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Corriere di Gela | Aldo Moro raccontato dalla figlia Agnese
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notizia del 22/02/2009 messa in rete alle 22:47:52

Aldo Moro raccontato dalla figlia Agnese

La mattina del 9 Maggio 1978 la città di Roma fu teatro di uno degli eventi più significativi e drammatici della recente storia italiana: il ritrovamento, presso via Caetani, del cadavere di Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana e figura cardine dei processi politici in atto durante quel fatidico periodo.
Dell'intera vicenda si è abbondantemente discusso nel corso del tempo, cercando di individuare responsabilità ed errori, nella convinzione che l'intera trattativa con i componenti delle Brigate Rosse, autori materiali dell'uccisione, venne mal gestita, assumendo posizioni rigide, senza alcuna possibilità di dialogo con la controparte.
A Gela un convegno dedicato allo statista pugliese, organizzato dal parroco della chiesa di Santa Lucia, don Luigi Petralia, ha cercato di approfondire taluni aspetti della sua figura, non limitandosi ai classici caratteri istituzionali, ma analizzandone altri, maggiormente legati alla sfera privata e quotidiana.

L'iniziativa, intitolata “Comunicare con la vita i fondamenti della democrazia”, si è tenuta presso i locali della stessa chiesa di Santa Lucia, con la partecipazione di diversi relatori, ed alla presenza di un vasto ed interessato pubblico.
L'introduzione è stata affidata all'organizzatore dell'incontro, don Luigi Petralia, il quale ha voluto mettere in luce le notevoli doti di mediazione del presidente della DC, richiamando il suo progetto di apertura ad altri soggetti politici (in primis il Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer), prova della sua tendenza ad evitare ogni forma di esclusione aprioristica: la maggioranza detenuta dal suo partito non doveva mai giustificare atteggiamenti di assolutismo forzoso. Il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, dopo aver lamentato l'assenza in sala di rappresentanti politici locali, ha proseguito ricordando la propria reazione, frutto di una fortissima emozione, nel momento nel quale venne a conoscenza dell'uccisione di Aldo Moro, soffrendone anche come militante politico di quel periodo; egli ha comunque rilevato l'attualità di un simile personaggio, in una fase politico-istituzionale di violenti scontri.

Lirio Conti, magistrato presso il Tribunale di Gela, ha individuato il merito fondamentale del politico pugliese, manifestatosi nel corso della sua azione istituzionale: l'aver attuato principi costituzionali derivanti da precetti tipicamente morali, senza alcun tipo di incoerenza. Protagonista del dibattito è successivamente divenuta la figlia dell'ex Presidente del Consiglio, Agnese Moro, giunta a Gela per esporre un tangibile ricordo del padre prematuramente scomparso, attraverso la descrizione di momenti attinenti alla sfera familiare e non solo.
Le gite al mare, la condivisione dello stesso tavolo da pranzo, le conversazioni notturne: momenti assolutamente sconosciuti alle cronache ufficiali, utili ad allontanare la figura di Moro dai consolidati cliché storici, scoprendo un uomo non totalmente immerso nelle questioni relative all'agone politico, ma pronto ad intervenire per la risoluzione di problematiche tipiche della quotidianità.
Dal punto di vista politico, invece, secondo Agnese Moro, il padre ebbe il merito di strutturare, nel corso della sua esperienza istituzionale, una vera e propria “democrazia calda”, in quanto fondata sul rispetto del valore umano: non solo mera formalità quindi, ma anche attenzione verso ogni bisogno sociale.
Dopo la lunga ed appassionata testimonianza resa da Agnese Moro, l'incontro è stato concluso da alcune brevi osservazioni del senatore del PD, Giuseppe Lumia, utili ad evidenziare il netto distacco, di valori ed anche di competenze, tra i protagonisti della vita politica degli anni '60-'70 e quelli attuali, rivolgendo la propria attenzione all'attuale assenza di un grande statista del calibro di Aldo Moro, ossia di un maestro che sappia anche essere testimone, assumendo atteggiamenti coerenti rispetto alla propria caratura politica.
Un monito che non rientra, nella maggior parte dei casi, tra le priorità dei protagonisti odierni dell'azione politico-istituzionale.


Autore : Rosario Cauchi

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