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Corriere di Gela | Lavoro nero a Gela, dai dati l’ultima conferma
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notizia del 05/06/2009 messa in rete alle 23:06:25
Lavoro nero a Gela, dai dati l’ultima conferma

S.C., giovanissimo lavoratore edile, indossa abiti firmati dai più noti stilisti, sfoggia due vistosi orecchini, uno per ogni lobo, ed innanzi ad un folto numero di amici che lo circondano, mi confessa di aver ricevuto, per il periodo estivo, diverse offerte di lavoro provenienti da ditte operanti nel territorio gelese, ma anche da imprese del centro-nord: accomunate, però, da un unico denominatore, la loro assoluta irregolarità.
Parliamo, per usare un termine assai diffuso, di lavoro nero, principale piaga economico-sociale della Sicilia, ed in special modo della provincia nissena.
La storia lavorativa di S.C. non si discosta da quella di tanti altri, uomini e donne, costretti a sottostare a condizioni contrarie alla legge, allo scopo di soddisfare esigenze fondamentali. L'edilizia, l'industria, il commercio, l'artigianato, i servizi: praticamente ogni settore occupazionale può mutarsi in piattaforma privilegiata per realtà totalmente avulse alle regole contrattuali. Qualche settimana addietro Gela è stata meta di controlli svolti, congiuntamente, dall'Ispettorato del lavoro e dai Nil (nuclei ispettori del lavoro) dell'arma dei Carabinieri; l'esito è stato definito, dagli stessi autori, molto preoccupante, a conferma di un precario andamento generale: due esercizi commerciali, un ristorante ed un supermercato, hanno dovuto sospendere, momentaneamente, la propria attività a causa dell'individuazione di altrettanti dipendenti privi di una qualsiasi copertura, contrattuale o previdenziale.
La dimensione della grande e piccola distribuzione, in città e non solo, ha oramai assunto fattezze da non trascurare, pena l'avanzamento di pratiche irregolari; M.S., forte di una lunga esperienza nel settore, mi illustra, infatti, diverse “tecniche” adoperate dagli operatori del comparto, finalizzate a disporre di un maggior numero di braccia senza dare troppo nell'occhio, soprattutto nei fine settimana e nei periodi festivi, tradizionalmente più impegnativi.
Lei stessa, durante il primo approccio al mercato del lavoro, ha spesso risposto agli inviti di svariati esercenti, affiancandosi, priva di un regolare contratto, ai dipendenti di questi ultimi, quando era necessario, facendo attenzione a non subire infortuni o a non attirare la curiosità altrui: depositare correttamente la merce sugli scaffali, consentire ai clienti una più celere procedura di imbustamento, mantenere l'igiene dei locali, per poi “dissolversi” quando non più indispensabile. Si affronta una tematica, dunque, delicata, immersa entro i confini di una provincia ove di lavoro si cerca di vivere, ma che, in alcune occasioni, può dare la morte.
Da gennaio ad aprile, l'Ispettorato del Lavoro e i Nil, hanno realizzato, nel nisseno, inclusa Gela, circa 400 ispezioni, riuscendo ad individuare un totale di 179 lavoratori irregolari: una percentuale significativa, in quanto scaturente da un numero comunque esiguo di controlli, concentrati, prevalentemente, nei settori dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
Una delle incognite prevalenti, riscontrabile nei dati appena forniti, concerne l'assenza di sufficienti rilevamenti nel campo dell'edilizia, da sempre area di transito di migliaia di lavoratori totalmente sconosciuti alle autorità preposte oppure catalogati come “grigi” (parzialmente scoperti). Secondo riscontri forniti dalla Cgil, in Sicilia, con differenze poco significative da provincia a provincia, la percentuale di irregolarità lavorativa si colloca intorno al 30%, surclassando, nel vero senso della parola, la media nazionale ferma al 17%.
Un tale risultato può dirsi frutto di un complesso di fattori, idoneo a indirizzare molti datori di lavoro verso la scorciatoia più semplice da seguire; un dipendente dell'Ispettorato del Lavoro mi ha descritto, quasi imbarazzato, gli sforzi compiuti, insieme ai colleghi, per svolgere dignitosamente le mansioni attribuitegli, tali da indurli, in alcuni casi, a pagare personalmente la benzina necessaria per le automobili utilizzate al fine dello svolgimento dei necessari controlli periodici.
S.C. ed M.S., però, non devono considerarsi alla stregua di fredde, seppur importanti, statistiche: alle loro spalle esistono interi nuclei familiari, vi sono emozioni e desideri, non restringibili entro gli angusti spazi di una permanente invisibilità


Autore : Rosario Cauchi

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