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Corriere di Gela | Senza i portieri titolari, il Gela rivuole il 3° posto
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notizia del 03/04/2005 messa in rete alle 23:13:13

Senza i portieri titolari, il Gela rivuole il 3° posto

Avrebbe dovuto rappresentare la sfida più spettacolare della ventottesima giornata, ma in Juve Stabia-Gela a dare spettacolo, salendo sugli scudi, è stato il direttore di gara Andrea Marzaloni da Rimini, il quale ne ha combinate di cotte e di crude. Dopo solo sette minuti, su un’azione dei campani probabilmente viziata da fuorigioco, l’attaccante stabiese Castaldo, lanciato verso l’area di rigore e affrontato da Morello in uscita (nella foto, a sinistra, con gli altri due portieri Scordio e Castelli), anticipa il portiere tirando fuori per poi finire addosso allo stesso Morello privo del dono della smaterializzazione. Avendo Castaldo tirato, l’azione doveva già ritenersi conclusa in virtù della regola del vantaggio, tuttavia Marzaloni non solo ha fatto finta di nulla ma, addirittura, ha accordato un calcio di rigore in favore dei locali per un fallo di Morello inesistente, decretando pure l’espulsione dell’estremo difensore gelese in quanto ultimo uomo.
Tre errori in una sola azione, troppo per uno dei migliori arbitri della serie C, nell’attuale torneo di serie B quarto uomo in due occasioni per facilitarne l’ambientamento nella categoria cadetta dove andrà ad arbitrare nella prossima stagione o al massimo tra due anni. Espulso Morello, Domenicali ha dovuto sacrificare Carboni, comunque non al meglio, in favore di Castelli, ma il Gela, pur essendo in inferiorità numerica, ha confermato di essere una grande squadra pervenendo al pari grazie ad una rete-capolavoro di Abate, con lo stesso attaccante vicino al raddoppio qualche minuto dopo.
Nella ripresa, tornato in svantaggio, il Gela è crollato dopo l’espulsione di Castelli per fallo da ultimo uomo, e con Gargiulo in porta i giallo-rossi hanno subito altre due reti. Che Marzaloni abbia sbagliato è fuor di dubbio, ma parlare di complotti o di campionato pilotato costituirebbe un discorso banale, approssimativo e poco elegante. In molti, tra tifosi delusi dalla dura trasferta di Castellammare, giornalisti locali, dirigenti e tesserati del Gela hanno sottolineato errori che dalle immagini non apparivano lampanti con l’obiettivo di denigrare l’arbitro e fare intendere che si sia trattato di un complotto a danno del Gela.
Al direttore di gara, ancora giovane essendo trentaduenne, è sicuramente sfuggito l’incontro dalle mani, ed è entrato in confusione dopo l’errore dell’espulsione comminata a Morello, ma non per questo bisogna andare incontro alle esagerazioni, poiché se in ognuno degli scontri diretti che si disputeranno sino al termine della stagione, compresi quelli in cui non è protagonista il Gela, per ogni eventuale errore commesso dall’arbitro si debba sempre parlare di malafede. In verità così facendo si è spianato il terreno in vista di Cavese-Gela, creando un clima avvelenato che metterà in grande difficoltà la giacchetta nera che dovrà dirigere l’incontro, poiché qualora dovesse commettere un errore a danno del Gela chissà quali reazioni, anche fisiche, dei tifosi o reazioni verbali di dirigenti e giornalisti ne potrebbero derivare.
Con certe dichiarazioni si rischia di fomentare la violenza negli stadi, e pur non escludendo la remota possibilità di un complotto, per poter affrontare un discorso del genere è necessario un presupposto essenziale: la reiterazione degli errori arbitrali. Un singolo episodio, per quanto increscioso, non può alimentare maliziose allusioni e banali affermazioni, essendo già accaduta una situazione del genere in Gela-Cavese all’andata, quando si parlò di favori arbitrali per la formazione campana, soprattutto in occasione del gol di Placentino, maturato oltre il tempo di recupero. Ma la Cavese rimase in dieci all’inizio del secondo tempo, e vi par vero che un arbitro, intenzionato a favorire gli avversari, possa espellere un loro difensore consentendo il pari del Gela, peraltro vicino al successo nel finale di gara? Si disse che la Lega voleva la vittoria della Cavese, ma negli ultimi due mesi i metelliani sono andati in crisi e non hanno ricevuto favori arbitrali, motivo per cui ora si parlerà di un Palazzo che vuole la vittoria del Manfredonia o della Juve Stabia.
Diamoci tutti una calmata, poiché quando accadono a volte tragedie negli stadi è facile addossare la colpa all’arbitro, o ai giocatori in campo, o al teppista che ha lanciato una bottiglietta, ma spesso non è esente da colpe anche chi ha la possibilità di formulare dichiarazioni pubbliche dovendo mantenere una certa misura nei toni e nel contenuto delle proprie affermazioni. Chiuso questo argomento, il Gela torna in campo domani ospitando al Presti il modesto Castel di Sangro di Capuzzo, formazione composta quasi interamente da giovani elementi, tra i quali solo due-tre destinati a far carriera. I migliori giocati abruzzesi sono il centrocampista Di Prisco, autore di uno splendido gol nel tre a uno rifilato al Gela all’andata, e l’attaccante nigeriano Ibekwe. Ma il primo è stato squalificato dal giudice sportivo, mentre Ibekwe, assente nelle ultime settimane per infortunio, difficilmente sarà in campo. Gli ospiti si schiereranno con il 4-4-1-1, ma il modulo, nei momenti più disperati, spesso si trasforma in un 6-3-1. E’ chiaro, quindi, che per il Gela, sempre in sofferenza con le piccole, non sarà facile superare la linea Maginot eretta dagli avversari, ma in compenso rientra Cuffa, il quale costituisce un importantissima arma sui calci piazzati. Il problema principale è rappresentato dal portiere: a causa della squalifica di Morello e Castelli, a difendere la porta giallo-rossa sarà il giovanissimo Roberto Scordio, estremo difensore della Berretti, ben distintosi ad inizio stagione in Coppa Italia.
L’augurio è che non si faccia tradire dall’emozione. Nonostante la sconfitta di Castellammare, il Gela ha mantenuto invariato il distacco dal primo posto (cinque punti), e poiché il prossimo turno prevede lo scontro diretto tra Cavese e Juve Stabia, per gli uomini di Domenicali battere il Castel di Sangro costituisce una ghiotta occasione per avvicinarsi alla vetta della classifica.


Autore : Paolo Cordaro

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