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Corriere di Gela | Consiglio, le solite divergenze nel Pd
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notizia del 03/12/2013 messa in rete alle 22:44:18
Consiglio, le solite divergenze nel Pd

Una seduta molto burocratica, quella del 27 scorso, presieduta dal vice del consiglio Cirignotta. Interventi spediti e ben coordinati da Cirignotta. Solo sul finire un’incomprensione con Siragusa provoca nervosismo, tanto che il capogruppo dell’Udc vistasi tolta drasticamente la parola, rinuncia all’intervento e abbandona l’aula. Per il resto tutto è proceduto serenamente. Da segnalare l’assenza di buona parte dei consiglieri Pd (Vella, Giudice, Cravana, Fava, Biundo; la Cassarà ha votatosu un solo atto e poi è andata via). E’ certo un fatto che il malessere all’interno della maggioranza e in particolar modo nel gruppo disomogeno del Pd, è chiaro e tangibile. Ormai tra l’ex capogruppo del Pd molto vicino al presidente Crocetta ed il sindaco, esiste una totale incomunicabilità. Comunque, la macchina politico-amministrativa va avanti ed il sindaco non si preoccupa più di tanto. Del resto non ce n’è motivo, visto che gli atti da lui sottoposti all’approvazione del consiglio passano sempre anche con maggioranza trasversali.

Aperta la seduta da Cirignotta, si passa subito alla discussione del punto 8 all’ordine del giorno che nella scorsa seduta non fu approvato per il venir meno del numero legale. Si tratta della presa d’atto di una correzione operata dagli uffici per essere incorsi in un errore materiale riguardo alla Cooperativa edilizia XXI Giugno. E’ il dirigente arch. Galanti che viene incaricato di illustrare lo sbaglio di che trattasi. Dopodiché l’atto è approvato a maggioranza di voti. E’ la volta, quindi, di quattro debiti fuori bilancio che si protraggono da tempo.

Il primo riguarda una sentenza del Tar Sicilia cui ha fatto ricorso una ditta gelese espropriata per la quale è dovuto un consistente indennizzo complessivo di € 102.558.20. In virtù di questo esproprio – spiega l’arch. Galanti – era stato nominato un commissario ad acta. Anche l’assessore Casano a sostengo del chiarimento tecnico aggiunge che si tratta di una sentenza esecutiva e che occorre porvi rimedio al più presto. Su questa vicenda, ma anche su vicende analoghe, il consigliere Gulizzi lamenta l’irregolarità degli elenchi delle ditte espropriate. “E’ paradossale – aggiunge – non avere le carpette delle ause che il Comune perde. Occorre tutta la documentazione a corredo per renderci conto di quello che paghiamo”.

Anche sul 5° punto riferentesi ad un debito fuori bilancio viene mosso un rilievo da parte di Gulizzi il quale non sa spiegarsi perché nell’elenco delle persone da indennizzare per cause civili intentate al Comune si fa menzione del nome dell’avvocato e non la persona che viene risarcita. Altra cosa strana è la ripetizione per 4-5 volte dello stesso avvocato e che si chiede il danno per tre-quattro volte di seguito. A chiarire il fenomeno è il dirigente dottor Grisanti che parla di proprio di tre-quattro sentenze ormai esecutive. Gulizzi forse non del tutto soddisfatto del chiarimento esorta gli uffici ad una maggiore attenzione ed a redigere degli elenchi analitici. Il consigliere Siragusa richiamandosi alle osservazioni del collega Gulizzi, suggerisce che quando un fatto succede più volte nell’ambito della stessa famiglia, che l’amministrazione faccia denuncia all’autorità giudiziaria, altrimenti sarà il Consiglio comunale a farlo.

A questo punto interviene l’assessore D’Aleo che, in merito alle anomalie riscontrate da parte dei consiglieri, riferisce che esse hanno avuto la massima attenzione e che l’amministrazione ha effettuato una serie di controlli. Riguardo poi alle 4-5 persone familiari coinvolte e richiedenti il risarcimento, si è stati molto attenti. Si passa, infine, alla votazione dell’atto che viene così approvato a maggioranza. Esitato positivamente anche il punto 6, il dibattito si arena su un debito del Comune nei confronti della partecipata Ghelas. A spiegarlo è il consigliere Gulizzi che puntualizza trattarsi di Iva risalente al 2005. Molto critico l’indipendente Terenziano Di Stefano che chiede quali siano i motivi della formazione di questo debito. Alle spiegazioni del dottor Grisanti non sembra ritenersi soddisfatto anche se conviene che il debito vada approvato.

A far maggiore chiarezza intervengono Fasulo e di nuovo Gulizzi per poi passare all’approvazione dell’atto.

Viene affrontato, quindi, il punto 9: Affidamento in concessione di pubblico servizio per la liquidazione, accertamento e riscossione volontaria e coattiva dell'imposta comunale sulla pubblicità, dei diritti sulle pubbliche affissioni, della tassa di occupazione spazi ed aree pubbliche (Tosap) e dell'imposta municipale secondaria.

Sull’atto mancano alcuni pareri ritenuti necessari per via delle refluenze che l’atto provoca. Inoltre Cirignotta preannuncia che ha pensato ad alcuni emendamenti che però non possono essere presentati per via dell’assenza del dirigente Guzzardi. Di Stefano infine chiede che l’atto debba essere corredato anche del capitolato oneri da trasmettere ai consiglieri comunali. A questo punto mentre Gulizzi chiede a Cirignotta di ritirare la sua proposta, Nuccio Cafà propone di posporre l’atto. Passa a maggioranza quest’ultima proposta.

Introdotto il punto 19, il consigliere Napolitano chiede la verifica del numero legale. Risultano presenti 11 consiglieri e pertanto la seduta viene sciolta.

Nella seduta precedente (lunedì 25) il consiglio comunale ha approvato all’unanimità le due deliberazioni riguardanti la Tarsu e una modifica all’Imu. Riguardo a quest’ultima è stato modificato il regolamento contemplando l’esenzione totale dell’Imu per quei soggetti che hanno ceduto in comodato d’uso ai figli l’immobile da questi utilizzato come abitazione. Per la tassa sui rifiuti si è tornati dalla Tares alla Tarsu. Ciò in virtù di una norma nazionale varata di recente, che consente ai Comuni di optare per Tares o Tarsu, nel caso non abbiamo ancora approvato il bilancio entro il 30 novembre . Il consiglio ha scelto Tarsu perché meno onerosa per i cittadini.

Da rilevare una forte polemica innescatasi tra Guido Siragusa e Peppe Di Dio che ha accusato “novelli” consiglieri di muoversi secondo logiche ormai vecchie. Chiara l’allusione al collega Udc Siragusa. Ma non basta. Di Dio ha continuato a punzecchiare il sindaco Fasulo che pur intervenuto non lo ha lasciato soddisfatto in quanto nulla ha detto in merito agli obiettivi dell’amministrazione. Col solo intento di fare ostruzionismo, ha chiesto numerosi chiarimenti in merito all’Imu. Ha lamentato, infine, il fatto “anomalo” che la commissione bilancio spesso esprime i propri pareri mentre è in corso la seduta consiliare. A rispondere è stato Nuccio Cafà che ha giustificato il ritardo col fatto che spesso la documentazione arriva con urgenza e che nell’arco di un giorno la commissione trova difficoltà a esprimere un giudizio con serenità. Molto signorilmente infine ha chiesto scusa per questa anomalia.


Autore : Nello Lombardo

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