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Corriere di Gela | Il Gela torna a volare?
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notizia del 22/02/2009 messa in rete alle 23:00:09

Il Gela torna a volare?

Il Gela torna a muovere la classifica dopo due sconfitte consecutive, ma racimola un punto a Cassino pur giocando in superiorità numerica per tutto il secondo tempo. I biancoazzurri (nella foto l’attaccante Rodrigo Franciel) continuano a zoppicare e la media nelle ultime 4 gare è da retrocessione con soli due punti conquistati. Che sia un momento delicato da cui la squadra non riesce ancora ad uscire, lo si è appurato allorquando al “salvati” scoccava il 41' del primo tempo ed il ciociaro Bianchi ci concedeva l'uomo in più facendosi beccare una seconda volta con il giallo in una partita agonisticamente valida ma per nulla accesa (tanto da risultare alla fine l'unico cassinate ad aver indotto l'arbitro ad uscire dal taschino i cartellini). Sicché, se la commettiamo noi l'ingenuità, gli altri ci puniscono, perdiamo la testa e ci umiliano; mentre se a commettere l'ingenuità sono gli avversari, noi non facciamo più un tiro in porta ed al massimo recriminiamo per un penalty non concesso su atterramento di Marinucci. E se il Gela subisce un paio di incidenti di percorso, il Cosenza se ne va; ma quando è la capolista ad incappare in una giornata storta noi non ne sappiamo minimamente approfittare: perciò non parliamo più di primato, per favore. Se poi i silani vorranno regalarcelo questo campionato, ne saremo ben lieti.

Eravamo in emergenza? Indiscutibilmente si. Ma se l'obiettivo è il salto di categoria il vittimismo non serve a nulla: occorre essere pragmatici. C'erano tredici partite da giocare e tutte da vincere, ora ne rimangono dodici e sono parimenti tutte da vincere. E non per sperare nella promozione diretta, ma nei play-off, benché l'obiettivo finale rimanga quello, indiscusso ed indiscutibile, del salto di categoria. Avevamo già avvisato il lettore che la Gela attuale non può ambire a vincere un campionato professionistico ed è inutile ripeterne le ragioni: ci limitiamo ad osservare che, guardando la classifica, abbiamo alla portata il Catanzaro e dobbiamo superarlo, tenere a debita distanza il pericoloso Pescina ed arrivare nella posizione migliore in vista degli spareggi promozione. Appuntamento, quest'ultimo, che non possiamo fallire ed a cui dobbiamo approdare nella migliore condizione atletica e mentale. In una realtà dove la “programmazione” è un concetto spesso associato all'ultima pagina dei quotidiani o alle canoniche guide TV, di sicuro non è una caratteristica peculiare del territorio sotto l'aspetto socio-economico (eccetto rari casi), tralasciando quello politico non foss'altro per una questione di pietà umana, il sodalizio di Via Venezia con in testa il presidente Tuccio ha il dovere di mantenere i nervi saldi e l'onere di “programmare” un percorso netto fino al traguardo finale: giacché in questi pochi mesi restanti, ci si gioca non solo una stagione ma un intero triennio di gestione sportiva.

Il primo passo è la partita di domenica al “Presti” contro la Scafatese: squadra giovane che non ama fare barricate. I campani hanno 28 punti, a -4 dall'Andria che significa play-off e immaginando un Gela in difficoltà potrebbero pensare al colpaccio: se così fosse non ci sarebbe avversario migliore per quel Gela targato Cosco del 2008 che si spera torni presto d'attualità. Quella allenata dallo spregiudicato Maurizi, fautore (almeno in versione casalinga) di un 3-4-3, è una squadra che prova a giocare e che lascia anche giocare. I gialloblu vengono da un 4-2 inflitto alla Val di Sangro ed hanno costruito la loro classifica con le 7 vittorie al "Comunale" di Scafati che unitamente all'unico pareggio fra le mura amiche hanno fruttato ben 22 punti dei 28 totali. In trasferta 1 sola vittoria, 3 pareggi e 7 sconfitte: un ruolino di marcia tutt’altro che micidiale. Ma il dato che dovrebbe far riflettere di più sono le marcature esterne, solo 3 in 11 gare: davvero poco per Varriale e compagnia bella nella quale non farà parte il difensore Rapino appiedato dal giudice sportivo.
Nel Gela Pasquale Esposito, Pasca e Gaeta saranno assenti per squalifica, mentre la sfortuna ha preso di mira Nigro a cui è saltato un menisco e ne avrà, nella migliore delle ipotesi, almeno per un mese. Come se non bastasse, Alessandrì non ha ancora recuperato dal mal di schiena che lo affligge da tre settimane e, a meno di sorprese dell'ultima ora, non sarà a disposizione di Cosco che potrà contare, invece, sul rientro di Iannini. L'emergenza, pertanto, continua ed il tecnico molisano non ha ampio margine di scelta. Galuppi sarà confermato sull'out di destra difensivo mentre davanti a lui giocherà Russo, per il classico 4-4-2 con Staffolani al fianco di Franciel. Non è escluso che Cosco stavolta non rischi l'osimano che non è ancora al top della condizione e lo impieghi a partita in corso riservandosi una alternativa in avanti che altrimenti non avrebbe e che magari sarebbe, ad esempio, tornata utile sul piano psicologico nel secondo tempo di domenica scorsa: nel qual caso verosimile un 4-1-4-1 con Iannini (che in passato ha rivestito quel ruolo) o, più probabilmente, Schiavon (più abile a dettare i tempi del gioco) davanti la difesa. In ogni caso, l'unica prerogativa resta accaparrarsi l'intera posta tanto per la classifica quanto per il morale. Senza se e senza ma: dobbiamo tornare a vincere a prescindere dal terreno di gioco, dall'atteggiamento tattico dell'avversario, dalla prestazione più o meno spettacolare e dalle tante assenze, con il pubblico gelese chiamato a fare la sua parte in quello che è il periodo più importante della stagione, in cui si rischia veramente di decidersi tutto. Probabile formazione (4-3-3 o 4-4-2): Cecere; Galuppi, D'Aiello, Fernandez, G. Esposito; Schiavon, Marinucci, Iannini (+/– Unniemi); Russo Franciel (–/+ Staffolani).


Autore : Filippo Guzzardi

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