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Corriere di Gela | Olaf Orlando, 34 anni, professione avvocato, chitarrista virtuoso, per caso e per passione
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notizia del 11/11/2012 messa in rete alle 00:11:34

Olaf Orlando, 34 anni, professione avvocato, chitarrista virtuoso, per caso e per passione

Lo sanno tutti in tribunale che lui le suona. Le suona alla controparte, per difendere i suoi assistiti e vincere le cause. Le suona però sul vero senso della parola: che siano acustiche o elettriche, lui, le chitarre, le suona davvero tutte. Ama ascoltare il jazz perché è un genere musicale complesso che lo porta a riflettere su ciò che sta ascoltando. Stiamo parlando di Olaf Orlando (nella foto), avvocato civile e amministrativo di giorno, musicista di sera e group leader d’estate. Già, perché per scrollarsi di dosso un anno pieno di lavoro, l’avvocato Orlando si trasforma in un group leader, grazie all’associazione “Euro Master Studio”, che organizza vacanze studio all’estero per ragazzi che vogliono imparare e perfezionare la lingua inglese, oltre che divertirsi. In questi viaggi non può mancare la sua chitarra, che lo accompagna sempre e gli permette di sedere sui giardini dei college inglesi per suonare e cantare tutti insieme, come attorno ad un falò. Assicura però la sua serietà e la sua preparazione in aula, nonostante il rientro dai viaggi estivi e la vivacità del suo carattere.

– Olaf, prima di capire che la tua vocazione era la giurisprudenza, hai capito che della musica non potevi farne a meno. Quando?

«L’ho capito a nove anni. Suonavo a casa mia con il battipanni di mia madre davanti lo specchio. A quei tempi trasmettevano un programma musicale che si chiamava Deejay Television e ricordo che imitavo tutti i musicisti di quella trasmissione. Mia mamma mi guardava un po’ turbata, forse perché aveva capito che delle lezioni di pianoforte che prendevo non me ne importava poi tanto. Così, a dodici anni, un giorno mi disse: “Ti ho iscritto al corso di chitarra da padre Angelo”. Si chiamava già allora Cesma, ma lei non lo sapeva. Alla prima lezione mi sentivo spaesato, avevo la chitarra tra le mani e non sapevo cosa combinare, quando padre Angelo mi domandò: “Giovanotto, sei mancino? No? Bene, allora gira la chitarra al contrario”. Fu così che capii per prima cosa come si teneva in mano una chitarra».

– Com’era la tua prima chitarra? Chi te la regalò?

«La mia prima chitarra fu classica, una Santa Cruz. Dopo il primo anno di corso mio padre invece mi regalò la mia prima chitarra elettrica, una Fender Stratocaster made in Usa. Era una chitarra da concerto. Meravigliosa. Ce l’ho ancora».

– Perché hai scelto la giurisprudenza invece della musica?

«Per diventare avvocato ho studiato davvero tanto. Mi sono diplomato all’Eschilo di Gela, ho frequentato l’università di Catania, poi mi sono spostato a Piacenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ho fatto diversi master, ho lavorato anche nel marketing. Ho scartato l’idea di diventare un musicista perché da adolescente mi piaceva suonare, ma non studiare. Non mi sono fidato della mia costanza negli studi musicali».

– Hai studiato e imparato uno tra i mestieri più difficili, fidandoti delle tue capacità, e ti sei arreso di fronte alla musica?

«In giurisprudenza non c’è nulla di difficile. Quando si dice in giro che bisogna imparare tutti gli articoli di legge a memoria, non è del tutto vero. Impari un articolo, lo capisci, poi ti accorgi che dopo un mese quell’articolo è cambiato e tu devi soltanto apprendere quello che c’è di nuovo. Poi la legge verrà di nuovo modificata e tu dovrai apprendere di nuovo quel dato che è stato variato. La giurisprudenza è costituita da una serie di passaggi che bisogna capire, non imparare a memoria. La musica è una scienza naturale, ciò che suoni è quello che sei tu. Io capivo gli accordi, i passaggi musicali, ma non mi esercitavo abbastanza perché non ero costante. Tutto qui».

– Cosa ti ha spinto a scegliere la chitarra come strumento musicale? br>
«Può sembrare lo strumento più semplice, ma non è così, perché con la chitarra il suono lo devi creare tu. E’ lo strumento polifonico completo più facilmente trasportabile. Infatti una volta un mio maestro mi fece una domanda che mi spiazzò: “Quanti ne hai visti in estate al falò di ferragosto con il pianoforte?».

– Il tuo mito è lo stesso con cui, nei tuoi sogni, ti piacerebbe duettare?

«Adoro David Gilmour, chitarrista dei Pink Floyd, uno tra i migliori al mondo. Però mi piacerebbe duettare con Sting».



Autore : Greta Smecca

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