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Corriere di Gela | Al voto per l’Europa, rischio astensionismo
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notizia del 05/06/2009 messa in rete alle 22:58:45
Al voto per l’Europa, rischio astensionismo

Questo week-end (sabato 6, dalle 15,00 alle 22,00 e domenica 7, dalle 07,00 alle 22,00) gli italiani torneranno alle urne per eleggere 72 rappresentanti all’Europarlamento. Agli elettori siciliani che votano nella circoscrizione insulare con la Serdegna verrà consegnata una scheda di colore rosa dove contrassegnare a matita la lista prescelta ed affiancarvi fino ad un massimo di tre preferenze. Le 5 circoscrizioni (Nord-est, Nord-Ovest, Centro, Sud, Isole) compongono il collegio unico nazionale in riferimento al quale si attribuiranno i seggi alle singole liste. La novità introdotta dalla L. 10/2009 è la soglia di sbarramento del 4% che ogni lista dovrà superare per accedere alla ripartizione dei seggi. Il sistema elettorale rimane quello proporzionale con attribuzione dei seggi attraverso il metodo dei quozienti elettorali e dei più alti resti, altrimenti conosciuto come “metodo Hare”. Fra i sistemi elettorali, il proporzionale è quello che fotografa meglio la forza in termini di consenso di ogni partito: in un momento di transizione come quello che stiamo attraversando, la valenza politica del risultato elettorale – anche sul piano interno – è implicita.
L'idea del Pd, ad esempio, si consolida all'indomani delle elezioni europee del 2004 in cui Margherita e Ds, unitamente allo Sdi, si presentarono sotto il simbolo Uniti per l'Ulivo, raccimolando il 31% dei consensi ed ottenendo ben 25 seggi, ossia tanti quanti ne prefigurava la somma dei seggi ottenuti da Forza Italia (16) e Alleanza Nazionale (9), oggi uniti nel PdL. Al riguardo non va assolutamente sottovalutata l'eventualità di conseguenze rilevanti per il quadro partitico nell'immediato futuro, qualora il PdL consolidasse la sua posizione di forza ed il Pd risalisse la china riavvicinandosi alle percentuali del 2004: in tal caso, infatti, c'è da scommettere che la prudenza finora mostrata dai due partiti a vocazione governativa muterebbe in un appoggio sempre meno celato all'imminente appuntamento referendario il cui esito favorevole rappresenterebbe un'ulteriore, a questo punto decisiva, spinta ad un sostanziale bipartitismo.
Dall'altra parte, accreditate a superare la soglia del 4% sono Lega, IdV e UdC ma il loro impegno è anche la conquista di spazi sempre maggiori per opporsi all'eventuale stritolamento che ne deriverebbe dalla morsa bipartitica, mentre MpA e la Destra da un lato, gli ex cespugli dell'Ulivo dall'altro, si trovano di fronte allo scoglio dello sbarramento per poter accedere alla ripartizione dei seggi. Insomma, la posta in gioco è alta e vale anche per la Sicilia e Gela: ci riferiamo al rimpasto nell'esecutivo regionale fortemente voluto dal govenatore Lombardo proprio in piena campagna elettorale, nonché alla scelta del sindaco Crocetta di scendere in campo in palese deroga, unica a livello nazionale, alla regola imposta da Franceschini di non candidare amministratori. Proprio Lombardo e Musumeci, oggi assieme nella lista L'Autonomia, furono fra i principali protagonisti della circoscrizione insulare nelle elezioni del 2004, con le personali affermazioni in Udc e An poco dietro i loro rispettivi leader di allora, Salvatore Cuffaro e Gianfranco Fini, beneficiando della loro puntuale rinuncia all'unico seggio conquistato. Forza Italia, trascinata dai quasi 300.000 voti ottenuti dal capolista Silvio Berlusconi, conquistò 2 seggi che andarono a Castiglione e Musotto. Stesso risultato, 2 seggi, anche per la lista Uniti nell'Ulivo che registrò il grande exploit di Claudio Fava (Ds) con poco meno di 222.000 voti; dietro di lui Luigi Cocilovo (Margherita). Anche a Rifondazione toccò 1 seggio e andò a Giusto Catania dopo che Bertinotti (prima) e la Morgantini (dopo) lasciarono vacante il posto. I Comunisti Italiani non ottennero seggi, nonostante il capolista e leader nazionale Oliviero Diliberto fosse di casa in Sardegna. A pagarne le conseguenze fu l'ex senatore Salvatore Crocetta, fratello maggiore di Rosario, che ottenne ben 8.872 preferenze. Altri gelesi candidati furono Bartolo Scrivano (Socialisti Uniti per l’Europa) che raccolse 1365 voti e Emanuele Amato (Verdi) il cui bottino fu 779 voti. Soprattutto, il Pdci a Gela si affermò quale primo partito, con 5.876 voti: Uniti per l’Ulivo, infatti, a Gela raccolse 6.321 voti ma, come detto, dentro c'erano i Ds, la Margherita e lo Sdi. La campagna elettorale si aprì con venature fortemente polemiche. L'allora leader dei Ds, Speziale, che era anche vice sindaco (e sostenitore del diessino di Siracusa, Marziano), contestò al capo dell’amministrazione comunale Rosario Crocetta, di essersi dato un gran da fare per favorire il fratello Salvatore, che utilizzò come slogan “L’Europa e la Sicilia da cambiare”, ma anche “Pace e Sviluppo”. Ma vediamo come i gelesi distribuirono le loro preferenze (per ragioni di spazio ci limitiamo ai quattro partiti più votati). Uniti per l’Ulivo: Cocilovo 1.091; Nieddu 180; Marziano 1.794; Contu 60; Fava 1.526; Garraffa 3; Latteri 2.188; Sanzeri 254; Siragusa 143. Forza Italia: Berlusconi 2.867; Musotto 800; Calia 93; Castiglione 1.387; Cimino 683; Garofano 8; Leontini 557; Lo Curto 818; Massidda 11. Alleanza Nazionale: Fini 639; Musumeci 645; Delogu 4; Nicolosi 101; Bella 87; Buongiorno 2; Granata 178; Stancanelli 265; Nania 233. Udc: Cuffaro 612; Lombardo 929; Oppi 5; Drago 113; Lo Monte 268; Lucchese 11; Noè 346; Petralia 39; Santarello 46.
Nel dibattito post-elettorale, solita bagarre di dichiarazioni in cui immancabilmente ognuno sventolava la bandiera del vincitore. Ecco, invece, come Giulio Cordaro, nella sua seguitissima (e taglientissima) rubrica “Politicamente Scorretto”, aveva commentato sul nostro giornale il voto, o per meglio dire, l’atteggiamento dei politici locali verso il responso delle urne: «abbiamo liquidato le elezioni europee e ci ritroviamo con il solito strascico di polemiche tra vincenti e perdenti. Hanno perso i candidati di Speziale (Marziano) e di Filippo Collura (Latteri), che non sono stati eletti. Ha perso l’ex senatore Salvatore Crocetta, che non ha raccolto quello che sperava (e l’avevamo previsto due mesi fa). Ha perso Forza Italia, che ha diminuito i propri consensi. Hanno perso i candidati locali Scrivano e Amato, che non sono riusciti a rendersi credibili nei confronti degli elettori. Ma allora chi ha vinto? Direi nessuno, considerato anche l’astensionismo di Gela, tra i più alti in Sicilia, segno della disaffezione verso una politica basata più sulle urla che sulla ragione. Nessun esponente politico può cantare vittoria, men che mai il Sindaco, che si troverà a gestire, pur se da posizioni di forza, le polemiche tra partiti, polemiche che potrebbero avere riflessi importanti in Giunta ed in Consiglio comunale».
Anche questa competizione che vede la candidatura del sindaco in persona, invero, sembrava nascere all'insegna della polemica: prima ci ha pensato Speziale, oggi compagno di partito, a bollare senza troppi peli sulla lingua come sbagliata la scelta del primo cittadino che sarà costretto, una volta eletto, ad abbandonare la carica; poi ci ha pensato Anna Bunetto, ex compagna di partito, mettendo la propria faccia sul volantino: il che, a prescindere dalle sue reali intenzioni (contro Crocetta o meno) ha comunque reso visibile una lacerazione da tempo latente all'interno del Pdci locale. Quello dell'astensionismo gelese è sicuramente un altro fattore che Crocetta deve temere, giacché nella sua città il sindaco della legalità deve raccogliere il più possibile. Sembrerebbe scontato, ma non è così. Crocetta europarlamentare significa commissariamento ed elezioni al massimo fra un anno: e ciò, beninteso, vale sia per il sindaco che per il consiglio. Il centro-destra cittadino, stando a quanto succede in questi giorni a Palermo, è pronto a questa eventualità?. Gli attuali consiglieri comunali sono disposti a spendersi per una nuova campagna elettorale così vicina? I consulenti e tutto il sottogoverno farà davvero salti di gioia alla notizia dell'interruzione della sindacatura per sopravvenuta incompatibilità? Crocetta per primo sa che questi punti interrogativi possono avere un loro peso e dipenderà da lui diminuirne l'entità. Come? Facendo quello che ha sempre fatto, sia da candidato che da amministratore: rivolgersi direttamente al cittadino elettore. E siccome non siamo alle comunali, la vera battaglia è un'altra, oltre i confini di Gela, ma è poi sempre la stessa da qualche anno a questa parte: abbattere la mafia, giacché “indietro non si torna” per poter dire ai quattro venti “orgoglioso di essere siciliano”. E questo il punto di domanda: la sua lotta sul fronte antimafia verrà premiato? Ed in che misura? La speranza per Crocetta, in definitiva, è che la sensibilità isolana sul tema della legalità e dell'antimafia non sia solo accresciuta, ma addirittura triplicata, poiché la presenza di candidati come Rita Borsellino, Claudio Fava (senza dimenticare gli stessi dipietristi Leoluca Orlando e Sonia Alfano), assicurano che nessuno al riguardo farà bottino pieno.


Autore : Filippo Guzzardi

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