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Corriere di Gela | Il mondo inorridito per le vittime di Beslan
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notizia del 17/09/2004 messa in rete alle 22:59:36
Il mondo inorridito per le vittime di Beslan

La pioggia battente sulle bare bianche. le lacrime del cielo unite alle lacrime della terra. Queste le immagini surreali dei funerali dell’eccidio consumatosi alla scuola di Beslan, in Ossezia; scene strazianti di dolore e di sgomento destinate per sempre a rimanere nell’immaginario collettivo. Così, con gli oltre 400 morti, in maggioranza bambini, la Russia ha vissuto il suo 11 settembre. Anzi, sotto certi aspetti questa ecatombe è ancora più grave, più crudele, più devastante del crollo delle torri gemelle. Perché quando gli uomini arrivano ad uccidere i più piccoli, allora si entra nella follia e nella barbaria più pura.
Quale ideologia, quale fede religiosa, può giustificare stupri, violenze, umiliazioni su ragazzine e ragazzini indifesi? E chi avrebbe mai immaginato che l’inizio del III millennio, avrebbe riportato il mondo al più cupo medioevo? Oggi, il terrorismo internazionale rappresenta una gravissima minaccia per la collettività mondiale, così come lo fu il nazismo negli anni ‘30-’40. E forse, senza che ancora ce ne rendiamo conto, stiamo già combattendo la terza guerra mondiale, con un nemico subdolo, fanatico, crudele, difficile da sconfiggere per due motivi fondamentali: intanto perché il nemico è virtuale e combatte con armi improprie, sporche, disoneste; poi perché la lotta è impari, visto che l’Occidente e l’Europa in particolare; non sembrano avere il coraggio e la determinazione per difendersi. Tutt’altro, mentre i terroristi ceceni fanno una “strage di innocenti” da fare impallidire Erode, Hitler, Stalin e tutti i mostri che ha generato l’umanità.
L’Unione Europea accusa l’operato delle forze speciali russe, addebitando a loro la responsabilità del massacro. Beh, questo atteggiamento da parte degli europei buonisti e pacifisti sfiora l’autolesionismo, ed è a dir poco scandaloso. E bene ha fatto Putin ad indignarsi, dicendo di aver ricevuto dagli europei, non solidarietà, ma una pugnalata alla schiena, eccezion fatta per l’Italia l’unico Paese che ha inviato immediati soccorsi a Beslan. Allora, che fare davanti a questa terribile escalation di morte? Aspettare altre stragi? Certo è che non si può continuare a porgere l’altra guancia a chi ha deciso comunque di distruggere il mondo civile. D’altra parte, anche il Catechismo della Chiesa Cattolica, prevede in casi estremi il diritto alla difesa.
Guardiamo quindi in faccia alla realtà, e se non dobbiamo scoraggiare le timide e tardive aperture dell’Islam moderato, comunque dobbiamo fronteggiare con tutte le nostre forze la furia cieca dell’integralismo islamico e del terrorismo internazionale, perché – non ci si illuda – nessuno di noi è al sicuro. Loro possono colpire ovunque, in una grande città come New York o in un piccolo e sperduto villaggio della Russia, o ancora in Spagna o in Italia, dove già abbiamo pianto delle vittime e adesso siamo nell’angoscia per il rapimento di Simopna Pari e Simona Torretta, due nostre connazionali facenti parte dell’associazione un ponte per l’Iraq.
Questa è la politica del terrore: spaventare tutti e colpire tutti. Allora basta con le connivenze ‘e gli atteggiamenti ambigui. Che l’Europa dica la sua ora, subito, altrimenti prima o poi dovremo infine chiedere aiuto – come sempre – agli americani; cosa che risulterebbe assai poco dignitosa, dopo i pesci in faccia che abbiamo dato agli Stati Uniti; come d’altronde allo stesso Putin, tanto per non smentirci.


Autore : Gianni Virgadaula

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