sommatino, Niscemi, il presidente del Consiglio provinciale di Caltanissetta il quale ha sottolineato come dalle istituzioni devono provenire segnali forti e determinati.
“Io dico, anche se so che farò cosa poco gradita a qualcuno – ha affermato il presidente del consiglio provinciale Marotta rivolgendosi a don Ciotti – che dalle istituzioni debbono pervenire comportamenti anche trasgressivi, di di-sobbedienza se questi servono a coinvolgere i giovani e gli studenti e la lar-ga parte delle comunità alle quali ci rivolgiamo e nelle quali operiamo”.
E’ stata quindi la volta del sindaco Rosario Crocetta che ha ricordato Falcone e Borsellino e le morti della guerra di mafia del finire degli anni ottanta e inizi anni novanta. Ora non si spara più per le strade, c’è più calma, ma ciò non significa che la mafia sia scomparsa. “La tranquillità sociale apparente – ha detto in proposito Crocetta – non ci deve fare pensare che non ci sia la mafia. La mafia non vuole la turbolenza, può governare solo in un clima di tranquillità sociale. Oggi la società di Gela rappresenta uno dei punti più avanzati per la lotta alla mafia appunto perché ha preso coscienza che la mafia c’è. Credo infine che la coscienza del cambiamento sta scoppiando e non potrà essere fermata perché è ormai divenuta un fatto collettivo. Questi ventidue giorni devono essere di grande impegno, riflessione e rinnovo il mio grazie di cuore a don Ciotti, persona straordinaria che ci è stata vicina in questi mesi aiutandoci a portare avanti un percorso di riflessione e di legalità”.
La prima giornata della memoria si è conclusa con l’intervento di Don Ciotti. “C’è bisogno di coprire percorsi che sono condivisi con gli altri – ha rimarcato nel suo intervento – e per questo non sono io ma c’è Libera, con milleduecento realtà piccole e grandi, di grande trasversalità dall’azione cattolica a Legambiente, dall’Arci all’Agesci. L’impegno contro la criminalità e le mafie è l’impegno di tutti e non è possibile il cambiamento se si continua a delegarlo solo agli altri. Ognuno deve potersi interrogare e dirsi: cosa posso fare io. La delega è pericolosa.
Le istituzioni sono chiamati a fare la loro parte, ma non c’è cambiamento se noi non facciamo la nostra parte. In questo spirito signor sindaco ringrazio voi e quello che cerco di fare lo faccio perché lo condivido con altri. E’ possibile perché si la-vora insieme ad atri. E’ questa la forza. Oggi è necessario in tutto il Paese fare un passo indietro per farne tre avanti tutti insieme. L’obiettivo è credere e avere fiducia nel mondo giovanile, un lavoro vero per le persone. Creare strutture e servizi. Noi intendiamo impegnarci a creare quel fermento sociale in cui come cittadini dobbiamo fare tutti la nostra parte”. Poi rivolto ai politici ha detto che la politica è proprio il servizio per il bene comune e che deve appartenere a tutti.


Autore : Nello Lombardo

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