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Corriere di Gela | Monumento vivente dello sport gelese
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notizia del 08/09/2003 messa in rete alle 23:38:33
Monumento vivente dello sport gelese

Il 9 settembre il cav. Vincenzo Maganuco taglierà il nastro dei 90 anni. E’ considerato il pioniere e il simbolo dello sport calcistico a Gela: è dunque una persona simpatica a tutti.
Maganuco è nato ad Acate il 9 settembre 1913 ed è approdato a Gela a cinque anni, a seguito del trasferimento di suo padre, Giovanni Maganuco, che era stato nominato capufficio postale nel nostro centro.
Maganuco è nato con i globuli dello sport nel sangue e da studente partecipò alle gare di corsa nel campetto sportivo attiguo al Liceo-Ginnasio “Pignatelli”. Da ragazzo arrivò a vincere la staffetta 4x100 alle selezioni regionali, nel 1932, unitamente a Vincenzo Presti.
Poi si dedicò al calcio, giocando in serie C con la Nissena. Nel 1950 Maganuco diventò la bandiera dello sport calcistico gelese. Nell’annata 1939-40 racimolò una bella squadretta e provvide a fare acquistare al Comune (con una sovvenzione regionale) l’attuale campo sportivo “Vincenzo Presti”.
La squadra di calcio, di cui venne eletto presidente, fu seguita con vivo interesse dalla cittadinanza. Il numero dei tifosi dell’U.S. Gela aumentava continuamente. In pochi anni il Gela divenne una forte compagine e furono veramente gli anni eroici del calcio gelese.

La squadra era seguita da 6 mila tifosi. Ricordo con piacere quando la domenica si andava al campo sportivo a fare il tifo per la squadra giallorossa e la sera si facevano i commenti sul risultato nel caffè Pandolfo o nel bar lungo il corso Vittorio Emanuele, gestito dall’allenatore Kossovel e da sua moglie.
Si parlava con calore delle prodezze dei nostri giocatori: di Regalino, della tempestività di Bagni, dell’insormontabile Molon, del bravo Carbone, di Lombardo, del cannoniere Martino, dell’indimenticabile Mineo. Ci si divertiva delle battute dello sportivissimo Paolo Cardillo. Un amarcord gelese di altri tempi. La tifoseria aumentava di numero ogni domenica e partecipava con calore agli incontri domenicali, in casa e fuori sede. Era uno sport che esaltava e affratellava numerosi gelesi.
Maganuco teneva le redini del calcio locale ed era un presidente che tutti guardavano con rispetto e ammirazione. Le altre società sportive ce lo invidiavano. Con Vincenzo Maganuco iniziò veramente la storia dello sport calcistico a Gela e il suo nome divenne quasi un mito, era considerato una ico-na dello sport locale.
Gli anni ruggenti del calcio gelese furono dal 1950 al 1953, quando la squadra giallorossa fu promossa in Quarta Serie, dopo un campionato strepitoso e lo spareggio vinto allo stadio di Palermo.
In Quarta serie il Gela rimase però un solo anno.
Maganuco lasciò la presidenza, per ragioni di lavoro. Subentrò il marchese Tedeschi, il quale, dopo un anno sportivo, non scrisse la squadra al campionato successivo nei limiti previsti e, per questo motivo, venne retrocessa dalla Promozione, con vivo malumore della tifoseria.
Ancora una volta – sotto la spinta degli sportivi gelese – l’eminenza grigia Maganuco si rimboccò le maniche e riprese le redini della squadra. In po-co tempo la riportò in Quarta Serie; con il suo carattere tenace.
Nel 1978 il cav. Vincenzo Maganuco ricevette dalla lega Nazionale Semiprofessionisti un riconoscimento di benemerenza alla carriera: insomma, un personaggio popolare da mettere in cornice.
Ma dopo i successi sportivi, un altro riconoscimento importante gli è stato assegnato dall’Associazione Interscambi Italo-Usa e cioè la laurea in Economia e Commercio da parte della Kensington di Los Angeles.
L’appartamento di Vincenzo Maganuco, sportivo Doc, è un autentico museo dello sport. Sua moglie Iole Mangione (che coppia affiatatissima!) mi mostrava giorni fa coppe, targhe, diplomi; nelle pareti erano appesi foto di calciatori e di squadre. Nei cassetti di alcuni mobili erano conservati mucchi di giornali sportivi.


Autore : Gino Alabiso

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