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Corriere di Gela | “Costretto a fare politica”
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notizia del 03/04/2005 messa in rete alle 22:50:00

“Costretto a fare politica”

“Sono costretto a fare politica, anche se spesso inconsapevolmente. E’ un fatto che tutti facciamo politica. Siamo più o meno degli animali politici. Avendo fatto il parlamentare, il consigliere comunale, ti vede sempre come un riferimento politico e anche se tu volessi sottrarti all’impegno, c’è sempre qualcuno che ti ricorda che sei nel sociale, nella politica che tu hai l’obbligo di costituirti come punto d riferimento”.
Sono affermazioni di Gioacchino Pellitteri (nella foto), già senatore della Repubblica militante in Forza Italia ed ora approdato al partito Liberale con la prestigiosa carica di vice segretario regionale. Pellitteri stato senatore in un momento in cui si era a cavallo tra la prima e la seconda repubblica. E’ stata la voglia di cambiamento nel popolo italiano dopo i fatti di mani pulite e del comprensorio gelese a determinare l’elezione di Pellitteri.
– Come è nata la sua candidatura di vice segretario regionale del Pli?
“Faccio parte di una associazione detta I Laici che comprende anche i cattolici non bigotti, non clericali ed io tale mi sono sempre considerato provenendo dalla Democrazia Cristiana. Quando i Laici sono confluiti nel Pli, avevo di fronte se mollare tutto o continuare questo percorso. Così ho deciso di partecipare al congresso nazionale del partito liberale dove ho preso la parola anche perché sollecitato a farlo, senza aspirare a cariche di nessun tipo. Arrivati al congresso regionale, un pò per spinte dall’alto, un pò per le sollecitazioni dai laici, ossia dal gruppo gelese che nel Pli è uno dei gruppi più storici e consolidati, mi è stata proposta la vicesegretaria regionale. E’ una scommessa e sto svolgendo il mio compito con grande entusiasmo. La mia candidatura non è stata imposta dall’alto, ossia solo avallata, ma è stata la base di Gela che ha detto che abbiamo un bel nucleo di liberali storici, di laici e che tutti mi hanno convinto per non dire costretto ad accettare. In tutti i partiti di oggi questo rispetto della base non c’è. Le candidature nei Ds, in Fi ed un atri partiti sono sempre decise dall’alto perché oggi in Italia ci sono delle oligarchie che decidono e stabiliscono chi debbono essere i parlamentari, chi deve andare ad assumere posti di sottogoverno”.
– Quando lei militava in Forza Italia, ci andava un po’ stretto per via di quella sua voglia di autonomia che in fondo le mancava e si sentiva limitato. Adesso nel partito liberale ha trovato tutto lo spazio e le iniziative che prima le erano precluse?
“Fare politica dentro Forza Italia tra il ’94 e il ’96, per una persona come me abituato alla dialettica politica, era difficile. Sostengo che tutti i grandi partiti, non solo Forza Italia, sono diretti dall’alto. Non consentono una elaborazione politica come avveniva nella prima repubblica. Il partito liberale nel ’94 si scioglie perché Berlusconi si impegna a fare un partito liberale di massa. Si è preso molti liberali e faccio il nome di Costa, Biondi, Martino, Marzano ecc.”
– Ora cosa è il partito Liberale?
“Non è il partito dell’elite, dei ricchi, non è il partito del capitalismo. Oggi è il partito degli spiriti liberi e di coloro i quali la libertà vogliono assicurarla anche agli altri. Una coalizione deve risultare la somma di tante componenti ed essere amalgamata sia da un leader, ma soprattutto dalla progettualità e in questo senso noi liberali ci sentiamo molto più vicini a Berlusconi che al centro sinistra. Se Berlusconi dovesse dire di avere in pugno i liberali, allora noi – e l’ho detto al Consiglio nazionale di cui faccio parte – dobbiamo prepararci con i candidati in tutti i collegi d’Italia e faremo la nostra battaglia”.
– Quali sono i vostri progetti?
“Ufficialmente nella qualità di vicesegretario regionale ho la responsabilità di aiutare gli amici nelle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna. Stiamo cercando di costruire un gruppo di professionisti, di liberali. Tengo a precisare che i liberali sono una categoria della mente e sono una categoria della storia. Liberali siamo un po’ tutti. Il problema è riuscire a riscoprirsi. Il mio compito sarà quello di aiutare il partito liberale a crescere ovunque. Nell’ultimo congresso a Catania sono andato a portare il mio saluto fornendo le indicazioni della mia esperienza di politico e di professore”.
– Penso che già si è messo al lavoro. Cosa sta facendo adesso?
“Stiamo organizzando i congressi in tutte le province della Sicilia e questo è il mio compito specifico. Nel nostro piccolo di gelesi e nisseni stiamo costruendo in ogni comune un nucleo di persone libere che vogliono fare politica. Poi se verrà il consigliere comunale a Gela, o il consigliere provinciale per le amministrazioni provinciali, sono cose a cui non voglio pensare perché lo do per scontato. Quando un gruppo è compatto e crede nella cosa che fa, i risultati vengono da sé. Io sono stato sempre all’opposizione e di conseguenza sono abituato ad una fede, in un ideale senza un corrispettivo da guadagnare. Se riesco a trasmettere questa idea alle tante persone che si stanno scommettendo nel partito liberale, credo che i risultati sono positivi. Il resto verrà da sé. La nostra deve essere la battaglia delle idee prima di tutto. I liberali sono questo ed io mi ci sto entusiasmando”.


Autore : Nello Lombardo

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