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Corriere di Gela | Dai Ds verso Rifondazione comunista. Esodo evitato (o rinviato?)
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notizia del 02/07/2004 messa in rete alle 08:55:27

Dai Ds verso Rifondazione comunista. Esodo evitato (o rinviato?)

Macchè esodo verso Rifondazione comunista. Non è assolutamente vero che i consiglieri comunali D’arma, Gulizzi e l’assessore Paolo Cafà (nella foto) starebbero per lasciare i Ds per fare il salto verso Rifondazione comunista. Nessuno l’ha mai affermato e si tratta solo di speculazioni di stampa.
Il consigliere di fede diessina Totò D’Arma, ricorrendo a degli escamotage ha cercato di spiegarci come fossero solo illazioni quelle ipotesi di un ingresso verso Rifondazione comunista da parte sua e degli altri due.
“Cafà, Gulizzi ed io – ci ha dichiarato D’Arma – siamo stati interessati ad un processo di unificazione della sinistra e si vedeva in Sinistra Europea un punto di riferimento. E questo progetto rimane per intero. Ovviamente poiché questa idea è trasversale in tutta la sinistra, riteniamo che all’interno dei Ds si possa lavorare in un contesto di discussione aperta a livello nazionale, per evitare una sorta di centrismo del nostro partito e per puntare ad una grande federazione di sinistra con la prospettiva di unificarla”. Nessun esodo dai Ds, quindi, ma solo dibattito interno. Almeno per ora.
Abbiamo chiesto a D’Arma se c’era stato un ripensamento dopo che Ri-fondazione comunista aveva assunto una connotazione più di centro destra che partito di sinistra. Al che D’Arma ha risposto che noi giornalisti abbiamo molta fantasia. “Ci sono state molte aspettative – ha continuato D’Arma – ed anche dietrologie rispetto a una visione ideale e romantica della politica. Cafà, Gulizzi ed io come tantissimi altri compagni, ci identifichiamo in una prospettiva che vada al di là del triciclo, al di là di un partito unico riformista con idee neocentriste. Così come abbiamo espresso un mese fa, senza indicare né trasferimenti né passaggi, intravedendo in una forza che ha avuto consensi perché in Italia e nel mondo c’è bisogno di sinistra, anche noi si penserà a determinare quelle condizioni di unificazione del mondo della sinistra. Ma questo lo faremo all’interno dei Ds. Dal momento che c’è in corso un dibattito politico non solo a Gela ma a livello nazionale, ovviamente se le condizioni nel contesto nazionale dovessero portare a una scissione, il passaggio sarà automatico”.
“Uniti per l’Ulivo, non penso che possa essere un approdo definitivo per un partito grande della sinistra di governo italiana quale vuole essere quello dei Democratici di sinistra. La ragione dei Ds e prima ancora del Pds era quella di fare tesoro degli errori del Pci dando vita ad un grande partito di sinistra di ispirazione socialista, così come è avvenuto in altri paesi d’Europa. A noi sembra che questo obiettivo non sia stato raggiunto e questa ragione dei Ds è stata un pochino tradita.

Ora pensiamo di dare forza all’interno della sinistra Ds, una componente che non vuole rassegnarsi all’idea che una grande forza politica autenticamente di sinistra non possa essere creata anche in Italia. A noi sembra che questo patto federativo “Uniti per l’Ulivo”, sia una politica di tipo neocentrista che tradisce quegli obiettivi e alla fine non consente alla sinistra di governare i processi per la fasce più deboli. Allora riteniamo che sia indispensabile che si veda l’Ulivo in chiave di alleanza elettorale e anche programmatica, ma non come partito federato. Si tratta di due concetti diversi. Se alla luce dell’esito elettorale europeo, si prenderà prontezza del risultato che non è sicuramente favorevole alla creazione di un partito federato, riformista ulivista, noi della sinistra Ds riteniamo che si debba lavorare all’interno del partito per allagare sempre più questa idea di una sinistra alternativa al centro destra, che veda l’alleanza con le forze moderate attraverso accordi programmatici”. Quando gli abbiamo chiesto che fine farà il discorso di Rifonda-zione Comunista, così ci ha risposto: “Mi pare che Rifondazione in questa campagna si sia posto il problema di rappresentare da sola la sinistra dura e pura. Noi vogliamo dialogare con questa sinistra europea. Mi pare che prenderà piede. Noi vogliamo unire tutta la sinistra creando un unico programma politico ed elettorale. Non è un problema come chiamarlo ma un problema di sostanza”.
Per il consigliere comunale Emanuele Gulizzi le cose stanno diversamente. Da parte sua non ci sarà un impegno di dare battaglia all’interno dei ds per raggiungere l’obiettivo di cui parlano D’Arma e Cafà. Egli al momento preferisce rimanere indipendente nell’area di centro sinistra, non intende comunque rientrare nei Ds. In questo momento preferisce mettersi da parte per una pausa di riflessione. Ci dice di essere profondamente deluso per via delle diatribe e della mancanza di dialettica all’interno del triciclo. Quando qualche mese addietro D’Arma e Cafà gli prospettarono il possibile passaggio nella sinistra europea, lui non ne era convinto. A suo giudizio ci saranno di qui a fine agosto, visto il dibattito che si è instaurato a livello regionale e nazionale, degli sviluppi politici e solo quando il quadro sarà chiaro prenderà una decisione.
Chi invece ha abbracciato Rifondazione comunista entrandovi a tutti gli effetti e divenendo anche punto di riferimento in consiglio comunale è Rosario Italiano, ex Ud che finalmente – come ci ha dichiarato – ha trovato la serenità. E’ molto soddisfatto per il risultato di oltre 1500 voti ottenuti alle europee.
“Il mio primo incontro col segretario regionale di Rifondazione comunista Giusto Catania – ci ha dichiarato Italiano – avviene 15 giorni prima delle elezioni europee, al quale diedi la mia piena disponibilità a fare campagna elettorale per il partito che era il partito del mio futuro”.
– Italiano, corre voce che una gran massa di voti andata a Rifondazione sia frutto di errore degli elettori.
“Gli elettori gelesi non sbagliano. Crocetta ha avuto un voto eccelente, probabilmente ci sarà una minima parte di errore nell’espressione del voto. Non voglio pensare che a Gela ci siano 1620 ignoranti, incapaci di votare. Il dato oggettivo è che Rifondazione ha avuto quel voto. Ci sono parecchi voti riconducibili a Bertinotti. Questo è un dato oggettivamente politico. Mi dispiace la polemica di Altamore che sostiene che il partito sia stato svenduto. Oso pensare che la sua fosse stata un’attività denigratoria proprio nei confronti di un partito che volutamente si voleva tenere nelle basse sfere del limbo della politica perché si voleva evitare che altri potessero dimostrare che il partito potesse crescere con le persone giuste che hanno fatto sempre politica seria al di là delle collocazioni. Qualora altri dovessero decidere di aderire a Rifondazione dovremo creare il gruppo consiliare”

– Quando dice “altri” vuole riferirsi a D’Arma, Cafà e Gulizzi?
“Posso dirle che D’Arma lo ha dichiarato in pubblica assise in occasione della conferenza organizzativa. Ha detto che sarebbe transitato in Rifondazione e che per correttezza riteneva essere opportuno andare a specificare alcune motivazioni in seno al partito dove ha militato per tanti anni. Oggi D’Arma non ha ufficializzato l’ingresso in Rifondazione, non si è fato ancora la tessera. Lo stesso dicasi per Cafà e Gulizzi. Io non ho avuto alcuna esitazione. E l’ho fatto non per andare a ricattare il sindaco e l’Amministrazione perché mi desse possibilità di entrare in giunta. Il mio è un impegno per la politica che lavora per la gente, delle fasce più deboli”.
– Come si collocherà Rifondazione nei rapporti con la giunta Crocetta? “Sostengo la linea ideologica del centro sinistra. E’ chiaro che continuerò ad essere obiettivo all’interno del consiglio comunale non esitando ad attaccare l’amministrazione qualora la sua attività non rispendesse a certe mie convinzioni, così come la sosterrò allorquando meriti fiducia. Continuerò a mantenere una mia autonomia”.
– Un’ultima cosa. Creda in una possibile intesa tra Rifondazione comunista e il Pdci?
“Assolutamente no. Non credo perché il Pdci dovrebbe discostarsi dalle posizioni di tutto il centro sinistra. A noi viene facile essere autonomi. Al Pdci no perché deve sostenere il sindaco. Alle prossime scadenze elettorali andremo ad imporre le nostre forze. Io sono certo che coloro i quali non si rivedono ella politica del centro sinistra, della federazione per l’Ulivo, alla fine troveranno fisiologico guardare con occhio particolare Rifondazione”.


Autore : Nello Lombardo

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