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Corriere di Gela | Il Gela si aggrappa ora alla speranza di ripescaggio
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notizia del 12/06/2003 messa in rete alle 22:46:29

Il Gela si aggrappa ora alla speranza di ripescaggio

Archiviata la sciagurata retrocessione in serie D, il Gela prova a voltare pagina. In città si culla la speranza in un ripescaggio sempre più probabile alla luce delle dichiarazioni di Macalli, presidente della Lega di C, ed Emanuele Fraglica (nella foto), quest’ultimo pienamente fiducioso nel mantenimento della categoria professionistica.
Alcune società, effettivamente, non vantano una situazione finanziaria ottimale (in primis Cosenza e Monza, ma ve ne sono altre), per cui è presumibile il fallimento di almeno un paio di club e in questo caso il Gela non avrebbe problemi ad usufruire del ripescaggio poiché gode di un bilancio sano.
Qualche problema potrebbe sorgere nel caso in cui, malauguratamente, dovesse fallire solo un club, poiché in tal caso si creerebbe un piccolo conflitto tra la lega di C e la lega di serie D: quest’ultima, per la prima volta nella sua storia, ha introdotto i play-off nella stagione appena conclusasi, e in qualche modo vorrebbe dare un senso agli incontri disputati dopo il torneo, i quali hanno comportato un notevole dispendio di energie per le squadre che li hanno affrontati, e quindi si tenta di conferire priorità in caso di ripescaggio alla squadra che ha vinto i play-off di serie D (e quindi a scapito delle retrocesse provenienti dalla serie C). Indubbiamente, in un’ipotesi del genere, sarà necessario mettersi d‚accordo tra le due leghe tramite una valutazione globale dei pro e dei contro, attribuendo rilevanza soprattutto all'aspetto economico e al bacino d’utenza del club cui si vuole accordare il ripescaggio.

La società gelese ha già presentato la documentazione e la liquidità necessaria per la richiesta di ripescaggio, per cui si è prontamente attivata a testimonianza di una forte convinzione nella possibilità di restare in ambito professionistico. Non solo: in un’intervista, il presidente del Gela Fraglica ha già annunciato il nome del successore di Ruisi alla guida della compagine giallorossa, ovviamente a patto che si rimanga in C2. Il tecnico sarà Ezio Castellucci, da tempo oggetto dei desideri del Gela, matrimonio mai concretatosi più che altro per questioni di natura economica. Nato in provincia di Frosinone, ex giocatore del Trapani, Castellucci ha fatto la gavetta in serie D e in Eccellenza senza raccogliere successi per poi diventare secondo di Di Pucchio a Sora in C1 nel 1994.
Nel 96-97, a metà stagione, su-bentra proprio a Di Pucchio, ma non riesce a salvare la formazione laziale dalla retrocessione in C2. L’anno dopo rimane alla guida dei bianconeri, artefici di una stagione straordinaria con sole cinque sconfitte in 34 partite e migliore difesa del torneo. Perde la semifinale dei play off. L’anno ancora dopo però viene esonerato a metà stagione, ripartendo da Giugliano nel 1999. Un primo anno così così, con una salvezza ottenuta attraverso vie impervie, ed un esonero nella stagione successiva. Siamo giunti al 2001: Castellucci è libero, il Gela tenta di assumerlo, l’accordo non viene raggiunto, e il tecnico laziale approda a Barcellona Pozzo di Gotto mentre Fraglica assume Ruisi. Con l’Igea compie il suo capolavoro: solo sei sconfitte e miglior difesa al termine della stagione regolare, chiusa con un quarto posto e quindi con la partecipazione ai play off. Infine l’esperienza di Paternò in C1, anche qui con un esonero subìto a metà stagione ma le colpe attribuibili a Castellucci sono poche considerata la pessima qualità dell‚organico che aveva a disposizione. Pre-dilige il 4-4-2 e il gioco sulle fa-sce, per cui è presumibile l’acquisto di due esterni di centrocampo offensivi. Il suo pezzo forte è rappresentato dallo zelo con cui cura la fase difensiva, rendendo sovente ermetica la retroguardia. Po-trebbe chiedere la conferma di alcuni elementi che ha avuto a Barcellona e che Fraglica non vorrebbe trattenere (Colletto e Formisano), mentre per la difesa non è da escludere l’acquisto di Luca Monari, centrale trentaduenne che Castellucci ha avuto con se a Sora e a Paternò. Il club catanese, dopo la retrocessione in C2, potrebbe tranquillamente cedere il giocatore al Gela.
In giallorosso rimarranno i soli Milazzo, Falanca, Erbini e forse Matinella, per cui Castellucci, per evitare di incontrare difficoltà nell’impartire i suoi schemi ai nuovi elementi che arriveranno, cercherà di ottenere giocatori che già in passato ha diretto.

Schede e pagelle di Paolo Cordaro

ANTONIO CASTELLI
Portiere, 23 anni
Presenze: 29 (2), Reti subìte: 33 (2)
Ottimo nella prima parte di stagione, ha mostrato successivamente qualche incertezza. Disastroso nel match di ritorno con il Tivoli. Spesso incerto con i piedi e nelle uscite, molto forte tra i pali. Complessivamente un giovane di belle prospettive. Voto 6

ANDREA PANICO
Portiere, 24 anni
Presenze: 6, Reti subìte: 4
Si è fatto trovare quasi sempre pronto quando è stato chiamato in causa. Molto reattivo tra i pali (forse anche troppo), non sembra in grado di disputare una stagione da titolare. Personalità da vendere. Voto 6

MICHELE CATALDI
Centrale difensivo, 34 anni
Presenze: 26 (2), Reti: 2
Uno dei maggiori responsabili del tracollo gelese. Sovente espulso per stupidaggini, più volte ha danneggiato la squadra. Anche sul piano fisico ha cominciato a sentire il peso degli anni. Non è un caso che, ovunque sia stato, abbia lasciato dei pessimi ricordi (Aci-reale, Catania, Gela, Barcellona, Trapani). L’espulsione rimediata contro il Tivoli la dice lunga sulla professionalità e sportività di questo giocatore. Un pianto. Voto 3

SALVATORE COLLETTO
Terzino, 29 anni
Presenze: 26 (1), Reti: 0
Altra delusione. Innanzitutto troppi problemi di natura fisica lo hanno frenato, confermandone l’eccessiva fragilità. E poi ha dei limiti tecnici smisurati, sebbene non gli difetti la generosità. Di terzini più in gamba sotto l’aspetto qualitativo se ne trovano a bizzeffe in giro. Voto 5

SEBASTIANO FALANCA
Centrale difensivo, 22 anni
Presenze: 23 (1), Reti: 0
Un giovane su cui si può puntare in proiezione futura. Un inizio di stagione ottimale, successivamente ha incontrato qualche difficoltà, ma era obiettivamente difficile che sfondasse con una difesa a tre a causa del-la sua lentezza. Forte nel gioco aereo e in marcatura. Va confermato e merita maggiore fiducia. Voto 5,5

MARCO COMANDATORE
Jolly, 32 anni
Presenze: 32 (2), Reti: 1
Ha disputato la maggior parte della stagione da centrale difensivo insieme a Cataldi e Savio. Ruolo che ha ricoperto egregiamente, sebbene talvolta sia andato incontro ad evitabili distrazioni. L’impegno non è mai mancato a differenza di molti suoi compagni, la lucidità spesso sì. Il presidente Fraglica non vuole confermarlo a causa della indecorosa prestazione nei play-out contro il Tivoli: che Gela sarà senza Comandatore, contraddistintosi nell’ultimo decennio quale anima di questa squadra? Voto 6

LUIGI MILAZZO
Terzino, 29 anni
Presenze: 15, Reti: 0
Ingiustamente relegato ai margini della squadra, ha mostrato la solita grinta e attenzione nelle sporadiche occasioni in cui è stato chiamato in causa. Memorabile la ferrea marcatura riservata a Corona nella sfida con il Brindisi. Verrà confermato, in quanto uno dei pochi che non ha disonorato la ma-glia. Meritava più attenzione, po-trebbe ottenerla da Castellucci nel suo 4-4-2 in caso di ripescaggio. Voto 6

ALFREDO PAPPALARDO
Terzino, 24 anni
Presenze: 14 (2), Reti: 0
Desaparecido nel girone d’andata, è stato ripescato nel ritorno a causa della involuzione di Scopelliti. Ma ha deluso per l’ennesima volta, milita nel Gela dal 1998 e ancora tarda ad arrivare la sua maturazione. Doti tecniche eccelse, in particolar modo spicca la sua elevata velocità, ma è incorso nelle solite amnesie difensive. Costantemente disattento in marcatura, i maggiori pericoli provenivano dalla fascia di sua competenza.Voto 4,5

FRANCESCO PRIOLO
Terzino, 22 anni
Presenze: 15, Reti: 0
Nel 3-5-2 di Ruisi trovava poco spazio, quale riserva di Colletto e Sco-pelliti. Ceduto a gennaio al Ragusa, con gli iblei ha trovato maggiore spazio.Positivo nelle occasioni in cui è stato chiamato in causa. Forte fisicamente e discreto dal punto di vista tecnico, anche lui avrebbe meritato maggiore fiducia.Voto 6

MASSIMO SAVIO
Centrale difensivo, 34 anni
Presenze: 34 (2), Reti: 0
Ottima stagione. E dire che era giunto a Gela in sordina, subissato dai fischi durante il primo anno di militanza. Poi ha conquistato la fiducia, mostrando nella passata stagione ma soprattutto in quella appena conclusasi una continuità impressionante. Raramente ha commesso errori, anzi spesso ha dovuto supplire alle incertezze dei compagni di reparto. Meriterebbe la conferma, ma probabilmente la società ne farà a meno. Voto 6,5

CHRISTIAN CIARAMELLA
Centrocampista centrale, 27 anni
Presenze: 6, Reti: 0
Per la prima volta ha indossato la maglia della sua città, ma si è rivelato un flop in quanto impresentabile sul piano della condizione fisica. Era reduce da un anno di inattività, non ha recuperato, a gennaio è andato al Giugliano, ma anche lì non è quasi mai sceso in campo. Imbarazzante la prestazione nella sfid-a casalinga con il Foggia. Voto 4

GIUSEPPE CIULLA
Laterale destro, 26 anni
Presenze: 12, Reti: 0
Il suo acquisto aveva suscitato qualche perplessità, poiché un ottima stagione al Pro Favara non poteva dissipare tutto ad un tratto i precedenti fallimenti personali. Poi è subentrata la certezza: inadatto alla C2, con forti limiti tecnici e caratteriali. Meteora. Voto 4

LORENZO BATTAGLIA
Trequartista, 35 anni
Presenze: 6, Reti: 0
Cercava disperatamente una squadra cui strappare un ingaggio di tutto rispetto. Il Gela pensava di aver realizzato il colpo dell’anno, in realtà con scarsa attenzione non hanno considerato la sua precaria condizione fisica e le difficoltà d’inserimento che avrebbe incontrato a campionato in corso. Ha sempre avuto un carattere difficile, e i suoi atteggiamenti da primadonna non hanno ottenuto il placet del gruppo. Voto 3

CARMELO FORMISANO
Centrocampista centrale, 30 anni
Presenze: 27 (2), Reti: 0
Nella prima parte di stagione sembrava un fenomeno: dribbling, successi nei contrasti, precisione nei lanci e nei passaggi. Nel girone di ritorno si è confermato un fenomeno, ma nel senso inverso: lento, sempre anticipato, poco lucido nei servizi ai compagni. Da tre anni gioca una ventina di partite a stagione, troppe noie di natura fisica lo hanno martoriato. Nel complesso deludente. Voto 5

CALOGERO LO BUE
Centrocampista centrale, 30 anni
Presenze: 15 (2), Reti: 1
Giunto dal mercato invernale per far rifiatare la coppia di centrali Formisano-Matinella, ha subito conquistato una maglia da titolare, schierato però a sinistra, in un ruolo non suo. Non gli mancano grinta e dinamismo, ma tecnicamente lascia un pò‚ a desiderare. Meravigliosa la rete al Giugliano con un tiro al volo da trenta metri. Non è da escludere una sua conferma. Voto 6

SANTO MATINELLA
Centrocampista centrale, 27 anni
Presenze: 30 (2), Reti: 0
Non ha disputato una pessima stagione, ma ancora una volta si è confermato come elemento molto discontinuo. Tra i più dinamici, ha evidenziato i soliti limiti caratteriali, soprattutto in alcuni incontri in cui avrebbe dovuto prendere per mano la squadra. Ha manifestato la solita incapacità di verticalizzare il gioco, limitandosi a scolastici passaggi orizzontali. Voto 5,5

GIANLUCA PROCOPIO
Laterale ambidestro, 27 anni
Presenze: 30 (2), Reti: 6
Può e deve fare molto di più. A Gela si sta bene, c’è poca pressione da parte della tifoseria, e Procopio sembra aver trovato un oasi felice. Rilassandosi troppo dal punto di vista fisico e mentale, tant’è vero che la sua stagione si è rivelata piuttosto negativa. Ai tempi di Righetti era un trascinatore, negli ultimi anni ha perso la sua caratteristica verve. Non ingannino le sei reti: quattro di queste sono state siglate nelle partite-farsa con Puteolana, Ragusa e Foggia. Voto 5

NAZARENO SCOPELLITI
Laterale ambidestro, 25 anni
Presenze: 27 (2), Reti: 3
All’inizio della stagione era svincolato, il Gela lo ha riacquistato colmando una notevole lacuna sulla fascia destra (causa flop di Ciulla). Nel girone d’andata è stato straripante, andando a segno in tre occasioni e integrandosi perfettamente con Docente ed Erbini. Ma Scopelliti, per tradizione, dura poco: la solita mancanza di personalità ha inciso sensibilmente sul suo calo di rendimento verificatosi nella seconda parte del torneo. Elemento poco volenteroso.Voto 5

DIEGO ALBANO
Punta centrale, 24 anni
Presenze: 14 (2), Reti: 5
Ricapitoliamo: in campo non lotta, di testa non ne prende una, sbaglia i passaggi, controlla in modo pessimo la palla, ha sciupato un numero considerevole di palle-gol (a volte in modo incredibile), è stato espulso all’esordio, è lentissimo nei movimenti. Dopo un resoconto del genere vorreste pure un commento? Voto 3

ROBERTO CONTE
Seconda punta, 36 anni
Presenze: 21 (1), Reti: 3
Uno dei pochi che ha dimostrato un certo attaccamento alla maglia, e con il suo brio ha dato lezione ad alcuni apatici giovani che fanno parte della rosa gelese. A conti fatti, tanto fumo e poco arrosto, poiché, eccezion fatta per l’mportante rete siglata al Latina (valsa un punto), non ha fatto granchè sul piano concreto. Gli va dato atto, però, della vivacità conferita alla squadra quando entrava in campo nella ripresa. Ha fatto il suo dovere. Voto 6,5

EMILIO DOCENTE
Punta centrale, 20 anni
Presenze: 17, Reti: 12
Un’esplosione inaspettata del giovane bomber locale, il quale ha trascinato il Gela nei primi posti in classifica e ha contribuito al risanamento finanziario della società grazie alla sua cessione. Il trasferimento al Messina (e alla Juventus) andava fatto, ma necessitava di una degna sostituzione. Ha segnato in tutti modi, sfruttando pienamente l’assistenza di Erbini. Uno dei migliori al Torneo di Viareggio, convocato nell’Italia under 20 di Rocca (e forse da settembre farà parte dell‚under 21), ha trovato poco spazio a Messina, soprattutto dopo l’arrivo di Bolchi, ma ha siglato un gol in serie B (all’Ascoli). Voto 9

FRANCESCO ERBINI
Seconda punta, 32 anni
Presenze 32 (2), Reti: 6
Anche per lui stagione dal duplice volto: bravissimo nella prima parte fornendo numerosi assists a Docente, è crollato da dicembre in poi soprattutto sul piano fisico. Un solo gol nel girone di ritorno (al Catanzaro). Nella parte finale del torneo la pubalgia lo ha reso impresentabile dal punto di vista atletico. Non ha mai avuto molta continuità, ma adesso comincia a perdere troppi colpi, per cui potrebbe rimanere a patto che accetti una riduzione di ingaggio e l’eventualità di un ruolo da comprimario. Voto 6

DILETTO (1 presenza)
PARDO (1 presenza)
DOMICOLI (4 presenze)
TILARO (1 presenza)
Hanno giocato troppo poco per una valutazione. Domicoli ha mostrato delle ottime qualità, ma deve crescere dal punto di vista caratteriale. Su Tilaro bisognerebbe riporre maggiore fiducia: dopo tanti anni di elogi ricevuti a livello giovanile, è stato prestato da gennaio al Pro Favara, dove ha giocato titolare e si è distinto per la sua abilità difensiva e la grinta profusa in campo. Forse è giunta l’ora di concedergli maggiore spazio.
Senza voto


Autore : Paolo Cordaro

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