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Corriere di Gela | Il Gela dà segnali di ripresa
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notizia del 18/01/2003 messa in rete alle 00:30:01

Il Gela dà segnali di ripresa

Il Gela che non ti aspetti. Pervaso da furore agonistico ma anche lucido e sereno nei momenti più delicati dell’incontro, l’undici giallo-rosso ha ottenuto un insperato pari in Ciociaria bloccando un Frosinone che alla vigilia sembrava dovesse fare sfracelli con quell’attacco infarcito di elementi di lusso per la categoria. Non per questo però va ridimensionata la squadra di Silva, in realtà non incappata in una giornata storta, poiché la vittoria è sfuggita a causa di un Gela a sua volta “incappato” in una delle migliori domeniche. I giocatori gelesi nutrivano una eccessiva voglia di riscattarsi dal momento-no vissuto nelle ultime settimane e hanno affrontato l’impegno con la giusta concentrazione senza incorrere nelle solite disattenzioni difensive. Ruisi ha schierato Colletto e Falanca in difesa, un ottima mossa poiché ai due giocatori non difetta la combattività, e, non disponendo degli infortunati Scopelliti e Formisano, il tecnico palermitano ha evitato che la sua squadra si presentasse in campo con un baricentro troppo basso impiegando Conte da esterno di centrocampo a supporto delle due punte Albano ed Erbini. La scelta effettuata da Ruisi ha avuto ripercussioni sulla psiche degli avversari che non hanno attaccato a spron battuto in quanto timorosi dalla presenza delle tre pericolose punte avversarie.

L’infortunio di Conte e l’espulsione del neo acquisto Albano in teoria avrebbero dovuto complicare i piani del Gela, ma in verità, una delle incomprensibili stranezze del calcio è rappresentata dall’incremento delle difficoltà per una squadra che, obbligata a vincere, si ritrova in casa in superiorità numerica per via dell’espulsione di un elemento della formazione ospite. E’ accaduto al Gela al Presti contro il Tivoli, con i laziali che a causa dell’espulsione subita dal difensore Galluzzo nel primo tempo si sono chiusi ancora di più in difesa precludendo ad Erbini e compagni qualsiasi varco per giungere alla conclusione.
Al Presti arriva il Catanzaro, un osso duro alla luce dell’eccelso rendimento sciorinato ultimamente e Pietro Ruisi non potrà disporre dello squalificato Albano e del’infortunato Conte, mentre appaiano improbabili i recuperi di Formisano e Scopelliti. Ovviamente il problema principale è costituito dall’attacco: chi scenderà in campo al fianco di Ciccio Erbini? La tentazione è rappresentata dal lancio del baby Domicoli, 17 anni, discreto contro il Tivoli al suo esordio con la maglia giallarossa. Nella passata stagione Nuccio un po‚ a sorpresa schierò proprio contro il Catanzaro Docente, il quale ripagò la fiducia del tecnico siglando il gol vittoria. Un azzardo che potrebbe ripetersi e, d’altro canto non si correrebbe il rischio di “bruciare” il giovane calciatore, poiché, in caso di prestazione negativa, di certo la stima della dirigenza e dei tecnici gelesi verso Domicoli non scemerebbe di colpo.

Un alternativa potrebbe consistere nell’impiego di Procopio avanzato a sinistra, con Erbini al centro, e Lo Bue a destra. Quest’ultimo ha giocato negli ultimi anni nella posizione di centrocampista centrale, ruolo peraltro ricoperto agli inizi della carriera, ma nel 1996-97 ad Alcamo, nel Cnd, Lo Bue mise a segno in una sola stagione ben 17 reti meritandosi la chiamata del Trapani in C2 nell’annata successiva. In quel periodo il neo acquisto gelese veniva impiegato nel ruolo di ala destra, e sovente era immarcabile con le sue accelerazioni, i suoi inserimenti e la sua classe. Il giocatore ha però perso confidenza con il gol nelle ultime stagioni e raramente è stato schierato in posizione avanzata, ma indubbiamente Ruisi pensa ad una soluzione del genere che garantirebbe un certo equilibrio alla squadra. Infine non è da escludere un impiego a sorpresa del difensore Falanca in attacco, considerata la necessità per il tecnico gelese di un elemento abile nel gioco aereo che sappia fronteggiare i forti difensori calabresi.

L’avversario di domenica: il Catanzaro
Imbattuto da cinque giornate, il Catanzaro è in netta ripresa confermando di aver ormai superato il brutto momento attraversato nella fase iniziale della stagione. Il tecnico Dellisanti ha rischiato l’esonero nel mese di ottobre, con i giallorossi in zona playout in quel periodo, ma gradualmente si sono verificati dei miglioramenti che ne hanno sconsigliato l’allontanamento.
Sulla carta il Catanzaro avrebbe dovuto lottare per la promozione ma la dirigenza ha commesso degli errori affidandosi ad elementi, specialmente in attacco, che costituivano un azzardo per la categoria. A parte il bomber Moscelli, comunque non proprio un iradiddio in questa stagione, la società aveva cercato di colmare le lacune nel reparto offensivo prelevando dal mercato Ingenito, rivelatosi un flop, e Bertuccelli, utile ma pur sempre trentaseienne. Ingenito è ritornato in serie D e il Catanzaro l‚ha sostituito con un pezzo da novanta: Nunzio Falco, proveniente dal Giugliano, migliore in campo nel turno precedente all’esordio con il Catanzaro. E’ lui il pericolo numero uno per il Gela, in quanto Falco non è una vera punta ma un trequartista libero di muoversi a proprio piacimento, e spesso non dà punti di riferimento alle difese avversarie. La difesa è mostruosa, quasi impenetrabile, il centrocampo è altrettanto valido e l’assenza dello squalificato Ferrigno, forse sostituito da Lo giudice, peserà sull’economia del gioco calabrese. L’unica lacuna era in attacco, è stata colmata, per cui adesso il Catanzaro si accinge, salvo sorprese, a volare verso la zona play-off.


Autore : Paolo Cordaro

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